Un Ispettore Coliandro ormai stanco e ripetitivo

Su RaiPlay è già disponibile il primo episodio dell’ottava stagione. L’ispettore più amato della TV però inizia a perdere qualche colpo.

Coliandro, arriva l’ottava stagione. In un primo momento il debutto de “L’ispettore Coliandro 8” era in programma per mercoledì 15 settembre ma, complice la messa in onda di Montalbano su Rai 1, si è scelto di modificare i dati del debutto. La fiction con Giampaolo Morelli, in prima visione assoluta, debutterà il prossimo mercoledì 22 settembre.

Su RaiPlay, l’app per smart TV e dispositivi mobili della Rai, è però già disponibile da qualche giorno il primo episodio di questa nuova stagione “Il Fantasma”

Prima di avventurarci in un una recensione che non sarà del tutto positiva precisiamo un paio di punti. Coliandro è una delle serie migliori che siano mai state fatte in Italia, probabilmente negli ultimi vent’anni solo Rocco Schiavone può essere considerato un prodotto superiore.

Con Coliandro i Manetti Bros hanno cambiato per sempre il modo di raccontare i poliziotti in TV, li hanno fatti diventare dei fumetti mostrandone i limiti ma anche avvolgendoli di quel mantello da super eroi un pò sfigati molto prima che quelli di Amazon Prime inventassero The Boys.

Per questo il pubblico li ha premiati e Coliandro è diventato un cult amatissimo da tutti che macina ascolti e fiumi di commenti sui social network. Adesso però, e si percepisce benissimo guardando il primo episodio dell’ottava stagione “Il Fantasma” qualcosa sembra essersi inceppato.

La narrazione è inevitabilmente diventata ripetitiva, le battute dell’ispettore fanno sorridere ancora ma sono ormai sempre le stesse, come le citazioni dei film di Clint Eastwood, le storie di puntata, i casi da risolvere, sono diventati un po’noiosi perché somigliano troppo ad altre situazioni che Coliandro ha già risolto in passato.

È un racconto che si è fatto troppo statico, che non si evolve mai e quindi non può migliorare ma solo peggiorare perché diventa ripetitivo. Inoltre, anche se i casi sono stati sempre abbastanza inverosimili e poco aderenti alla realtà, in quest’ultimo episodio si è davvero sfiorato l’inverosimile con la storia del capo dei capi di Cosa Nostra che fa il geometra a Bologna.

Non basta più l’ottimo Giampaolo Morelli da solo, inossidabile, bravissimo e perfetto per questo ruolo, a tenere in piedi tutta la baracca.

Il cast principale è sempre lo stesso da anni ma soprattutto fanno sempre le stesse cose, fatta eccezione per le “Coliandro Girl” che cambiano a ogni puntata ma che ormai non riescono più a portare quell’elemento di novità, di freschezza, come avevano fatto in passato.

Certo, la “puntata” è comunque godibile, scorre via senza intoppi e con pochi punti morti ma adesso è più facile annoiarsi.

Forse siamo stati abituati troppo bene.

Redazione

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