Governo. Il grande circo

Salvati da uno dei tanti squinternati che il M5S ha portato in parlamento. Quello andato in onda ieri al Senato è uno spettacolo raccapricciante.

Nonostante oggi tutti quanti si stiano prodigando in analisi politiche fornendo le ipotesi più disparate, in verità il discorso è molto semplice: un governo che cade va bene, un governo che resta va bene, un governo che traballa non va bene. L’astensione di Italia viva, dovuta più che altro a mantenere unito il gruppo e lasciare aperta una porta alle trattative, ha creato confusione. I giorni che verranno faranno chiarezza, è evidente che a Conte serve allargare la maggioranza, se lo farà con Renzi, se lo farà con i senatori di Renzi senza Renzi, se lo farà con i “Costruttori” ancora non è chiaro. La crisi comincia adesso ma può risolversi in breve tempo a favore di Conte. Aggiungere altro sarebbe solo un dilungarsi in ipotesi più o meno fantasiose, un mero esercizio di pronostico che serve solo a distrarci dal problema principale che non è politico, ma sociale: quello visto ieri al Senato è uno spettacolo indegno!

Ed è stato tale perché preceduto da foschi giorni di trattative oscure in cui si è arrivati persino a offrire un ministero a Giggino ‘a Purpetta, al secolo Luigi Cesaro, in cambio di tre voti. Questo non è un attacco al politico campano, a cui anzi va il nostro ringraziamento per aver reso nota la cosa, è un attacco verso un modo di fare indecente! In parlamento le maggioranze si creano con i dialoghi, le proposte, si creano, per dirla con una sola parola, con la politica e la politica non è il mercanteggiare. Non si offrono i ministeri come se si offrisse della merce di contrabbando in qualche vicolo oscuro.

È stato uno spettacolo indegno a causa dei pessimi attori che l’hanno messo in scena. Conte che prima si loda da solo e poi prende le distanze da se stesso e dal suo precedente governo ma che passa tutto il tempo in aula con lo smartphone in mano. Fa il trasformista in un modo talmente esagerato che qualsiasi persona dotata di un minimo di memoria ha la tentazione di prenderlo per pazzo! Ma come può rinnegare il suo essere stato populista e sovranista fino all’altro ieri? Ma davvero ci ha preso tutti quanti per deficienti? Ma non è solo lui il protagonista di questo spettacolaccio. Chi più chi meno sono colpevoli tutti. Salvini che sceglie di citare l’orrenda frase di Beppe Grillo sui senatori a vita, frase che non riportiamo perché puzza. Salvini che fa l’ennesimo comizio vuoto, privo di pragmatismo, che non offre soluzioni o alternative, che non propone niente. Il PD che ieri afferma in modo chiaro e definitivo di essere ormai un partito totalmente asservito ai grillini. Un PD senza orgoglio, senza dignità che pur di dar contro a Renzi rinuncia alle sue idee e ai suoi valori fondanti. Un PD ridotto a essere lo strumento con cui Franceschini esercita il suo potere. Un PD guidato da un segretario debole, accondiscendente, senza carisma che in pratica non conta niente visto che nessuno lo ha mai ascoltato. Voleva andare al voto dopo il Papeete e non gliel’hanno permesso, non voleva Conte e gliel’hanno imposto. Ma allora sarà lecito chiedersi a questo punto cosa ci sta a fare lì? E già che ci siamo diciamo qualcosa anche su Italia Viva. Dopo il discorso della Bellanova tutti quanti si aspettavano un grosso no alla fiducia, anzi, considerate le accuse mosse a Conte, sarebbe stato normale se alla fine del suo discorso Teresa avesse chiamato i Carabinieri. L’astensione nasce solo dalla paura di restare isolati. E allora caro Renzi permettici un appunto: le crisi si aprono quando puoi affondare il governo, quando puoi sostituirlo in un quarto d’ora. Le crisi si aprono quando hai i pezzi già piazzati e se sei sicuro di vincere. Altrimenti aspetti e nel mentre aspetti cerchi di portare il massimo dei punti a casa. Il tuo attacco per adesso ha portato solo confusione. Non puoi definire Conte un pericolo per la democrazia e poi trascinarlo in una battaglia al termine della quale potrebbe uscirne anche più forte. Se lo ritieni davvero un pericolo così grande allora devi stargli più vicino possibile e limitarne il campo d’azione. Adesso c’è la possibilità che a sostituirti arrivino personaggi molto più accondiscendi di te che lasceranno a Conte tutto lo spazio che vuole. Aspettiamo.

Ma è stato, soprattutto, uno spettacolo indegno a causa del M5S, il vero problema sociale di questo Paese. Eh sì perché il M5S non è solo un problema politico ma sociale visto che ha preso tutti i difetti degli italiani e ne ha fatto virtù. Menzogne. False promesse. Distorsione della realtà. Arrivismo. Incompetenza. Voltagabbanismo. Sciatteria. E chi più ne ha più ne metta. Questo è il M5S. Il vero cancro che sta uccidendo la democrazia.

E veniamo dunque all’eroe del giorno: Lello Ciampolillo, l’ennesimo cretino portato in parlamento dal M5S e che poi dopo essersi rifiutato di versare la tangente mensile è stato espulso. Uno che ha eletto la sua dimora nei pressi di un ulivo malato di Xylella, che da candidato sindaco di Bari non arrivò all’un per cento, uno che di recente ha detto che la Marjuana è l’antidoto contro il Covid. Capito? Mentre tutti i medici del mondo cercavano, e stanno ancora cercando, la migliore terapia per salvare delle vite, per liberarci dalla prigionia; lui se ne esce con l’erba. Ma sarà lecito mandarlo sonoramente affanculo un imbecille del genere? Ci possiamo incazzare del fatto che un tale individuo venga stipendiato da noi? O è proibito anche indignarsi adesso?

E poi signori miei, ma veramente vogliamo credere alla favole che il suo ritardo è stato dovuto a questioni fisiologiche o altro? Ma veramente dobbiamo sempre passare per stupidi? È così difficile pensare che invece il suo ritardo sia dovuto al protrarsi fino all’ultimo di una trattativa per convincerlo a votare la fiducia? Eppure sembra abbastanza evidente. A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina, diceva qualcuno in passato (e lo spettacolo indegno di ieri ci ha portati a rimpiangere persino lui)

Redazione

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