Bonafede ex dj Fofò e la riforma della prescrizione

Tutti contro Bonafede (M5S). Davvero vogliamo far riformare la prescrizione a Dj Fofò, campione di gaffe?

C’erano una volta un animatore detto “cuore di panna”, un bibitaro, un comico bollito, una “pesciarola” romana e dj Fofò…no, non è l’inizio di una barzelletta, né di una storiella divertente, è piuttosto la sintesi della sciagura che si è abbattuta anni fa sul nostro Paese e che ha portato negli anni un improponibile gruppo di nuovi “dirigenti” a gestire le nostre delicate istituzioni.

Che la classe politica dei 5 Stelle sia inadatta a guidare l’Italia ormai l’hanno capito un po’ tutti, basti pensare a quanto imbarazzo possa creare la figura di Di Maio, Ministro degli Esteri, se paragonato ai suoi colleghi, tuttavia per il momento, aspettando nuove elezioni, è con questa armata Brancaleone che dobbiamo sforzarci di ragionare. Presto in Parlamento di loro non resterà neanche la puzza, come sta succedendo nei consigli regionali che vanno via via rinnovandosi, ma per adesso in tutti i modi dobbiamo limitare i danni che stanno cercando di fare.

Ed eccoci a parlare della prescrizione, istituto delicatissimo del nostro ordinamento che non può essere manomesso da Dj Fofò.

I pareri contro la riforma sono infatti molti e autorevoli.

Già nelle ultime settimane dello scorso anno il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli presieduto da Antonio Tafuri, chiedeva una mozione di sfiducia per il Ministro Bonafede evidenziando che

«la materia trattata richiede alta competenza e sensibilità giuridica e non, invece, il ricorso ad argomentazioni metagiuridiche»

(Il Mattino, Napoli, 13 Dicembre 2019)

protesta che ieri è sfociata nel plateale gesto delle manette.

Ma non sono solo gli avvocati a ritenere sbagliata questa riforma, è notizia di poche ore fa che anche l’ex magistrato Carlo Nordio, protagonista di Mani Pulite (inchiesta sulle cooperative rosse) e di inchieste contro il terrorismo degli anni Ottanta, l’ha definita come “ una legge mostruosa e un peccato mortale

Queste le parole del magistrato:

“La Costituzione dice che ogni persona ha diritto a un processo che si svolga in tempi ragionevoli, questo è un principio sacro ecco perché questa legge è un peccato mortale. Prescrizione vuol dire che dopo un certo periodo di tempo non puoi processare una persona, e la bella pensata è stata di dire che dopo la sentenza di primo grado la prescrizione si sospende”

Liberoquotidiano.it, 2 Febbraio, 2020.

Nonostante Bonafede sia tra i 5 Stelle quello che ha studiato “un po’ di più” ci chiediamo a tal proposito come sia possibile, leggendo il suo curriculum vitae, che una persona come l’attuale Ministro della Giustizia, laureato e con tanto di titolo di dottorato di ricerca, reperibile presso gli archivi dell’ ETD di una rinomata università come quella di Pisa, possa proferire una gaffe dopo l’altra di livelli così agghiaccianti da offendere il titolo stesso di dottore di ricerca, il più alto titolo di istruzione universitaria tra l’altro.

Su queste basi, non possiamo fare altro che augurarci l’intervento di qualcuno dotato di buon senso e civiltà giuridica (Renzi) in grado di saper bloccare questa mostruosità. Un processo deve pur finire prima o poi e se la giustizia non è in grado di procedere in tempi rapidi è indegno chiedere al cittadino di restare sotto processo a vita, un istituto tanto delicato quanto importante qual è la prescrizione va tenuto al riparo dalle follie giustizialiste e manettare dei vari Davigo e Travaglio, ma soprattutto va tenuto lontano dai pasticci creati da chi non sa la differenza tra reato doloso e colposo come puntualizza l’avvocato Gabriele Esposito:

«Uno studente sarebbe bocciato se pronunciasse in sede d’esame le dichiarazioni del ministro su importanti temi di diritto e procedura penale […] la questione è resa ancor più grave se certe fallaci affermazioni vengono rese ai cittadini infondendo un erroneo convincimento in tema di prescrizione e declassando le garanzie dei cittadini, da fondamenta a mera ipotesi nel processo penale».

(Il Mattino, Napoli, 13 Dicembre 2019)

Siamo stanchi di tutto questo cialtronismo ma finalmente si incomincia a intravedere uno spiraglio di luce, il M5S crolla nei sondaggi e i loro agguerriti troll che prima li difendevano tanto sembrano essere spariti, evidentemente non arrivano più i compensi di prima e chi li difendeva gratis si è stufato di fare la figura dello stupido.

Redazione

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