24 cfu concorso scuola: le aule virtuali dell’Uninettuno

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Dal Nettuno all’Uninettuno – Parte II

Apriamo l’articolo di oggi collegato al precedente di tematica affine, parlando proprio dell’aula virtuale, una lezione in tempo reale a cui docente e studenti sono chiamati a partecipare con la finalità di approfondire determinate tematiche affrontate nelle lezioni a video. Ottima opportunità per gli studenti di porgere anche al docente-tutor eventuali domande se la lezione a video non è magari chiara in qualche punto. La comodità è evidente. Non c’è bisogno di spostarsi. Basta avere connessione a internet e attraverso il pc o il tablet o lo smartphone lo studente può accedere e prendere parte alla lezione che è in tutto e per tutto simile ad un’aula fisica, tranne il fatto che non ci sono ambienti materiali, ma comunque vi sono esseri umani collegati e dunque il rapporto umano è privilegiato.

Una peculiarità sono invece le aule virtuali su second Life. L’ambiente virtuale di Second Life attraverso la manipolazione dello spazio, l’utilizzo di avatar e l’interazione crea una dimensione connotata da un forte senso di realtà, in quanto ciascun soggetto non è spettatore ma attore.

Nell’aula virtuale Uninettuno su Second Life studenti e docenti sviluppano processi di apprendimento sperimentando una dimensione didattica immersivo-collaborativa: esercitazioni pratiche, prove di valutazione intermedie, dialogano e apprendono in modo cooperativo e collaborativo diventando costruttori di conoscenza. 

Gli interventi formativi prevedono un modello simile alle flipped classrooms. Gli studenti vengono indirizzati a documentarsi prima sugli argomenti legati alla discussione programmata e dunque guardano la videolezione, i testi di riferimento, i libri, le dispense e gli articoli. Poi nella seconda fase docenti e tutor si incontrano in second Life e prendono posto all’interno di un’aula virtuale ognuno con il suo avatar e il docente tutor pone delle domande  agli studenti per riscontrare l’effettivo grado di preparazione su un modello che rimanda alla disputatio delle università medievali. Si stimola un processo di apprendimento che nasce dal dialogo e dal confronto. Si apprende da altri e si riflette sulle proprie idee. 

L’utilizzo di un mondo virtuale e dell’Avatar come rappresentazione del proprio corpo virtuale favoriscono il coinvolgimento e la partecipazione, elemento fondamentale nell’interazione sia sociale che formativa. Non dimentichiamo il contatto tra uomo e schermo che è diventato così intimo da parlare di una biotecnologia. Gli schermi sono quasi protesi, estensioni della nostra mente e di nostri sensi, sono dei veri amplificatori delle nostre realtà come Derrick De Kerckhove ha detto.

Nel modello Uninettuno l’interazione sociale ha molto valore da cui spazi appositamente dedicati su Youtube, Flickr, Twitter, Facebook e così via. Ciò ha permesso di creare una vera e propria comunità virtuale di nettuniani. Il sito presenta una struttura ad albero e si snoda su tre livelli. Si accede liberamente alla piazza virtuale principale dove gli studenti possono raccogliere varie informazioni sull’ateneo, dalla piazza si diramano le strade che ospitano le communities dei vari corsi di laurea e si tratta di communities interattive, coinvolgenti dove c’è uno scambio di idee, notizie e materiali didattici. Si parla anche di politica, società e cultura in generale e dunque diventa un luogo virtuale per fare amicizie reali perché niente toglie che poi ci si incontra dal vivo. Addirittura vi è un decalogo di comportamento dei nettuniani dove la parola d’ordine è insieme si apprende di più e meglio, nel rispetto reciproco delle persone con l’invito come decima regola a scrivere ciascuno la propria regola.

Esaminiamo ora le chat che hanno diversi lati positivi

  • pone lo studente al centro di un processo di produzione di contenuti
  • consente a chi non ha potuto partecipare alla chat di avere comunque il resoconto delle problematiche emerse
  • consente di conservare uno storico delle sessioni di chat di ciascun insegnamento, in modo da poter consultare il materiale ogni volta che lo studente desidera

Il forum condivide la medesima finalità e vi è una grossa partecipazione. Il messaggio in questo caso è di tipo testuale con tutor che svolge le funzioni di un moderatore sui temi dibattuti spronando anche a prendere parte alla discussione. La scrittura comporta una migliore strutturazione nella comunicazione delle proprie idee e conoscenze che possono essere messe a servizio di una dimensione collettiva. Dunque la logica dello scambio da cui nasce l’apprendimento collaborativo è evidente.

