Brexit. Elezioni anticipate nel Regno Unito

Tra Brexit e austerity. Giovedì si vota: i candidati, l’enigma dell’uscita dall’Europa e i possibili scenari

Manca pochissimo alle elezioni politiche anticipate indette dai Conservatori dopo l’incapacità di fare approvare al Parlamento il loro accordo sulla Brexit.

Situazione a dir poco incerta: i sondaggi danno avanti il leader conservatore Johnson, favorito anche dal sistema elettorale maggioritario e dal fatto che i brexitters più duri, quelli di  Nigel Farage, non presentano candidati nei collegi, facendo convogliare così i voti a favore dei conservatori.

I laburisti, per quanto riguarda i seggi, sono dati sotto di 10 punti.

Il segretario Jeremy Corbyn non si dà per vinto tiene più comizi al giorno, davanti a migliaia di persone illustrando le proposte del suo “Manifesto”, decisamente orientato  a sinistra.

La Gran Bretagna si prepara al voto quindi. Giovedì 12 dicembre i cittadini britannici saranno chiamati ad eleggere i 650 membri della Camera dei Comuni, a soli due anni e mezzo dalle elezioni del 2017.

La posta stavolta  è ben più alta rispetto a una tornata elettorale normale: in ballo c’è anche il destino della Brexit e con esso quello dell’intera Gran Bretagna.

Boris Johnson ambisce a conquistare una maggioranza netta, così da poter superare tutti gli ostacoli che finora l’hanno costretto a rimandare l’accordo con l’Unione per la Brexit. Il partito dei laburisti guidato da Corbyn il rosso, stando agli ultimi sondaggi, non ha alcuna possibilità di conquistare da solo la maggioranza. L’unico obiettivo plausibile è quello di metter su una coalizione stabile che sia poi in grado di rinegoziare in termini più “europeisti” l’accordo per la Brexit per poi sottoporlo a referendum.

In corsa anche i Liberaldemocratici di Jo Swinson, accreditati intorno al 10%, elettorato il loro molto urbano e borghese, composto principalmente dai residenti londinesi e delle altre grandi città.

I seggi verranno aperti alle 7 (le 8 in Italia) per chiudere alle 22 (le 23 in Italia), quando cominceranno a essere diffusi i primi exit poll. Un risultato ufficiale finale è atteso nella giornata di venerdì 13. Si calcola che saranno circa 45 milioni i britannici che si recheranno alle urne. Intanto Boris Johnson fa parodia pro Brexit del film Love Actually ma Hugh Grant, attivissimo remain, non ci sta e ci va giù molto pesante: “Credo sia una buona produzione. È chiaro che il partito conservatore ha tanti soldi e magari sono finiti là anche i suoi rubli”

Redazione

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Una risposta

  1. 17 Dicembre 2020

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