500 mila vaccinazioni al giorno. Promessa mantenuta.

Il generale Figliuolo raggiunge l’obiettivo che aveva annunciato. Mezzo milione di somministrazioni al giorno per fine mese.

L’aveva detto, ce l’aveva promesso e ha mantenuto la sua parola. Eravamo scettici. Quando Draghi due settimane fa in confereza stampa aveva ribadito che l’obiettivo delle cinquecentomila vaccinazioni al giorno per fine mese era confermato, in molti hanno sorriso amaramente convinti che si trattasse della solita sparata dei politici, l’ennessima a cui abbiamo assistito in questa pandemia. E invece no, sono stati di parola.

Forse nell’accogliere con sufficienza e sfiducia le parole di Draghi ci eravamo scordati della cosa principale: lui non è un politico. E non lo è neanche Figliuolo. Draghi è stato uno degli uomini più potenti del mondo, ha guidato la Banca Centrale di un intero continente unito. Figliuolo è un soldato, un alpino. Non sono due mediocri, due mezze calzette, due trasformisti da talk show, due menzogneri in giacca e cravatta che prendono il caffè al bar di Montecitorio. Non fanno parte di quel mondo scadente che è la nostra politica, quel mondo fatto dai Conte, dagli Speranza, dai Frantoianni, dai Gasparri, dai Di Maio, dai Toninelli, dalle Taverna, dalle Morani, dai Ciampolillo, dalle senatrici PD date in prestito al gruppo dei responsabili e dalle presidentesse del Senato che scorrazzano allegramente nei cieli sopra i Falcon di Stato. Draghi e Figliuolo non sono la nostra destra strillona, populista e demagoga, non sono la nostra sinistra statalista, radical chic e liberticida che vuole usare la pandemia per imporre la sua egemonia, non sono neanche il centro liberale composto da sei partiti e quattro persone che fanno a schiaffi tra loro per accaparrasi meno del dieci per cento del consenso totale. Più semplicemente non sono politici.

Sono altro. Sono migliori. Sono la parte dell’Italia seria, la minoranza che fa i fatti. Sono i taciturni che lavorano, la competenza, l’abnegazione, lo spirito di servizio. Sono gli uomini che ci salveranno e che dopo salvati ci indicheranno la via, poi spariranno e noi torneremo ad ascoltare i politici, e ci perderemo di nuovo. Ma per adesso per fortuna che ci sono loro e chi non è d’accordo può sempre restarsene a casa, in smart working o a percepire il reddito di cittadinanza senza fare niente. I fanatici del lock down potranno osservare dalle loro finestre i ristoratori che riaprono, i parrucchieri che lavorano, i mercati che tornano a popolarsi di persone, le fiere che ripartono, le sagre di paese, le processioni, gli stadi con i tifosi e le persone che si salutano in piazza. E se poi dovessero iniziare ad annoiarsi potranno comprarsi un banco a rotelle e iniziare a fare su e giù per il corridoio.
Grazie Generale.
Grazie presidente.
Continuate così. Da voi ci aspettiamo questo. Adesso l’importante è non fermarsi.

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Redazione

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