Coronavirus

Può arrivare in Italia? Tutto quello che c’è da sapere: da dove parte, quali sono i sintomi e le ultime raccomandazioni dal ministero della salute

Per prima cosa chiariamo che coronavirus non è il nome della specifica forma di polmonite che tanto ci sta allarmando in questi giorni. Nel termine coronavirus rientrano infatti tutti quei comuni virus responsabili di molte malattie respiratorie: da un semplice raffreddore fino alle più gravi MERS o SARS.

Quello di cui sentiamo parlare oggi  è un nuovo corona virus, ossia un ceppo di virus mai riscontrato prima nell’uomo. Questo virus è meglio conosciuto infatti come polmonite cinese, nuova SARS o polmonite di Wuhan, dal nome della città cinese in cui sono stati scoperti i primi casi e dove continua a persistere il focolaio. Secondo le ultimissime notizie divulgate dalle autorità sanitarie cinesi negli ultimi due giorni sono stati segnalati a Wuhan, città con quasi 11 milioni di abitanti, 136 nuovi casi. “Tra i nuovi pazienti infetti 66 sono maschi e 70 femmine, con un’età compresa tra i 25 e gli 89 anni, di cui 36 in condizioni gravi o critiche o deceduti”

Sulle origini del virus stanno ancora facendo ricerche ma la maggior parte dei casi, come riporta Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan, aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi.

Ieri i cinesi hanno dichiarato che sono stati segnalati tre nuovi casi, due a Pechino e uno a Shenzhen. È la prima volta che il virus è stato identificato al di fuori di Wuhan e questo ha costretto le altre città a intensificare il monitoraggio.

Il virus potrebbe arrivare in Italia? Teoricamente sì, è già successo che un virus valicasse i confini d’origine. A Brisbane, in Australia, un uomo appena tornato da Wuhan è stato messo “in quarantena” dopo essere sceso dall’aereo perché mostrava segnali sospetti di contagio, per adesso stanno facendo le analisi, non c’è quindi la certezza che l’uomo sia affetto dalla polmonite cinese.

A Fiumicino sono già state attivate tutte le misure necessarie, nel bene o nel male siamo l’Italia, per quanto possa sembrare difficile da credere, considerata la nostra attuale situazione politica interna, il nostro Stato è ancora in grado di proteggere i suoi cittadini. Più per merito dei professionisti che stanno dentro ai ministeri che per merito dei “titolari” messi sulle poltrone, appunto, dalla politica.

L’aeroporto di Fiumicino ha 3 voli diretti con Wuhan e numerosi voli non diretti, si legge nel comunicato stampa del Ministero della Salute, “il cui traffico di passeggeri dovrebbe aumentare in occasione del capodanno cinese”.

Per tale motivo il Ministero della Saluta ha disposto che:

“Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI), presso l’aeroporto di Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria, gestita dall’USMAF SASN, per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma”

Presso l’Istituto nazionale per le malattie infettive, lo Spallanzani appunto, sono pronti. Come centro di riferimento nazionale per questo tipo di emergenze hanno già dei posti letto disponibili per accogliere pazienti che risultassero avere contratto il virus. Non siamo impreparati, state tranquilli.

Per evitare allarmismi, veicolati anche dalla rapidità e dall’assenza di filtro con cui le notizie viaggiano in rete, cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

I sintomi innanzitutto: comuni all’influenza come febbre, tosse, fastidio al torace o dispnea (asma e difficoltà respiratoria). «La polmonite Wuhan, come la SARS, tipicamente esordisce con febbre alta (superiore ai 38° C), gola fortemente infiammata, tosse e difficoltà di respirazione. Poi si possono presentare altri sintomi simili a quelli dell’influenza, come un forte mal di testa, diarrea, dolori muscolari. La polmonite può essere diagnosticata dall’auscultazione del torace da parte di un medico esperto e da una radiografia ai polmoni»

Evitare quindi autodiagnosi affrettate e rivolgersi a medici specialisti.

Cure

È possibile alleviare i sintomi e il corso della malattia con farmaci antiinfiammatori e con l’idratazione, ma non ci sono per adesso farmaci specifici per il virus. È  importante isolare le persone infettate e sospette di esserlo per prevenire la diffusione del virus, così com’è stato fatto per la SARS.

Di seguito riportiamo, fedelmente, le raccomandazioni del nostro ministero per la salute pubblica

Le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie comprendono il mantenimento dell’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

In particolare, per quanto riguarda il nuovo coronavirus identificato in Cina, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari.

Se ci si reca in Cina, nella città di Wuhan, provincia di Hubei, si raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio.

È raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori

Qualora una persona sviluppi sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) mentre si trova a Wuhan, dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico.

Redazione

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