Giggino Di Maio l’europeo

Adesso chiede una difesa europea, sicurezza europea e politica estera europea. Ma era quello che voleva uscire dall’Euro

Giggino ‘o webmaster durante la trasmissione “Mezz’ora in Più” di Lucia Annunziata ha elencato quelli che per lui dovrebbero essere i cambiamenti da fare in seno alla Comunità Europea.

In pratica ha chiesto più unione, più cose in comune, nel sentirlo parlare è stato lecito farsi una domanda “Ma Di Maio è diventato per caso il segretario di Più Europa”?

Giggino Di Maio l’europeo

Europa di sopra, Europa di sotto, insomma il ministro degli esteri più impreparato d’Europa è diventato un fanatico europeista.

Quando con il M5S voleva uscire dall’euro

“L’Euro non è democratico. Bisogna prevedere procedure per uscirne il referendum consultivo per chiedere ai cittadini italiani se vogliono uscire della moneta unica perché uno Stato sovrano deve poter gestire la propria moneta. In caso di esito favorevole all’uscita, per il Movimento 5 stelle, ci si potrà organizzare con altri Stati usciti dall’Euro oppure prevedere un ritorno alla Lira. Il Movimento chiarisce che sarà necessaria prima una legge costituzionale che ci impegneremo a realizzare nella prossima legislatura, qualora avremo l’incarico di formare un Governo”

Giggino Di Maio l'europeo

Queste erano le parole di Di Maio nel 2017. Un referendum per uscire dall’Euro! Come un Salvini qualsiasi. Il video completo dell’intervento è visibile a questo link che riporta all’House Organ dei 5Stelle, il Falso Quotidiano di Marcio Travaglio, evidentemente se lo sono scordati in archivio e ancora non l’hanno tolto.

Che cambiamento d’idea!

Cambiare idea oltre che lecito è spesso indice di intelligenza, ma un conto è cambiare idea, un’altro conto è prendere sfacciatamente in giro gli elettori come da anni fa il M5s, mentendo e cambiando idea su tutto. Per comodità vi segnaliamo una breve sintesi di tutte le bugie del Movimento 5 Stelle, sono tante.

Europeisti convinti (come noi) potrebbero anche rallegrarsi di fronte a quella che appare una vera e propria inversione a U, ma ignorare il percorso di questo cambiamento diventa difficile.

Di Maio non si è convinto o redento, semplicemente ha cambiato atteggiamento in base al vento che tira. Un ministro di un governo guidato dall’ex Governatore della Banca Centrale Europea dev’essere per forza di cosa europeista, ma si tratta, appunto di un europeismo opportunista e falso come Giuda.

Rinnegare in modo così sfacciato tutte le proprie posizioni non significa cambiare opinione ma comportarsi da pagliacci e significa anche mancare di rispetto all’intelligenza delle persone che ti ascoltano.

In teoria fidarsi di simili banderuole dovrebbe essere impossibile, eppure i risultati elettorali, nonostante il M5S abbia perso ormai ben due terzi del suo valore percentuale, ci dicono, ancora una volta che gli italiani hanno la memoria corta e che forse provano anche un po’ di piacere nel farsi prendere per i fondelli da simili ciarlatani.

Redazione

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