Come viene eletto il presidente degli Stati Uniti.

Proviamo a spiegare in modo semplice il difficile meccanismo delle elezioni presidenziali U.S.A.

Partiamo dalle cose semplici: le elezioni per eleggere il presidente degli Stati Uniti si svolgono in un periodo ben definito, non sempre lo stesso giorno ma il martedì successivo al primo lunedì di novembre. Nel 2016 si sono svolte il giorno 8, quest’anno il giorno 3 (cioè oggi), nel 2024 si svolgeranno il 5 e nel 2012, quando venne confermato Obama, si tennero il 6. Come vedete stiamo sempre lì.

Adesso passiamo a qualcosa di più difficile: il presidente non viene eletto direttamente. I cittadini quindi non voteranno per Trump o Biden ma voteranno, in pratica, per persone che poi eleggeranno uno dei due. Votano per “gli elettori di un candidato” scegliendo il membro del “collegio elettorale” che poi eleggerà il presidente, i componenti di questo collegio sono chiamati grandi elettori. Essi sono 538, numero che nasce dalla somma di 100 (2 per ogni stato americano) più 435 (assegnati proporzionalmente al numero di abitanti residenti in ciascuno Stato) e infine 3 membri del District of Columbia, il distretto dove si trova la capitale Washington. Per diventare presidente degli Stati Uniti bisogna ottenere la maggioranza assoluta dei voti dei grandi elettori:270.

Aspetto interessante: i grandi elettori potrebbero anche tradire e votare per il candidato nemico, l’obbligo giuridico di fedeltà è presente solo in alcuni stati, in cui l’eventuale tradimento verrebbe punito penalmente, nel caso, però, il voto resterebbe comunque valido!

Il modo in cui vengono eletti i grandi elettori è disciplinato dalle leggi del singolo stato federale, tutti e 50 però usano il sistema maggioritario e ben 48 di essi usano il principio del winner takes all, il vincente prende tutto. Che significa? Lo spieghiamo in maniera semplice, prendiamo per esempio il Colorado che ha diritto di eleggere 9 grandi elettori. Se, nel Colorado, un milione di persone votassero per la lista blu e un milione e cinquanta persone votassero per la lista rossa, verrebbero eletti i 9 rappresentati della lista rossa e nessuno della lista blu, nonostante lo scarto sia di appena 50 voti. Non è poi così difficile da capire.

Che succede dopo? Che i grandi elettori designati con questo sistema si riuniscono nella capitale del proprio stato di appartenenza, non formano dunque un unico grande collegio, il lunedì successivo al secondo mercoledì del mese di dicembre, quest’anno sarà il giorno 14, e votano per il loro candidato. Conclusa questa procedura viene inviato un verbale a Washington contenente i risultati.

Il 6 gennaio successivo, il congresso USA riunito in seduta comune apre le buste provenienti dai singoli stati, fa i conti, e chi ha vinto diventa presidente. Il vice presidente, essendosi presentato alle elezioni in coppia con il candidato presidente, ne segue il destino, questo è abbastanza semplice.

Se è così, almeno all’apparenza, complicato, com’è possibile sapere sin da subito, chi ha vinto? Perché le liste di grandi elettori sono collegate in modo esplicito al candidato per la carica di presidente. L’ elettore vota per una lista che è espressione di un candidato del suo partito, e la vittoria di quella lista garantisce che i grandi elettori siano espressione del partito e ne voteranno i candidati alla presidenza e vice presidenza.

E perché si può perdere anche prendendo più voti dell’avversario? Anche questo non è difficile. Facciamo un esempio usando numeri ridotti e nomi di fantasia. Se la lista blu che vuole presidente Adam prendesse 1000 voti su 1200 in Montana, 2000 voti su 2400 in Kansas, 2000 voti su 2200 in New Mexico, 2400 voti su 2600 in Oklahoma e 10000 voti su 22000 in Texas avrebbe preso in totale 17400 voti conquistando 3 grandi elettori in Montana, 6 in Kansas, 5 in New Mexico, 7 in Oklahoma e nessuno in Texas. Totale quindi: 17400 voti e 21 grandi elettori. Alla lista rossa che vuole John presidente andrebbero dunque 200 voti in Montana, 400 in Kansas, 200 in New Mexico, 200 in Oklahoma e 12000 in Texas per un totale di 13000 voti ma ben 38 grandi elettori, tutti quelli del Texas. E 38 voti sono molti per arrivare alla maggioranza di 270!

Il numero dei grandi elettori per ogni singolo stato

Ecco a grandi linee quello che c’è da sapere per affrontare al meglio questo Election day!

Redazione

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