Coronavirus: il punto sul vaccino.

In tutti i laboratori del mondo prosegue la corsa per scoprire il vaccino contro il Covid-19. Ecco a che punto siamo.

Migliaia di studiosi chiusi nei loro laboratori stanno cercando con tutte le loro forze di perfezionare il vaccino che ci farà superare, finalmente, la pandemia permettendoci di tornare alle nostre vite.

Anche in Italia numerosi virologi cercano da tempo la soluzione (però da noi si dà più importanza ai virologi che invece di lavorare se ne stanno tutto il giorno su twitter a insultare le persone oppure in TV a rispondere “non lo sappiamo” a qualsiasi domanda, il problema è che sono gli stessi che vorrebbero dettare i tempi della riapertura) il nostro Paese infatti è stato determinante nello sviluppo del vaccino che domani inizierà a essere sperimentato sull’uomo in Inghilterra. Sono stati i ricercatori della Advent-Irbm di Pomezia (provincia di Roma) che hanno prodotto materialmente i campioni che domani saranno sperimentati sugli esseri umani.

La speranza è tanta e anche l’ottimismo non manca, al punto che alcuni scienziati della prestigiosa università di Oxford si sbilanciano e parlano  di un 80% di possibilità di riuscita. Il Jenner Institute, il dipartimento oxfordiano che si occupa di vaccini, si è già detto d’accordo all’idea di produrre  un milione di dosi che saranno pronte per l’autunno, quando però non sarà ancora terminata la fase di sperimentazione, c’è il rischio quindi di sprecare soldi e risorse. Ma per Matt Hancock, ministro della salute britannico “l’importante è avere la possibilità”, qualora il vaccino funzioni, “di immunizzare il maggior numero possibile di persone nel più breve tempo possibile”.

Il potenziale vaccino sviluppato dagli scienziati inglesi e italiani si chiama “ChAdOx1 nCoV-19” e proviene dall’adenovirus, un virus blando tipico degli scimpanzé, modificato in modo da portare con sé una parte del coronavirus e, una volta immesso nell’uomo, di sviluppare una risposta immunitaria preventiva nell’organismo affinché riconosca il Covid 19.

Anche in Germania la ricerca procede spedita: Il Paul Ehrlich Institut ha infatti autorizzato la sperimentazione clinica di un vaccino contro il coronavirus su un essere umano in Germania. Magonza Biontech, l’azienda produttrice ha ottenuto il permesso di provare il vaccino Rna su 200 volontari in buona salute tra i 18 e i 55 anni.

E Israele che sembrava  più avanti di tutti? Da qualche giorno non arrivano novità, stanno proseguendo la sperimentazione sul loro vaccino che ha la particolarità di non dover essere iniettato.

Intanto, come ci comunica l’ambasciata italiana in Israele “Nel settore biomedico una collaborazione tra l’Istituto Israeliano di Ricerca Biologica, l’Ospedale Careggi di Firenze e ‘Toscana Life Science’ darà vita a un progetto per lo sviluppo e la produzione di anticorpi utilizzando anche il sangue di pazienti italiani guariti”

Gli australiani che erano partiti benissimo hanno deciso di concentrare gli sforzi sul vaccino per la tubercolosi, perfezionandolo. Il professor Steven Wesselingh, direttore esecutivo del South Australian Health and Medical Research Institute (SAHMRI) di Adelaide, ha spiegato che questo farmaco nasce originariamente per proteggere dalla tubercolosi, una malattia batterica infettiva che colpisce principalmente i polmoni, ed è anche un trattamento comune per i pazienti con carcinoma della vescica. Tuttavia è stato anche dimostrato che aumenti l’immunità contro altre infezioni, dando alle autorità la speranza che possa funzionare allo stesso modo anche per il Coronavirus. I partecipanti alla sperimentazione, che saranno assegnati in modo casuale saranno monitorati in relazione ai sintomi. Il processo fornirà prove chiave che potrebbero rivelarsi preziose, sia nell’attuale lotta contro Covid-19 sia nei futuri nuovi focolai.

Negli Stati Uniti si è formata una maxi-alleanza tra pubblico e privato, che coinvolgerà i massimi centri di ricerca Usa e almeno una dozzina di aziende farmaceutiche, per accelerare la ricerca di un vaccino, alcuni progetti sono già in fase di sperimentazione sull’uomo.

L’intesa svilupperà un quadro collaborativo per stabilire le priorità dei candidati vaccini e dei potenziali farmaci, razionalizzare gli studi clinici, coordinare i processi regolatori e sfruttare le risorse di tutti i partner per rispondere rapidamente a Covid-19 e alle future pandemie

Dalla vicina Svizzera arriva la notizia di un vaccino che potrebbe essere pronto già a settembre.

Un gruppo di ricerca dell’Università di Berna infatti ha intenzione di immunizzare l’intera popolazione entro il mese di Ottobre.

Martin Bachmann, primario di immunologia dell’Università svizzera ha recentemente dichiarato che “Abbiamo valide possibilità di riuscire in questa cosa. La Svizzera, conosciuta per essere pragmatica ed è molto predisposta a trovare un compromesso per ottenere il vaccino velocemente.” I tempi così celeri dipenderebbero poi dalla disponibilità immediata di 200 litri di batteri, che potrebbero fornire così decine di milioni di dosi.

La corsa prosegue, il vaccino ci sarà, con i suoi tempi certo, ma ci sarà. Tuttavia aspettare il giorno dell’annuncio per ripartire ci appare folle. Scuole, fabbriche, bar, ristoranti e moltissimi negozi non possono più aspettare, e nell’attesa del vaccino bisogna ripartire, con regole e attenzioni particolari, certo, ma bisogna ripartire. Questo è poco ma sicuro.

Redazione

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