La scrittura

  • favorisce lo sviluppo di abilità cognitive alla base di processi di elaborazione dell’informazione
  • aiuta a formulare le proprie idee e confrontarle con quelle del docente e degli altri
  • contribuisce allo sviluppo di abilità metacognitive perché rende possibile allo studente rivedere il percorso di apprendimento, riflettere e prendere coscienza delle strategie cognitive messe in atto per costruirlo.

Uno svantaggio è invece dato dal fatto che per qualcuno la scrittura rimane un po’ fredda. 

Si chiude poi con la fase di verifica sui processi di apprendimento che può essere svolta sia in itinere che attraverso l’esame finale che viene svolto faccia a faccia nella sede centrale e nei poli tecnologici uninettuno.

In itinere la valutazione viene effettuata dal docente-tutor in maniera qualitativa e quantitativa in quanto il sistema intelligente dello cyberspazio registra le performance degli studenti. Si traccia dunque la frequenza al corso, le performance di apprendimento, la consultazione del materiale visivo, della bibliografia. Dal punto di vista qualitativo il tutor valuta l’apprendimento dello studente anche tramite le aule virtuali dove possono essere assegnati specifici compiti da cui denotare la padronanza dello studente riguardo l’argomento della videolezione che possono essere appuntati nella scheda di valutazione qualitativa di ogni studente. La fase di verifica è importantissima in vista dell’esame finale ma soprattutto perché il tutor in itinere può accorgersi di particolari debolezze dello studente e magari creare chat o aule virtuali apposite per colmare quella lacuna. 

Naturalmente il nuovo modello di insegnamento comporta anche nuovi attori. Partiamo dal docente:

  • docente d’area: coordina l’attività didattica per aree di insegnamento
  • docente autore di contenuti: realizzano videolezioni ed elaborano contenuti e materiali didattici da inserire negli ambienti di apprendimento del cyberspazio didattico
  • docenti-tutor: che seguono i processi di apprendimento online e si interfacciano con gli studenti

Il docente d’area e il docente tutor sono un evoluzione della figura classica del docente impegnato nella lezione frontale.

  • Assumono il ruolo di regista che progetta scenari di apprendimento e coopera con i suoi studenti per realizzare un percorso formativo che rispetti i diversi stili di apprendimento
  • Forniscono agli studenti strumenti teorici e concettuali e la possibilità di trasformare in pratiche le varie conoscenze teoriche integrando sapere e sapere fare.
  • Sviluppano modelli di condivisione di sapere tra studenti e tra studenti e docenti favorendo processi di apprendimento collaborativo e modelli di socializzazione in rete.

Il docente da solitario si fa membro di un team a cui trasmesse conoscenze, ma è anche il consulente didattico dei suoi studenti e li guida nei percorsi formativi. Insegna tramite nuovi linguaggi e nuove tecnologie ma nello stesso tempo supporta ogni attività di apprendimento per mezzo di internet che potrebbe non esser familiare a tutti.

Dunque il docente-tutor non ha solo la funzione di insegnare ma anche e soprattutto di organizzare, risolvere problemi legati alla fruizione del materiale didattico, valutare i risultati, adattare, modificare i materiali didattici e ogni altra compito di supporto didattico. 

L’interazione del docente si svolge in modalità uno a uno e uno a molti

Uno-a-uno

Durante le aule virtuali o le chat il docente tutor assiste in singolo studente nel processo di esplorazione dei diversi ambienti fornendo valutazione continua circa il risultato raggiunto. Adotta una modalità di interfacciamento con lo studente del tipo socratico e aiuta lo studente a costruire il proprio bagaglio conoscitivo per portarlo alla conquista del sapere come la maieutica socratica

Scenario uno a molti

  • È la classica modalità collaborativa a differenza della prima che è singola. La classe è luogo di interazioni costruttive perché il tutor
  • Organizza in maniera chiara e precisa gli obiettivi del gruppo perché l’interazione deve essere significativa e non a vuoto
  • Assegnare ai diversi membri compiti specifici
  • Definire la responsabilità dei membri
  • Selezionare nello specifico gli argomenti in modo da consentire ai partecipanti di dare il proprio contributo
  • Realizzare comunità di apprendimento dove le competenze vengono messe in comune e tutti devono porre attenzione a rispettare gli obiettivi del gruppo
  • Guidare gli studenti a esplicitare il loro ragionamento e comprendere quello degli altri.

