Ghosting. Un comportamento che è sbagliato condannare.

Ghosting da non condannare. Sparire letteralmente dalla vita delle persone con cui non vogliamo avere più niente a che fare non può essere considerata una condotta sbagliata.

Ghosting, uno dei tanti termini nuovi che stiamo imparando a decifrare.

Nel ghosting, la persona con cui abbiamo avuto una realazione – sentimentale, sessuale o semplice amicizia – sparisce nel nulla, si dissolve come se non fosse mai esistita davvero.

Fare il fantasma, sparire, tagliare tutti i ponti. Stop alle telefonate, come direbbero negli studi televisivi, niente più messaggi WhatsApp, like su Facebook o reazioni alle storie Instagram. Silenzio radio.

STORIA DEL TERMINE GHOSTING

Questa parola è entrata nel linguaggio dei ragazzi solo nell’ultimo decennio, eppure chiudere le relazioni comportandosi da “ghost” è un’usanza molto più vecchia. “Vado a comprare le sigarette” per poi non tornare più, anche quello si sarebbe potuto definire ghosting. Negli ultimi anni però, grazie all’avvento di internet e nel caso specifico dei cosiddetti siti per incontri, fare il fantasma è diventato semplicemente più facile. Le persone “sparite” sono diventate di più, il comportamento è diventato usuale e quindi si è sentita la necessità di inventare un termine che riassumesse questa pratica. Il ghosting è fastidioso. Ma non è una novità. Le persone sono scomparse per decenni. È solo che ora, con le le app di appuntamenti, entrare e uscire dalla vita di qualcuno è più facile. E dal momento che possiamo incontrare persone online e non avere altri legami (a differenza di quando avevamo amici in comune) può essere più facile farla franca scomparendo.

Più recentemente la parola è uscita dal circuito iniziale degli “appuntamenti on line” è diventata il modo per descrivere, più in generale, tutti quelli che spariscono senza dire niente.

MA FARE GHOSTING È SBAGLIATO?

Secondo noi no. Una persona è liberissima di tagliare completamente i contatti con un’altra senza dover dare nessuna spiegazione. Certo, precisiamolo, non è un atteggiamento che possiamo definire maturo e razionale ma di certo non ci sentiamo di condannare chi non vuole avere più niente a che fare con noi. Sparire, o più semplicemente ignorare, è una scelta che va rispettata anche se ci fa stare male. Tentare di parlare a tutti i costi con chi ha deciso di ignorarci è un comportamento molesto che potrebbe facilmente diventare stalking.

Ghosting da non condannare

Proprio in virtù di quanto detto sopra non ci sentiamo di condividere quell’opinione diffusa che facendo leva sulla sofferenza di chi vede sparire improvvisamente l’oggetto del suo desiderio condanna moralmente il ghosting, arrivando addirittura a considerarlo una violenza. Non scherziamo. Sparire è una scelta personale che va rispettata, pazienza se chi sta dall’altra parte soffrirà un po’,imparerà a crescere e soprattutto imparerà a gestire un NO come risposta.

I comportamenti da condannare sono altri.

Redazione

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