Come andare bene in latino e greco

Ti sei chiesto come andare bene in latino e greco, come tradurre dal latino e dal greco? Oggi sveliamo i trucchi per una traduzione perfetta o quantomeno corretta.

Cominciamo con una distinzione tra liceo e università in merito al concetto di traduzione perfetta.  Al liceo per andare bene in latino e greco si richiede una traduzione non particolarmente libera per dimostrare che si conosce la grammatica (anche se ciò non vale per tutte le scuole) laddove in università una traduzione letterale che rende pessima la resa italiana comporta il mancato superamento dello scritto di latino e di greco.

Personalmente traduzioni dal greco o dal latino di frasi del tipo “Cesare ho incontrato e a questo ho dato la lettera” non le faccio passare perché in italiano si dice “ho incontrato Cesare e gli ho dato la lettera” anche se fenomeni di questo tipo, purtroppo, sono presenti in rete anche all’iterno di siti che dovrebbero occuparsi di materie classiche.

Concordi sul fatto che la traduzione, anche al liceo, specie classico, dovrebbe mantenersi a livello medio alto, vediamo come tradurre dal latino e dal greco in maniera corretta e secondo una serie di passi logici di eco strutturalista.

Come tradurre dal greco e dal latino – fase di analisi

Lettura del testo

Il testo greco e latino va sempre letto nella sua interezza prima di cominciare a tradurre. La lettura consente di cogliere subito particolarità sintattiche come i participi predicativi del soggetto o dell’oggetto in greco, oppure la costruzione di cum e il congiuntivo o il verbo videor in latino. La punteggiatura, quest’ultima inserimento dei curatori posteriori dei testi, specie greci in età bizantina, aiuta molto a capire la struttura del periodo perché la rende simile al periodare italiano rispetto al periodare classico che privilegiava la scriptio continua. Sulla base della punteggiatura, punto fermo o anche punto in alto nel greco, riusciamo a capire quanti periodi ci sono nella versione di test, per poi passare a trattare i verbi e identificare quante proposizioni ci sono nei periodi.

Sottolineare i verbi comprese le forme nominali

Questo è il secondo passo dopo aver letto il testo greco o latino. Dobbiamo sottolineare i verbi, sia i verbi di modo finito e infinito sia le forme nominali, cioè i participi. Il greco è una lingua che tra l’altro fa spesso e volentieri uso dei participi e per questo motivo sempre consiglio ai miei studenti di fare un cerchio sui participi per separarli dai verbi di modo finito dal momento che i participi, a meno che non siano sostantivati, introducono ogni volta proposizioni subordinate. Lo scopo di questo passaggio è chiaro: attraverso l’identificazione dei verbi comprendo quante proposizioni (frasi) ci sono nei periodi componenti il brano da tradurre. Ogni verbo è una proposizione.

Distinguere tra principali e subordinate

Altro passo logico. Devo partire prima dalla proposizione principale ovvero quella che può stare da sola all’interno del periodo (anche se possiamo averne due) per separarla dalle coordinate, gerarchicamente poste sullo stesso piano della principale e a quest’ultima ancorate attraverso le congiunzioni coordinanti. Principali e coordinate vanno poi distinte ulteriormente dalle subordinate vere e proprie. Cosa significa ciò? Applicare l’analisi del periodo. Se non sapete farla in italiano, non potete farla neanche in latino e greco.

Ripassiamola brevemente

Mi ricordo di prendere l’ombrello prima di uscire di casa nonostante il tempo sia bello

Mi ricordo: principale

Di prendere l’ombrello: subordinata infinitiva di primo grado

Prima di uscire di casa: subordinata temporale di secondo grado

Nonostante il tempo sia bello: subordinata concessiva di terzo grado

Ricostruire l’ordine delle parole in italiano

E’ chiaro che per evitare di porre il verbo alla fine della frase, dato che non stiamo traducendo dal latino al tedesco o dal latino al giapponese,  è necessario ricordarsi di porre il verbo dopo il soggetto. Non tanto il greco ma il latino segue la costruzione SOV (soggetto oggetto verbo) laddove l’italiano segue la costruzione SVO (soggetto verbo oggetto). Dunque si parte sempre dal verbo perché il latino è una lingua a morfologia flessiva come l’italiano. Ciò significa che dalle informazioni veicolate dalle desinenze verbali saprò modo, tempo, persona del verbo e facilmente riconoscerò il soggetto. Detto ciò, se ho un soggetto di terza persona singolare scambiarmi un genitivo o un dativo per soggetto significa 1) non aver studiato bene le declinazioni e le coniugazioni o 2) avere problemi di logica e in questo caso i problemi che si hanno nel greco e nel latino si riflettono inevitabilmente anche nelle performance in matematica.

Come tradurre dal greco e dal latino – fase di scrittura

Aprire il dizionario

Ultima fase del nostro percorso è prendere il dizionario per cercare i significati delle parole. Perciò il dizionario è il punto di arrivo per una traduzione corretta. Leggere bene i significati delle parole, specie dei verbi che magari presentano costruzioni particolari, soprattutto i verbi greci che hanno una diatesi mediopassiva e talvolta un dato verbo al mediopassivo può avere un significato diverso dall’attivo.

Consegna dell’elaborato

Fermo restando che la brutta andrebbe sempre fatta perché il tempo c’è tanto per le prove universitarie quando per le prove al liceo, il compito che consegnate deve favorire la gradevole resa italiana (liceo) e una ottima resa italiana (università) con contestualizzazione del brano dell’autore conoscendo l’autore, l’opera e il periodo storico in cui l’autore è vissuto. I ragazzi del liceo possono – almeno io lo consento – tradurre liberamente per un discorso di buona resa e poi lasciare per il docente che correggerà l’elaborato, una nota a fine testo che indica anche la traduzione letterale di un determinato passo.

Questo nelle linee generali è tutto ciò che bisogna sapere per una traduzione corretta. Considerate sempre che un buon orale vi aiuta moltissimo ad aggiustare voti non completamente sufficienti nello scritto se siete studenti del liceo. 

Consiglio spassionato da docente 

Senza un buon manuale di latino e greco da consultare con  generosità nelle ore domestiche che dedicate allo studio delle materie classiche è impossibile migliorare in latino e greco. Un vero manuale di latino e greco è sempre suddiviso in fonetica, morfologia e sintassi (casi, verbo, periodo).

Se non c’è tale partizione non è un vero manuale, ma un ibrido e vi fa più male che bene.

Chiara Bellucci

Dottoranda in Scienze Umanistiche, Filosofia Teoretica, presso l'Università Guglielmo Marconi, Roma, Italia. Titolo del progetto: Cinema e Filosofia, analisi di un rapporto a partire da Gilles Deleuze

Una risposta

  1. 31 Agosto 2021

    […] del biennio per una questione di attenzione, una sessione di 50 minuti, magari incentrata sulla traduzione dalla lingue classiche, consente di approfondire e affinare le tecniche di […]

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