Coronavirus: l’impatto sulla nostra economia potrebbe essere devastante!

L’Italia rischia seriamente di finire in ginocchio a causa di allarmismo, panico e isteria collettiva. Il Covid-19 passerà, resteranno le aziende chiuse e i disoccupati

L’impatto che il Coronavirus potrebbe avere sul nostro sistema economico rischia di assomigliare, per danni e conseguenze, a quello di un asteroide. Non sarà il Covid-19 in sé a mettere in ginocchio l’Italia, non potrebbe mai visto che a conti fatti si tratta di un’influenza con sintomi leggermente più severi del solito, a causare il crollo della nostra economia saranno l’allarmismo, il panico, l’ignoranza e un governo che sembra immobile, confuso, scollegato tra i suoi esponenti e incapace di reagire con determinazione al diffondersi della paura.

Alcune conseguenze hanno smesso ben presto di essere ipotetiche e sono diventate reali, come per esempio quelle legate al rinvio del “Salone del Mobile” di Milano, spostato a metà giugno. Solo per questo sono stati persi già 316 milioni di euro.

I settori del turismo e quello dello spettacolo, fondamentali nella nostra economia, sono i più colpiti.

Le ipotesi di Conferscenti fanno mettere le mani nei capelli: a rischio 60 mila posti di lavoro, pericolo chiusura per 15 mila imprese, una perdita di circa 3,9 miliardi di consumi, “una stima conservativa, basata sull’ipotesi di una crisi limitata” sottolinea l’associazione.

Questo un estratto del loro comunicato “La frenata dei consumi avrà conseguenze pesanti sul tessuto imprenditoriale: potrebbe portare alla chiusura di circa 15 mila piccole imprese in tutti i settori, dalla ristorazione alla ricettività, passando per il settore distributivo ed i servizi. L’impatto sull’occupazione potrebbe superare i 60mila posti di lavoro

La situazione è particolarmente grave nel turismo: «il comparto – continua Confesercenti – è già in zona rossa, con le attività ricettive travolte da un diluvio di disdette, e la stagione primaverile, che vale il 30% circa del fatturato totale annuo del turismo, appare seriamente compromessa, con la prospettiva di ulteriori danni non solo per alberghi e bed & breakfast, ma anche bar, ristoranti e attività commerciali . L’impatto dell’emergenza sull’economia può essere altissimo. Bisogna agire in fretta, e bene, per limitare i danni. I cali di viaggiatori registrati negli ultimi quattro giorni lasciano pensare il peggio: se continua così a lungo, centinaia di imprese, dagli alberghi alle attività commerciali, rischiano di saltare »

Per quanto concerne invece l’altro settore maggiormente danneggiato, quello degli spettacoli, la settimana di chiusura (dallo scorso weekend fino al prossimo 1 marzo) dei luoghi di spettacolo situati nelle Regioni colpite dai casi di contagio del coronavirus provocherà un perdita economica di oltre 10 milioni di euro, diretta causa della cancellazione di 7.400 spettacoli. E’ quanto emerge dalla  prima stima fornita da Agis – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo ed elaborata sui dati Siae. «Una perdita in termini economici estremamente pesante, per far fronte alla quale, nella giornata di ieri, Agis ha indirizzato al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini – si legge in una nota – una lettera in cui viene richiesta, con la massima urgenza, l’apertura di uno ‘stato di crisi’ con l’obiettivo di adottare quanto prima provvedimenti e misure a sostegno di un settore in questi giorni gravemente penalizzato».

Rimandata a data da destinarsi anche l’uscita di diversi nuovi film che sarebbero dovuti arrivare nelle sale, causando un calo nel week end del  44% rispetto a una settimana fa, perdendo 4,4 milioni di euro Particolarmente critico il bilancio di domenica, giornata clou per gli incassi settimanali: -673mila euro rispetto a sabato, quasi 2 milioni persi sulla domenica precedente, 1,6 milioni su un anno fa.

Gli unici che stanno facendo affari d’oro sono quelli del  settore degli igienizzanti.  Su tutti, colpisce il dato di vendite dei gel i per le mani: solo nelle prime sei settimane dell’anno si sono vendute più di 900mila confezioni nella grande distribuzione, pari a un fatturato di 2,5 milioni di euro, nove volte in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mettendo a segno una crescita dell’827% Entro fine febbraio, dopo le razzie in supermercati e discount, è previsto un milione di pezzi venduti. Avremo le mani igienizzate ma saremo una nazione di poveracci.

Guardiamo adesso brevemente ai mercati finanziari.

Fino a venerdì hanno eroicamente ignorato le minacce, manifestando anzi momenti di vera e propria euforia, ritenendo che alla resa dei conti ci sarebbe stata comunque una batteria di banche centrali pronte a fare la propria parte. Lunedì invece hanno accusato il colpo, pesantemente, e nei giorni seguenti hanno fallito il rimbalzo. L’Italia, storicamente, nei periodi di crisi finanziaria sprofonda più degli altri e quando inizia la ripresa, mentre tutti salgono, lei si stabilizza smettendo semplicemente di perdere. Certo, ci sarà comunque una ripresa ma nel frattempo quante aziende saranno saltate? A quanto ammonteranno le sofferenze bancarie da smaltire?

(Guardate sempre agli indici dei mercati, dicono molto più loro con due numeri che tutti i telegiornali messi insieme)

Vale la pena distruggere un’economia per dar retta a certe trasmissioni e a certi pagliacci come Mario Giordano che da settimane urlano all’apocalisse? No!

A rendere ancora più fosco questo scenario è l’oggettiva incapacità del governo di affrontare l’emergenza. Abbiamo fatto scegliere Premier e svariati ministri a un Movimento di arroganti incapaci senza arte né parte, adesso ne paghiamo, e in modo salato, le conseguenze.

Le parole di Conte appaiono confuse e dettate dal panico, non trasmettono sicurezza e fanno pensare all’Italia come a una barca alla deriva priva di un capitano.

“Noi stiamo varando un piano di misure anche per mitigare l’impatto economico diretto del Coronavirus collegato all’emergenza sanitaria. Ma non ci appagheremo di queste misure: stiamo varando delle misure per il rilancio del nostro sistema produttivo ed economico. Anzi questa emergenza sanitaria ci dà maggior forza, rigore e determinazione per elaborare un piano di misure straordinarie per rilanciare il nostro sistema produttivo. Dimostreremo come da un’emergenza il sistema Italia possa uscire a testa alta agli occhi del mondo”

Frasette da scuola media alle quali seguono solo pochi e confusi provvedimenti.

Intanto proseguono gli svaligiamenti selvaggi quanto inutili dei supermercati che avranno come conseguenza solo l’aumento dei prezzi di generi alimentari di prima necessità. Un Paese, il nostro, che rischia di essere ucciso da se stesso più che dal Covid-19.

Redazione

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