Religione o Spiritualità? Alla scoperta del Cristianesimo gnostico e del messaggio segreto di Gesù

Religione o Spiritualità? Oggi andremo alla scoperta del cristianesimo gnostico convinto di veicolare il vero messaggio segreto di Gesù, un Gesù, quello degli gnostici, un po’ diverso dal Gesù tradizionale. Proviamo a comprendere cosa sia lo gnosticismo cristiano nelle linee generali.

Ci sembrava opportuno nel giorno di Natale proporre anche una versione “altra” del bambino nato il 25 dicembre dell’anno zero cristiano che indipendentemente da credenze religiose particolari ha davvero cambiato il corso della storia.

Preciserei che è francamente improponibile pensare che ci sia un Vangelo riportante fedelmente le parole del Gesù vivente dal momento che

Il messaggio originale di Gesù fu poi coniugato (com’era naturale che fosse) secondo diverse sensibilità.

G.Rinaldi, Cristianesimi nell’antichità, Edizioni GBU, 2008, p.12

Ciò significa che la parola di Gesù è stata recepita e accolta in modo differente e personale a seconda del momento emotivo che intimamente viveva il singolo uditore, per non parlare poi del substrato filosofico in cui il Cristianesimo delle origini si è inserito (di certo il Cristianesimo non è stato seme impiantato su un terreno vergine, se si ha ben presente il clima culturale dell’impero romano del primo secolo d.C). 

Cerchiamo di capire chi erano questi gnostici e come mai il loro pensiero dava tanto fastidio ai cristiani ortodossi, fermo restando che il mondo gnostico è vasto e non mi è possibile concentrarne tutte le peculiarità in un solo articolo. Per curiosità posso dirvi che il pensiero gnostico ha avuto un momento di breve revival agli inizi del nuovo millennio (nelle transizioni si respira sempre aria di forte spiritualità) attraverso il film di Rupert Wainwright, Stigmata (1999). L’intera pellicola è incentrata sul famoso Vangelo di Tommaso facente parte della ormai ben nota “biblioteca gnostica” di Nag Hammadi1

Dare una definizione unitaria e soprattutto univoca dello gnosticismo non è semplice ma è possibile riscontrare elementi ricorrenti negli insegnamenti dei maestri gnostici. Un pochino di storia etimologica della parola gnosi può aiutare. Gnosi deriva dalla parola greca γνῶσις (leggi gnòsis) che significa conoscenza, ovvero la conoscenza della verità che secondo gli gnostici era riservata solo ad un élite di persone e dunque tale concetto di conoscenza salvifica per gli eletti va già a neutralizzare la salvezza potenzialmente donata a tutti dal sacrificio di Gesù. 

Non ci si salva per gli gnostici pregando e avendo fede, ma la salvezza signfica possedere una conoscenza riguardante al tempo stesso, il mistero dell’uomo, del cosmo e di Dio. 

Il Gesù degli gnostici non parla per parabole, ma per epigrammi mostrando un volto a metà strada tra il filosofo e l’illuminato. Gesù è infatti per gli gnostici un risvegliatore di coscienze assopite che hanno dimenticato che una scintilla divina alberga nell’individuo che possiede la gnosi. Lo spirito che anima lo gnostico (pneuma), parte stessa di Dio tra l’altro, ad un certo punto è precipitato dal mondo spirituale (pleroma) all’interno della materia (male) e dormendo non riesce a rendersi conto dell’altissima realtà da cui proviene. La gnosi rende consapevole l’uomo di tale realtà e quindi è conoscenza salvifica. La gnosi vuole riportare lo spirito, questo “principe in esilio” 2 , nuovamente alla veglia e alla consapevolezza di sè.

Cosmo, Dio e conoscenza di sé formano un unico sapere che può condurre i pochi (ahimé) alla salvezza. 

Sostanzialmente Gesù per gli gnostici è un eone venuto dal pleroma per portare gli eletti ad un’evoluzione spirituale dell’umanità “prescelta” e la morte di Gesù libera di fatto questa scintilla che l’uomo “pneumatico” 3 ha dentro di sé.

