È finita l’era Raggi

È finita l’era Raggi. Dopo 5 anni di sciatteria, confusione e sporcizia, la sindaca grillina se ne va a casa.

È finita l’era Raggi. Finalmente. Evviva. Era ora. Finisce uno dei periodi più grotteschi della storia romana. Senza dubbio l’oca grillina è stata il peggior sindaco di sempre. Ci restituisce una Capitale d’Italia in condizioni disastrose. Risollevarsi sarà durissima ma oggi è un giorno bellissimo per Roma e per i romani. Adesso si può davvero guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

Gli inizi da consigliera.

Virginia Degrado Raggi era la consigliera grillina che andava nei bar a rovistare dentro ai cestini in cerca di qualche scontrino di Ignazio Marino. Diventa sindaco al posto di Daniele Frongia. Inizialmente era infatti su lui che volevano puntare i vertici del M5S per il Campidoglio, poi la scelta cadde sulla Raggi, lui dopo qualche anno finì addirittura in carcere e venne cacciato dal circo pentastellato.

Eletta sindaca grazie a un plebiscito, contro Giachetti al ballottaggio la votò oltre il 67% dei romani. Oggi dopo 5 anni di schifo assoluto la sua fiducia è cascata sotto al 20%. Un crollo del genere per un sindaco uscente si è verificato pochissime volte e significa una cosa sola: i cittadini ti hanno bocciato, non ne potevano più!

A dir la verità l’innamoramento durò poco, già dopo qualche settimana i romani si resero conto di aver fatto una cazzata colossale.

Una sindaca bugiarda e traffichina.

Aveva promesso che riguardo alle Olimpiadi a Roma avrebbe chiesto ai romani di pronunciarsi attraverso un referendum, non l’ha mai fatto, in compenso però si dimostrò una grandissima maleducata nell’arrivare in ritardo all’appuntamento con il presidente del CONI Giovanni Malagò. Dopo aver ricevuto ordine dal suo partito decretò in modo del tutto autoritario il ritiro della candidatura di Roma per ospitare i giochi del 2024. Questa cosa non gliela perdoneremo mai.

Una volta ambientata in Campidoglio inizia a tessere rapporti con gente poco chiara, oscura e di dubbia fama. Raffaele Marra, suo braccio destro, fu arrestato e infine condannato a due anni per corruzione.

Poi venne il turno di tale Salvatore Romeo, altro personaggio dal ruolo poco chiaro che alla Raggi intestò persino due polizze sulla vita. Lei disse di non essere a conoscenza di niente. Davanti ai giudici, per rispondere dei rapporti tra lei e appunto Romeo, la Raggi finse addirittura di svenire.

È stata indagata diverse volte senza mai arrivare a una condanna. Per le stesse accuse sono state stroncate molte carriere politiche e diversi amministratori locali sono stati costretti a dimettersi. Su di lei la magistratura non è mai andata fino in fondo, confermando quei sospetti che tante persone nutrono da tempo: c’è una parte deviata del potere giudiziario che è favorevole oltremodo al Movimento 5 Stelle.

Il commissariamento da parte di Grillo e Casaleggio

I vertici più importanti della Pentademenza si accorgono di aver fatto un casino: hanno messo in Campidoglio un’oca che invece di salvare Roma la sta distruggendo. Per correre ai ripari inizano a inviarle collaboratori scelti direttamente da loro, come l’improponibile Gianni Lemmetti, uno sfigato grillino della prima ora, proveniente dalla giunta di Livorno, che viene a Roma per ricoprire il ruolo di assessore al Bilancio. Ne seguiranno altri di collaboratori imposti e de facto la Raggi viene commissariata.

Nel frattempo, la Città

Nel mentre in Campidoglio la strega grillina gioca a fare la principessa nel Castello, Roma sprofonda.

Autobus che vanno a fuoco da soli,durante l’era Raggi son ben 180 i mezzi pubblici che hanno preso fuoco, cumuli di immondizia sotto i palazzi, erba alta ovunque, sporcizia, degrado, topi e infine pure i cinghiali.

Da Roma scappano gli investitori perché nessuno vuole buttare soldi in una fogna a cielo aperto, la città inizia a impoverirsi per il degrado. Non funziona più niente, emblematico è il caso della scala mobile alla fermata metro di Repubblica, per riparla ci hanno messo 6 messi! Sei mesi durante i quali la metropolitana saltava quella fermata, il danno per i commercianti locali è stato enorme.

Roma crolla nella classifica delle città più vivibili e numerosi quanto autorevoli giornali stranieri iniziano a documentarne il degrado. Diventa una vergogna nazionale.

Di funivie e altre scemenze

Di tutte le cose promesse dalla Raggi niente è stato realizzato. Per fortuna. La scemenza più grande resta senza dubbio la funivia Casalotti- Boccea, che è rimasta, grazie al cielo, una follia presente solo nella sua testa. Non ha sistemato nulla, le strade di Roma sembrano quelle di una città reduce da un bombardamento, le piste ciclabili promesse non sono mai state realizzate o sono state realizzate malissimo, con il risultato di peggiorare il traffico invece di sfoltirlo.

In compenso però la Raggi ha postato centinaia di foto in cui venivano mostrate strada nuove e asfaltate, ma si trattava di poche decine di metri. A lodarla sui social per i suoi lavori erano sempre di meno, e già da tempo erano tutti bot pagati da Casaleggio o irriducibili grillini che abitavano lontanissimo da Roma.

Ci viene restituita una città degradata, triste, sfiduciata e indegna di essere la Capitale d’Italia. A chi verrà dopo spetta l’impresa di rimediare. Sarà un lavoro duro, faticoso, pieno di difficoltà e che verrà ostacolato da tutto quell’immenso sottobosco fancazzista romano, AMA e ATAC in particolare, che aveva fatto della Sindaca Oca la sua paladina. Sarà dura ma è di Roma che stiamo parlando, bisogna fare di tutto per riportarla quanto meno alla decenza, anche se ci vorrà tempo. Oggi però è un bel giorno, godiamocelo, un giorno di liberazione: è finita l’era Raggi.

Redazione

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