Crisanti accusa Arcuri: kit tamponi incompleti

Tre mesi dopo l’arrivo della pandemia causata dal coronavirus, Arcuri ancora non ha pronti i reagenti

Sono passati ben tre mesi da quando il governo Conte Casalino ha dichiarato lo stato d’emergenza ma solo ieri, sì avete letto bene, ieri, il commissario straordinario Arcuri (ancora dobbiamo capire cos’ha di straordinario) ha avviato la gara per l’acquisto di reagenti e tamponi.

Si sono dunque rivelate esatte le accuse che il virologo Prof. Crisanti aveva mosso al funzionario del governo.

“Cosa vuole dire 5 milioni di tamponi? Vuole dire due bastoncini con la garza assorbente per prendere il materiale dalla mucosa o sono tutti i reagenti che lo accompagnano?”

In pratica questi tanto celebrati  5 milioni di tamponi che  Arcuri stava spedendo alle Regioni erano solamente bastoncini molto simili a dei semplici Cotton fioc, nei kit non erano compresi i reagenti che sono la parte fondamentale di tutto il discorso. È servita la denuncia di Crisanti per far sì che il commissario annunciasse, con drammatico ritardo, una gara per acquistare il maggior numero di reagenti possibili.

 “Faremo una richiesta di offerta per chiedere alle imprese italiane ed internazionali di darci il numero massimo di reagenti che ci servono a fare 5 milioni di tamponi, che abbiamo già acquisito, ai cittadini italiani” questa la dichiarazione rilasciata Tg1.

Un’altra prova di quanto Arcuri sia inadatto a gestire l’emergenza, quello che non capiamo è perché bisogna aspettare così tanto per sostituirlo. Sappiamo che nel mandarlo via il governo ammetterebbe una sua colpa ma in una situazione come questa, dove sono in gioco la salute e la libertà degli italiani, proseguire nell’errore di tenere Arcuri a gestire l’emergenza si sta rivelando molto dannoso.

Arcuri non è riuscito a risolvere nessun problema, dopo tre mesi stiamo ancora qui a cercare le mascherine, altro argomento su cui il disastroso commissario ne ha combinate di tutti i colori: prima fissando un prezzo che di fatto ha bloccato la produzione e poi scaricando tutte le colpe addosso agli altri, per ultime le farmacie “Chi oggi afferma di non averle, fino a qualche settimana fa le vendeva e le faceva pagare ben di più ai cittadini” Gli italiani non sanno che farsene di mascherine inesistenti a 50 centesimi, e non bisogna essere liberisti da divano per capirlo.

Redazione

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