La grande bestemmia degli gnostici agli occhi dei cristiani ortodossi è sostanzialmente chiara. La filosofia del pensiero di Gesù è ciò che conta, non la sua morte, anzi paradossalmente con la morte, liberando lo spirito divino in Gesù, sembra quasi che sia l’uomo a salvare Dio e non il contrario.

Chi ha un po’ di dimestichezza con la filosofia avrà percepito nello gnosticismo il fortissimo influsso dell’insegnamento neoplatonico che porta davvero ad una profonda riflessione. Ma non è che oggi abbiamo finito per confondere la religione con la spiritualità? E mi ricollego all’inizio di questo articolo. 

Personalmente non credo in un Dio incarnato però mi ritengo una persona profondamente spirituale che in passato (anche adesso ma un po’ meno) ha simpatizzato molto, provenendo dalla filosofia, per il cristianesimo gnostico.

La religione può essere spirituale nel momento in cui cessa di porsi come un semplice insieme di culti e pratiche che se non svolgi ti fanno apparire meno degno di amore da parte di Dio.  La spiritualità però è molto di più e credo che la religione, se riportata in questo binario, possa davvero compiere un salto di qualità notevole in un mondo dove ad esclusione di questo Pontefice e della singola iniziativa di qualche parroco, la Chiesa si è totalmente distaccata dalla spiritualità. Credo che molti di voi abbiano visto la serie Suburra che è assolutamente verosimile.

C’è molta più spiritualità in pagine filosofiche firmate Spinoza che è un immanentista o Bergson o addirittura c’è più spiritualità nella scienza, se penso alla meccanica quantistica che in una comunità di fedeli che dimentica troppo spesso oggi giorno che nel povero trovi Cristo (e questo è scritto nei vangeli canonici e non nei vangeli gnostici).

Il dilemma è proprio questo. Dello gnosticismo ho sempre condiviso il concetto di conoscenza salvifica ma non mi trovo più a mio agio da diverso tempo con visioni dualistiche e trascendenti la realtà. Contesto fortemente l’elitarismo del pensiero gnostico e ogni allusione che il mondo materiale sia stato creato da un demiurgo dietro cui si nasconde il Dio “creatore” del pensiero giudaico, che tristemente ci fa capire, tra l’altro, come l’antisemitismo abbia davvero avuto origini molto antiche.

Avete mai sentito parlare di gnosticismo cristiano? Mai visto Stigmata o letto il Vangelo di Tommaso? Vorrei lasciarvi questa citazione dal Vangelo di Didimo Tommaso, una delle più belle e delle più commuoventi. 

Vincete la paura per non diventare cadaveri. Finché sarete vivi, la morte non vi potrà toccare.

Nessuno potrà mangiarvi.

Se la morte vi trova vivi, non vi toccherà.

Sembra solo a me che Tommaso ci stia dicendo che la morte non esiste se ci ricordiamo di vivere ogni giorno? Quando arriva la morte se ci coglie vivi non ci fa nulla. Se sei morto già dentro, puoi anche camminare, la morte non può che essere una conseguenza di quella spirituale che purtroppo, troppo spesso, anticipa con immensa tristezza esistenziale la morte fisica.

Buon Natale.

Note

  1. Si tratta di 13 papiri scritti in copto poi tradotti in greco ritrovati nel 1945 in una giara di terracotta da un gruppo di beduini del villaggio di al-Qasr nei pressi di un monastero cenobita fondato da San Pacomio nel IV secolo d.C presso Nag Hammadi.
  2. G.Rinaldi, Cristianesimi nell’antichità, Edizioni GBU, 2008, p. 375.
  3. Gli gnostici erano suddivisi in tre categorie pneumatici (spirituali), psichici (animati) e hylici (materiali). I primi sono predestinati alla salvezza, i secondi devono affannarsi per trovare la gnosi, ai terzi non è destinata salvezza alcuna. Ibidem.

Chiara Bellucci

Dottoranda in Scienze Umanistiche, Filosofia Teoretica, presso l'Università Guglielmo Marconi, Roma, Italia. Titolo del progetto: Cinema e Filosofia, analisi di un rapporto a partire da Gilles Deleuze

This website is using cookies to improve the user-friendliness. You agree by using the website further. Privacy policy