Nella cooperazione si assiste ad una sfida cognitiva dove gli utenti-studenti cercano di difendere e argomentare i loro punti di vista rispetto agli altri. Lo studente è stimolato a cercare nuovi argomenti a sostegno delle proprie tesi sempre con atteggiamento di rispetto verso gli altri, cosa che comporta una crescita tanto personale quanto sociale.

Vediamo quali sono le caratteristiche dello studente telematico a distanza

  • Gestisce il suo processo di apprendimento in termini di spazio e tempo
  • Agisce come membro di un gruppo, dando il suo personale contributo
  • Analizza gli argomenti e i contenuti dei corsi e si pone domanda circa la specificità dei contenuti.
  • Interagisce in rete con soggetti di diverse culture e diverse realtà sociali.

Insomma lo studente è un vero e proprio costruttore attivo della sua conoscenza. Durante la videolezione può interrompere il video ed eventualmente linkare alla bibliografia per ricercare determinati argomenti o tornare indietro a lezioni precedenti, saltare tra le sezioni del video stesso, svolgere subito gli esercizi se si ritiene pronto. La modalità ipertestuale è in definitiva ciò che molti autori cognitivisti definivano ottimale perché molto vicina al modo di pensare delle mente umana che è in forte analogia con l’ipertesto. La mente umana diventa rete neurale e lo studente apprende secondo una tipologia di sapere non lineare ma fatto di intrecci e connessioni di nodi. 

L’apprendimento ipertestuale stimola l’autonomia e dà allo studente la possibilità di realizzare percorsi di navigazione tra nodi di conoscenza proposti e scegliere il livello di approfondimento che si vuole dare allo studio in vista degli obiettivi. L’apprendimento ipertestuale è molto flessibile perché rispetta i diversi stili di apprendimento e permette una fruizione mirata in funzione dei prerequisiti delle conoscenze pregresse degli studenti.

Pensare è creare interconnessioni tra elementi della conoscenza: perciò la piattaforma Uninettuno simula un apprendimento di reti di concetti, piuttosto che informazioni sparse o di sequenze. Inoltre il fatto che lo studente percepisce di essere protagonista nel processo di apprendimento stimola lo studente ad incrementare la motivazione e abbassa la stanchezza dello sforzo cognitivo percepito.

Riepiloghiamo quanto detto fino ad ora per punti fondamentali

Internet consente un ambiente di apprendimento aperto e flessibile che consente di 

  1. Aprire anche a distanza nuovi rapporti di comunicazione tra studenti e docenti promuovendo il passaggio da una comunicazione unidirezionale ad una bidirezionale e in tempo reale
  2. Porre fine al sapere a senso unico e aprire una nuova via più dinamica che consente allo studente attraverso il confronto tra pari di apprendere insieme agli altri (apprendimento colloborativo)

Il nuovo modello psicopedagogico consente

  1. Di passare dalla centralità del docente alla centralità dello studente
  2. Di passare dalla trasmissione delle conoscenza alla costruzione della conoscenza
  3. Di integrare teoria e pratica
  4. Di passare da un apprendimento passivo ad un attivo e collaborativo

Ciò significa una cosa: mettere al centro lo studente e come si realizza? Attraverso il cyberspazio, lo spazio virtuale di apprendimento che utilizza i seguenti agenti di apprendimento

  • Videolezione: utilizza il modello di apprendimento simbolico ricostruttivo legato alla modalità classica di insegnamento classica, corredata dalla presenza di ipertesto (sezioni di navigazione interna al video e bookmarks che portano ad altre risorse
  • Laboratori virtuali: in cui si apprende attraverso la modalità del learn by doing ovvero apprendere attraverso la pratica
  • Sistemi di chat, forum ed aule virtuali anche il Second Life in cui il rete si attua il colloquio e si superano tutte le barriere linguistiche, culturali, politiche, religiose e sociali.

