Incontro con l’artista Carlo Bacci

Le sue opere, i suoi pensieri sul momento che stiamo vivendo, lo stato dell’Arte in Italia visto da uno dei suoi interpreti più rappresentativi

Caro Carlo, siamo molto felici di averti come ospite su Cultura & Società e avere l’occasione di conoscerti. Ti andrebbe per rompere il ghiaccio di presentarti con poche parole ai nostri lettori?

Sono un Ligure Apuano, mi divido tra terra e mare. Unisco la forma del mare in verticale, tipico della Liguria, alla ruggine di zappe e vanghe usate dai nostri nonni.

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo riguardo alla tua scultura a Tellaro vicino al GRO. Che rapporto hai con la tua terra e in che modo influisce sulla tua produzione artistica? Io sono il mio posto, una fusione unica. Il mio lavoro narra del Golfo dei Poeti, tra le mie linee di quadri e sculture c’è –Forma- (la chiamo cos’ da oltre 25 anni). E’ la mia rappresentazione dell’unione tra il Mar Ligure e chi lo abita, eretta ed essenziale, nasce come uomo-acciuga, poi come uomo pesce ed infine –Forma-. L’ultima mia opera pubblica è GRO, che va ad unirsi alle altre quattro: Guarda, Luna Solare, Forma Golfo dei Poeti e Forma Filippo Tommaso Marinetti. E’ un’istallazione in corten che celebra il nome di un luogo speciale per chi come me è nato e cresciuto a Tellaro, in provincia di La Spezia. Uno scoglio che rappresenta oltre che una palestra di tuffi anche una palestra di vita, a cui mancava l’ufficialità di un nome e cognome: GRO. Un nome onomatopeico che evoca la fisicità compatta di queste rocce sul mare.

Cos’è per te fare Arte oggi?

Fare arte oggi vuol dire unire la parte artistica alla parte imprenditoriale. I mezzi tecnologici ci permettono di avere più visibilità rispetto al passato. Per quanto riguarda l’artista, egli continua a sussurrare o ad urlare qualcosa che ha dentro e che cerca di essere visibile al mondo.

In genere, che impressione cerchi di suscitare in chi osserva le tue opere? Mi piace sbalordire e sbalordirmi che sia con un abbinamento di colori, che sia con la potenza evocativa di un’opera, oppure con un inaspettato uso dei materiali.

Ti è mai capitato di sognare un’ opera da realizzare? Si, mi è capitato. Prima c’è la parte mentale, in cui nasce l’opera e può capitare di sognarla, poi c’è la parte fisica dell’atto creativo. Le mie opere devono prima di tutto convincere me stesso, una volta realizzate nella mia testa le eseguo in totale fase compulsiva.

Hanno scritto di te “Ne deriva un linguaggio espressivo e originale, che si può collocare tra l’espressionismo astratto e il non realismo esistenziale”. Sei d’accordo?

Lascio agli altri le definizioni sul mio lavoro.

In tutte le ultime interviste abbiamo chiesto ai nostri ospiti di raccontarci la loro “pandemia”. Come hai vissuto il lockdown, cosa ne pensi di quello che ci è successo e cosa ci aspetterà domani?

In questo anno di lockdown ho lavorato moltissimo. Sentivo forte l’esigenza di rappresentare questo momento epocale così complesso. Nel 2019 nasce la mia serie -Terrestri-, realizzo solo ora che era il preludio all’attuale distanziamento sociale. Dalle mie -Occhiate- e dia miei -Besos- la coppia, che ho sempre dipinto si stacca ed assume sguardi spaventati ed interlocutori. Nel 2020 -Terrestri amputati- provati di due organi sensoriali dalla mascherina (naso e bocca).
i miei terrestri si trovano appunto amputati, spaventati e confusi alla ricerca di sguardi rassicuranti.
In questo anno ho constatato la voglia di frequentare gli studi d’arte, un’esigenza di evasione dalla cruda realtà.
Entrare in uno studio d’arte è come entrare nella pancia di una balena.
In questo anno ho installato oltre ad opere private, – Forma Golfo dei Poeti -, un’opera pubblica per il mio amato golfo.

Secondo te in Italia si fa abbastanza per la valorizzazione dell’arte e della cultura?

No.

Cosa provi quando lavori? Come nascono le tue opere? Vogliamo provare a coinvolgere chi ci legge nei tuoi momenti creativi, scoprire le emozioni che vivi e le tue sensazioni in quegli attimi.

Non è così facile rispondere, le parole a volte non riescono a contenere ed a spiegare, non bastano. Sono momenti particolari di grande tensione, non sono bei momenti, momenti in cui è meglio stare soli. Il momento creativo è intimo e tocca corde profonde.

C’è un ricordo del tuo percorso che ti sta più a cuore degli altri, un aneddoto o una particolare sensazione provata che ti piacerebbe condividere con noi?

Il ricordo di tutti i miei studi passati, ogni studio è stato il racconto di una parte della mia vita

Che consiglio daresti a un giovane studente che si sta avvicinando alla scultura e alla pittura?

Tanto coraggio!

Chi sono tra i grandi del passato i tuoi maestri, quelli che con le loro opere più hanno contribuito alla tua formazione, o semplicemente quelli che ammiri di più per tecnica e creatività?

Picasso, Melotti e Chillida

Ultima domanda prima di salutarti e ringraziarti. Progetti Futuri ?

Sono un artista, racconto la mia vita con il lavoro più bello del mondo, per cui il mio progetto è: lavorare, lavorare, lavorare. A parte le sculture che installerò nei prossimi mesi, ormai ultimate, sto preparando la mostra a luglio nell’ex oratorio Selàa di Tellaro (SP), “Dei Liguri Apuani La Forma”.

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