Categoria: Scienza

Intelligenza connettiva - Derrick de Kerckhove - Crediti: http://www.ateneapoli.it/news/archivio-storico/una-scuola-sulle-culture-digitali-a-napoli 0

Intelligenza collettiva e connettiva

Analizzando il concetto di intelligenza collettiva di Levy, il sociologo e massmediologo Derrick De Kerckhove ha individuato all’interno dell’intelligenza collettiva di Levy un caso peculiare da lui ribattezzato intelligenza connettiva. La rete è per De Kerckhove l’elmento che porta la connettività dentro la collettività e, nello stesso tempo, dentro l’individualità. Essa trasferisce a ciascuno di noi una dimensione ipertestuale. Le memorie personali organizzate da specifici strumenti tecnologici permettono la socializzazione dei nostri processi cognitivi online. L’intelligenza connettiva è dunque un collante tra persone, pensieri, contesti e spazi. La connettività è una via nuova per una democrazia partecipativa e una cittadinanza scientifica, il che non significa che si possa fare propaganda politica su internet però sul modello di oscuri movimenti che hanno decontestualizzato brutalmente gli studi di Derrick De Kerckhove perché hanno capito che con lo stipendio da parlamentare si campa meglio. Il Professor De Kerckhove non ha mai disprezzato né lo studio, né il lavoro, né tantomeno il Parlamento.

Il mistero del tempo 0

L’ordine del tempo

Il lavoro di Carlo Rovelli è incentrato sulla gravità quantistica, ovvero il tentativo di integrare meccanica quantisitca e relatività di Einstein ed è sempre un tentativo di comprendere la matematica del tempo. E’ ben noto come il Professor Rovelli sia una personalità molto interessante e un fisico sui generis, uno scienziato che ha fatto dell’interdisciplinarità il marchio di fabbrica del suo lavoro, del suo modus operandi, della sua produzione letteraria. Noi siamo esseri nel tempo e lo sentiamo cosi forte sulla nostra pelle ma non è esterno è un rapporto interno. Il tempo è ciò che fa si che quello che abbiamo finisce. Il tempo è nel cuore della nostra esperienza di esseri umani. L’insegnamento buddista dice che la vita è dolore perché tutto quello che si ha si perde. Il tempo è il cuore del dolore degli esseri viventi.

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Ma davvero Google ci rende stupidi?

Il libro è destinato a scomparire? Il libro sarà sempre l’unico strumento dove il discorso trova l’ultima dimora, in cui sono fissate le parole. Questo è molto importante. Le argomentazioni di Carr non sono sbagliate e bisogna continuare a leggere libri. I libri allenano la mente. I libri trasformano la lingua in pensiero. I libri sostengono e proteggono l’identità privata insieme con il pensiero privato. Con i libri le informazioni si mettono nella propria testa, non sullo schermo, quindi è importante continuare ad avere entrambi: sia l’accesso “frammentato”, episodico, che salta superficialmente di frammento in frammento, sia la lettura, sviluppando il proprio sé.

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