In ogni ambiente possiamo integrare simultaneamente ogni singola modalità di apprendimento con le altre. La struttura dell’attività di apprendimento segue le seguenti modalità

  • Dal semplice al complesso (videolezione e biblioteca intelligente)
  • Dalla teoria alla pratica (learn by doing, laboratorio e aule virtuali)
  • Esercitazioni guidate alla ricerca nel world wide web (sitografia e bibliografia)
  • Dallo studio individuale al dialogo interattivo tra docente e studenti

Attraverso tale modello si sviluppa anche un’etica dell’uso della rete che consente di recuperare il valore della presenza del docente che spesso la rete ignora. Nasce la nuova figura del tutor telematico che con arte maieutica accompagna l’utente studente nel percorso di apprendimento non solo con l’obiettivo di insegnare a saper fare, ma anche a saper essere artefice del proprio processo di apprendimento.

Gli ambienti del cyberspazio hanno permesso di identificare delle precise aree di intervento che riguardano

  • Socializzazione ed espressione dell’affettività: tali messaggi creano la percezione dell’esistenza del gruppo e fondano la sua coesione
  • Cognitivi e metacognitivi: messaggi in relazione al compito che il gruppo sta svolgendo 
  • Organizzativi: messaggi relativi al coordinamento degli sforzi del gruppo in vista del raggiungimento dell’obiettivo comune;
  • Tecnici: messaggi relativi al funzionamento della tecnologia utilizzata

Modello organizzativo

La struttura di Uninettuno si presenta come un sistema reticolare. Vi è una sede centrale di coordinamento, poli tecnologici e centri di produzione dislocati sia sul territorio nazionale sia al livello internazionale collegati telematicamente attraverso antenne satellitari trasmittenti e riceventi. 

La struttura accademica è organizzata per facoltà e corsi di laurea come la tradizionale. Il modo di operare però è diverso da quello delle università tradizionali. All’interno delle facoltà operano comitati didattici e scientifici supportati da strutture operative con il compito di

  • Garantire la qualità del servizio on-line
  • Coordinare le attività di produzione delle videolezioni e della loro digitalizzazione, compresa la produzione di materiali didattici alle lezioni correlate
  • Verificare la qualità dei materiali didattici
  • Coordinare le attività didattiche e organizzative delle strutture decentrate a livello nazionale e internazionale
  • Definire con criterio i vari periodi di erogazione dei servizi didattici e coordinare tutte le attività che i docenti tutor devono svolgere a supporto dei processi di apprendimento on line degli studenti.
  • Coordinare le sessioni di esame

Naturalmente si parla di personale docente formato e pratico delle nuove tecnologie multimediali.

Abbiamo visto come Uninettuno non solo eccelle nell’insegamento-apprendimento ma anche nella ricerca. La facoltà di ingegneria in modo particolare ha costituito due gruppi di ricerca Uninettuno High Energy e Uninettuno-Jem-Euso ai quali partecipano ricercatori e docenti da tutto il mondo. I computer installati presso la sede di Uninettuno sono collegati con i laboratori del Telescope Array nello Utah, del Riken in Giappone e del gruppo Wizard di Torvergata nonché con l’università tedesca di Tubinga.

Uninettuno ha fatto dell’internazionalizzazione uno dei suoi asset strategici più importanti. Gli studenti attualmente iscritti ai corsi provengono da 128 paesi diversi. Gli studenti possono accedere

  • Al canale televisivo satellitare UniNettuno University TV su satellite Hot Bird visibile in chiaro h24 con lezioni in italiano, greco, francese, arabo
  • Alla web TV Uninettuno che rende disponibile gratuitamente in streaming on demand una selezione delle migliori lezioni accademica tenute da professionisti di settore e professori emeriti

Il secondo modello di internazionalizzazione prevede accordi con le università e i ministeri di diversi paesi del mondo e nel processo di definizione di un curriculum studi Uninettuno prende come riferimento le linee guida derivanti dal processo di Bologna e della Sorbona per l’organizzazione dei livelli di studio, nonché l’ECTS (European Credit Transfer System) per la strutturazione dei curricula.

Sull’obiettivo del dialogo tra culture Uninettuno ha creato uno spazio euromediterraneo per la formazione e la ricerca.

Leggi la prima parte

Chiara Bellucci, Dottoranda in Scienze umanistiche, Filosofia Teoretica, Università Guglielmo Marconi Roma.

Chiara Bellucci

Chiara Bellucci

Dottoranda in Scienze Umanistiche, Filosofia Teoretica, presso l'Università Guglielmo Marconi, Roma, Italia. Titolo del progetto: Cinema e Filosofia, analisi di un rapporto a partire da Gilles Deleuze

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