Brexit: Norton Motorcycle, sull’orlo del fallimento

Stuart Garner, proprietario di Norton Motorcycle, aveva accolto con favore la Brexit, adesso accusa l’eccessivo carico fiscale e le incertezze legate all’uscita dall’Europa.

Nel settembre del 2018, Stuart Garner, proprietario della Norton Motorcycle, marchio iconico del motociclismo e dell’industria meccanica inglese, accoglieva la Brexit con notevole entusiasmo dichiarando che sarebbe stata una “grande opportunità” per stipulare  accordi commerciali nel mondo. “Prospereremo fuori dall’Unione Europea. Ci saranno alcuni ostacoli di breve termine, ma ne verremo fuori più forti”

Il 29 gennaio, due giorni prima dell’ufficializzazione dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il gruppo motociclistico è stato affidato all’amministrazione controllata della società di revisione BDO, dopo essere finito in tribunale per 300.000 sterline di fatture non pagate (circa 360 mila euro)

Garner ha rilasciato questa dichiarazione “Sono stato devastato dagli eventi nelle ultime 24 ore e personalmente ho perso tutto. Tuttavia, i miei pensieri sono con il team Norton e tutti i soggetti coinvolti, da clienti, fornitori e azionisti in questo momento davvero difficile. Ora stiamo lavorando in modo positivo e proattivo con BDO per garantire a Norton le migliori possibilità di trovare un acquirente. È diventato sempre più difficile produrre nel Regno Unito, con un carico fiscale crescente e in corso le incertezze sulla Brexit riguardano molte cose come tariffe, esportazioni e disponibilità di finanziamenti “.

Sono infatti proprio le incertezze ad aver causato un calo drastico negli ordini. Le motociclette Norton non sempre sono disponibili dai rivenditori, spesso vengono “ordinate” e  i clienti sono costretti ad aspettare anche qualche mese per la consegna, è logico quindi che i molti appassionati europei, che dopo la Brexit sono diventati appassionati extracomunitari, hanno reagito con diffidenza a questo clima di insicurezza.

Meno di un anno fa, Stephen Barclay, Segretario di Stato per l’uscita dall’Unione europea, aveva affermato riguardo alla Norton “è l’esempio di una grande impresa destinata a prosperare quando la Gran Bretagna lascerà l’UE.” Adesso la Norton si trova sull’orlo del fallimento. Complimenti per la previsione

Ma non c’è solo questo, anzi, la Norton è solo una delle tante, è infatti tutto il settore dell’industria automobilistica della Gran Bretagna a essere entrato in crisi. Ricordiamo che questo settore impiega 168.000 addetti, uno ogni 14 operai di tutta l’industria manifatturiera inglese,  in alcune zone come il North East e West Midlands ne comprende più di uno su sei. E a questi posti di lavoro, con salari del 21% più alti della media, vanno aggiunti altri 279.000 nell’indotto. Fino al 2016 le prospettive del settore automobilistico erano più che buone ma da lì in poi si è assistito a un crollo vertiginoso. Gli investimenti nella prima metà del 2019 si sono fermati a 90 milioni di sterline contro gli oltre 4 miliardi del 2014. La produzione è crollata negli ultimi tre anni del 24 per cento.

Il problema però è che questo potrebbe essere solo l’inizio. Molte case automobilistiche che hanno stabilimenti in Gran Bretagna se ne stanno andando. Dal prossimo settembre Ford terminerà le sue attività nello stabilimento di Bridgend, e anche Honda ha già annunciato la chiusura dello stabilimento di Swindon nel 2021.

Redazione

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