Diego Fusaro: ritratto di un pagliaccio

Diego Fusaro ritratto di un pagliaccio.Cosa pensare di Diego Fusaro detto “Er Fusaja”? E’ possibile prenderlo sul serio?

Diego Fusaro: ritratto di un pagliaccio. Nell’articolo di oggi ci proponiamo l’arduo compito di condividere con voi il nostro pensiero su Diego Fusaro, con la doverosa premessa che non è nostra intenzione fare sterile polemica solo per avere qualche condivisione, qualche like o insultare –  come il più delle volte si fa sui social –  “l’individuo” Diego Fusaro, che ha scelto per motivi a noi ignoti di indossare una maschera comica dietro cui mascherare la sua origine filosofica (e tutti noi in redazione abbiamo per la Filosofia grande rispetto) e ostentare invece una presunta e fastidiosa “superiorità intellettuale” a suon di parole come “turbocapitalismo”, “poteri forti”, “operaismo”, ecc.

E’ doveroso e giusto per chi si occupa di filosofia, mestiere tutt’altro che facile, tenere ben separati i due discorsi, quello di Diego Fusaro, filosofo, accademico e fondatore di filsofico.net dal discorso del Diego Fusaro personaggio televisivo che purtroppo offende non soltanto la grande potenzialità di Fusaro in termini di CV naturalmente, ma anche e moltissimo la filosofia stessa, falsando mostruosamente l’idea che la maggior parte delle persone ha dell’importanza della filosofia, del suo oggetto/oggetti di studio e della sua bellissima storia all’interno di ciò che consideriamo, restringendo l’ambito, cultura occidentale.

Filosofico.net

Diego Fusaro si è laureato con il massimo dei voti in filosofia, ha conseguito un dottorato in filosofia della storia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è stato ricercatore presso la stessa università e nel 2016 ha tenuto un seminario sulla figura di Antonio Gramsci presso l’Università di Harvard. È attualmente docente dell’Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano e come dicevamo prima fondatore di filosofico.net nel 2000.

Alla lista aggiungiamo una vasta gamma di pubblicazioni tra saggi, traduzioni e curatele che sono “fatti” a dimostrazione inequivocabile che Diego Fusaro ha fatto molto ma molto di più di tanti altri “personaggetti” senza né arte né parte a cui la rete e la televisione (ricordiamo sempre, ancora medium egemone in questo paese) hanno dato visibilità, completamente privi di contenuto politico e senso della storia.

Premesso questo, l’intera redazione è particolarmente delusa e arrabbiata per come Diego Fusaro, nella sua trasformazione da filosofo e accademico a personaggio televisivo, possa essere sceso tanto in basso al punto tale da collocarsi e trovarsi perfettamente a suo agio all’interno della melma tossica che inquina le menti della “maggioranza” dei nostri connazionali (in pratica è pronto per andare all’Isola dei Famosi)  e risponde al nome di televisione spazzatura, una TV che punta tutto sullo spettacolo, la conduzione urlata e la vacuità del contenuto che le persone dovrebbero cominciare innanzitutto a non vedere e non commentare sui social perché non se ne parli più.

Di Turbocapitalismo e altre idiozie

Le opinioni di Diego Fusaro veicolate da termini come “turbocapitalismo”, “operaismo”, “poteri forti”, “lotta tra poveri” in un contesto di TV varietà non hanno alcun senso e non sortiscono alcun effetto tranne uno, portare voti alla destra estrema, perché chi non proviene dagli stessi studi di Fusaro o comunque è in possesso di una cultura generale piuttosto vasta tale da consentirgli una contestualizzazione adeguata di quello che Fusaja dice, facilmente dedurrà non solo che Fusaro è un pupazzo ma che tutti gli intellettuali di sinistra (che con la sua faccia in TV rappresenta) siano dei grandissimi pallonari e cosa peggiore che la filosofia non serva a niente se non a rincoglionire.

Ma Fusaro è un vero filosofo?

Riassumendo quindi Fusaro sta togliendo autorevolezza e credibilità a tutto il pensiero filosofico, critico e intellettuale contempornaeo.

Riportava una collega della redazione che giorni fa, sentendo parlare sul treno un padre con il figlio sulla scelta della facoltà universitaria,  il padre ha detto “tutto tranne filosofia perché non serve a un c* se non a diventare come Diego Fusaro”.

Sicuramente Fusaro come filosofo avrà fatto meno soldi che con le apparizioni televisive, la filosofia da che mondo è mondo non è redditizia a meno che non si diventi professoroni di prestigiose università, ma è assolutamente falso che la filosofia non serva a nulla anche perché è ormai risaputo che oggi la maggioranza dei laureati in filosofia sono quelli che più facilmente di ieri trovano lavoro.

Ne valeva la pena gettare tutto questo letame sull’operato di colleghi filosofi che magari non gioiranno quando sui social compare la gif di Fusaro con la scritta “posso dire una stronzata” perché il lavoro del filosofo è proprio quello di evitare che le persone dicano stronzate, considerando quanto le stronzate siano pericolose? Un paese costruito sulle stronzate come il nostro – ciò vale massimamente per gli ultimi venti anni –  è attualmente valutato dall’ UE in termini di crescita all’ultimo posto, quindi con le stronzate non si va lontano, anzi magari ad averli i filosofi al governo come diceva Platone che sicuramente farebbero meglio dei governanti attuali.

Linguaggio artificiale

Trascendere ad esempio ai livelli di Briatore durante il loro famoso vis-à-vis e portare la gente che non stima Briatore, che di scemenze ne dice tante e più di Fusaro, a dare ragione a Briatore, è come dire che il peggio non è mai morto e invece il peggio deve necessariamente morire perché certi spettacoli, che al confronto le galline in un pollaio sono capaci di altissime argomentazioni filosofiche, non possono più essere tollerati.

Se c’è una cosa sul quale vogliamo muovere un’accusa diretta a Diego Fusaro è il rifugiarsi continuamente in quel suo forzato linguaggio aulico, quindi artificiale, che a noi sembra più che altro indirizzato a confondere chi lo ascolta.

In questo lui diventa del tutto simile a quei politici, e sono molti in Italia, che trattano i loro elettori da stupidi, prerogativa che da qualche tempo è diventata il marchio di fabbrica della destra italiana: approfittarsi dell’ignoranza. E questo noi non lo accettiamo, mai, da nessuno.

Si chiede a Diego Fusaro, cortesemente, il perché di questa sua scelta consapevole di riciclarsi nel varietà e rendersi anche partecipe (dal momento che in TV se appari ti pagano) di quel sistema capitalistico che tanto contesta e ha sempre contestato. “Male o bene, basta che di me si parli” non è proprio il massimo per uno studioso con un background come il suo. Francamente come redazione di un sito che fa o almeno prova a fare cultura ci saremmo aspettati da Diego Fusaro molto di più.

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

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