Calenda si candida a sindaco di Roma. Le reazioni.

Il leader di Azione scioglie la riserva e annuncia la sua candidatura a sindaco della Capitale, commentiamo alcune reazioni.

Apprezziamo molto la scelta intraprendente di Carlo Calenda, persona seria, uomo del fare, rigoroso, un po’ burbero e a cui sicuramente non manco il coraggio di affrontare una situazione romana che per gravità è seconda solo al bombardamento di San Lorenzo, perché sì, diciamolo chiaramente: Virginia “Degrado” Raggi lascia in eredità una città a pezzi!

Dopo di lei chiunque farebbe meglio, anche una scimmia sufficientemente addestrata dalla NASA, anche una mediocre e primitiva intelligenza artificiale che monta un processore del Commodore 64. Qualunque cosa, persona o animale non può far peggio di così. Carlo Calenda però ha il profilo giusto per fare il city manager e questo lo pone un gradino più in alto rispetto ai nomi che circolano. Monica Cirinnà, a cui va il nostro affetto e la nostra simpatia, è una candidata forte e di indubbia qualità politica, ma anche Caudo, professore di urbanistica, ex giunta Marino, presidente di municipio etc etc, ci sembra una persona seria, un lavoratore, espressione di una classe dirigente del PD capace e in grado di amministrare. Nomi che di certo alzano il livello della sfida a dimostrazione che alcuni politici si stanno rendendo conto che dopo la sciagura M5S i romani adesso vogliono serietà. Calenda però, opinione nostra, ha qualcosa in più: ci sembra più attivo, più risoluto.

Ma quali sono state le reazioni dopo che il leader di Azione ha annunciato la sua candidatura durante la trasmissione di Fabio Fazio?

Diciamo che il tiro al piccione era cominciato già da qualche giorno. Luigi Bisignani, sul blog di Nicola Porro, è arrivato persino a scrivere che Calenda è “il traditore che sogna il Campidoglio” definendolo nel suo articolo un campione del tradimento.

Carlo Calenda che gigioneggia sulla scena politica sognando il Campidoglio è sicuramente un campione mondiale. Del tradimento. Non solo di tutti quelli che fino ad oggi lo hanno messo al mondo (Montezemolo, Renzi, l’imprenditore napoletano Punzo che gli diede una bella liquidazione purché seguisse altre strade) Zingaretti, ma anche ormai degli oltre 270mila cittadini che lo hanno eletto al Parlamento Europeo. Diceva: “perché è a Bruxelles che si decide ormai la politica” peccato che da quelle parti non lo hanno mai visto.

È apparsa abbastanza freddina la reazione del PD: il Corriere della Sera, pur non riportando chiaramente la fonte, pubblica un virgolettato

«È una non notizia, si sapeva da mesi. Benvenuto, ce ne sono altri di candidati. La strada da seguire è quella delle primarie».

Molto severo il commento di Francesco Storace che prova anche a ipotizzare come finirà la faccenda PD- primarie

“Alla fine il Pd se lo dovrà accollare Carlo Calenda, candidato alla poltrona di sindaco di Roma. Ma, come nel suo stile, l’ex ministro vuole tutti ai suoi piedi. “Meno male che non sono più impegnato attivamente in politica, altrimenti una sfida con quel presuntuoso di Carlo Calenda l’avrei ingaggiata volentieri, se fosse toccata a me”

Reazioni contrastanti anche sui social, Iacoboni, giornalista anti grillino, scrive che il PD dovrebbe brindare, meno entusiastici i commenti di alcuni account che gravitano intorno all’area “sinistra radical chic governista alleata del M5S” che più che altro cercano di evidenziare il carattere un po’ spigoloso di Calenda. Come se importasse a qualcuno. Ma si sa, da quelle parti sono campioni olimpici nel far vincere le elezioni alla destra.

Redazione

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