Carter, serie TV Sky in arrivo a settembre. Recensione

Jerry O’Connell protagonista di questa nuova serie tra il comedy e il crime. Molto presto anche in Italia, disponibile su Sky Atlantic

Questa piacevolissima serie prodotta dalla WGN America segna un ritorno a un tempo più sempice, meno complicato del solito, leggero, come i telefilm di una volta.

E come se Encyclopedia Brown fosse cresciuto, avesse recitato nella sua serie poliziesca televisiva preferita e poi fosse tornato a casa per risolvere omicidi con i suoi amici d’infanzia?

Questa è la premessa essenziale Carter, una serie misteriosa ma amabile che cerca di rispondere con garbo e leggerezza alla confusione fracassona di molte nuove serie.

Jerry O’Connell, il mitico “Amico Ultraman” degli anni ottanta interpreta Harley Carter, un poliziotto detective “televisivo” che torna a casa nell’incantevole Ontario dopo essere diventato trash da tabloid. (Il suo errore? Prendere a pugni l’amante di sua moglie sul tappeto rosso.)

Qui si riunisce ben presto con la sua famiglia e i suoi vecchi conoscenti: il suo amico d’infanzia Sam (Sydney Tamiia Poitier), ora una detective della polizia; il suo risentito ex collega Dave (Kristian Bruun), un barista tossicodipendente in via di guarigione; e i suoi genitori adottivi nippo-canadesi, Dot e Koji (Brenda Kamino, Denis Akiyama), una coppia di anziani aggressivi che pensano poco e male della carriera di Harley nel mondo dello spettacolo.

Harley, molto presto si ritrova presto ad occuparsi dei casi di Sam come “consulente investigativo”, usando la sua celebrità per farsi strada attraverso le indagini. (Pensa a una versione meno aggressiva della sitcom di Rob Lowe The Grinder.)

Carter ricorda molto i telefilm di metà anni novanta,è uno spettacolo poliziesco tiepido che sta molto attento a evitare macabri spargimenti di sangue o allusioni sessuali. Con il suo boscoso sfondo canadese e i dialoghi appetitosi, fa tornare alla mente i grandi classici a basso budget come Dr. Quinn, Medicine Woman o Baywatch: solo puro divertimento, senza pretese. Jerry O’Connell, con la sua aria da eterno adolescente nonostante abbia tipo 90 anni (scherziamo, ne ha solo 47!) trasmette un fascino scherzoso, simpatico, non un donnaiolo ma un adulto boy scout che si è innamorato romanticamente di Sam e cerca disperatamente di sistemare le cose con Dave. Il suo più grande merito, come risolutore di crimini, è che non è così stupido come sembra. Tutti inveiscono costantemente su di lui: i suoi amici e la sua famiglia che prendono in giro la sua carriera di attore, i cittadini che pensano che sia un falso detective e così via. Quello che fa sorridere è proprio questo, dimostrare che si sbagliano più e più volte.

Gli episodi includono il caso della fabbrica di vernici bruciata, il mistero del contadino morto e la ricerca per scoprire chi ha avvelenato la mascotte giapponese di pollo-elefante. Mi aspettavo quasi un episodio su un carnevale infestato. (forse ci sarebbe stato bene un episodio “spettrale” a tema Halloween). Incredibile come questa piccola città canadese possa attirare tanti crimini quasi tutti insieme!

Dimenticate quindi le trame complicate: la forza di Carter è nella sua semplicità, nelle relazioni sincere tra i protagonisti e diventa quindi una serie con la quale pulirsi il palato dopo esserci intossicati con troppe seir pesanti e difficili da digerire.

Carter esiste solo per distrarre piacevolmente, per questo la mettiamo tra le serie tv consigliate. Un intrattenimento forse di serie B se paragonato alle serie che hanno costi di produzione altissimi. Ma a volte hai solo bisogno di uno spettacolo divertente. E basta.

Redazione

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