Il Cancello dell’Inferno

Il Cancello dell’Inferno di Hierapolis veniva considerata dagli antichi romani una porta per l’aldilà.

Il “Cancello dell’Inferno” di Hierapolis si trova nell’attuale Turchia.
Un tempio con un’entrata di pietra che portava ad una caverna con un “lago” di anidride carbonica di origine vulcanica.

La grotta è stata ritenuta per molti anni una porta per l’aldilà, semplicemente per il fatto che gli animali una volta entrati morivano dopo pochi minuti.

I sacerdoti del tempio, al contrario, uscivano illesi. Ma la spiegazione è abbastanza semplice: i sacerdoti erano semplicemente abbastanza alti da tenere la testa sopra al piccolo lago tossico presente nella grotta.

Sacrifici

I Romani erano convinti che fosse possibile attraversare i cancelli dell’aldilà e tornare indietro.

Erano soliti inscenare dei veri e propri sacrifici portando bovini in piena salute oltre il cancello: i bovini destinati al sacrificio morivano in fretta, apparentemente in modo spontaneo, mentre i sacerdoti, come sappiamo, restavano vivi.

Il Cancello dell’Inferno

Riscoperto all’inizio degli anni 2010, Il cancello dell’inferno è stato costruito dentro la parete di un’arena rettangolare all’aperto, sormontata da un tempio e circondata da posti a sedere in pietra per i visitatori.

Hierapolis si trova in quella che ancora oggi è una delle aree geologicamente più attive della regione; 2200 anni fa, si credeva che le sue sorgenti termali avessero grandi poteri curativi. Ma una profonda fessura che corre sotto Hierapolis emette costantemente anidride carbonica vulcanica (CO2), che si riversa come una nebbia visibile.

Il Cancello dell’Inferno

Il cancello, noto anche come Ploutonion, da Plutone (il dio degli inferi), è costruito direttamente sopra a questa fessura. Nel 2011, gli archeologi hanno dimostrato che il cancello è ancora mortale: gli uccelli che volano troppo vicini soffocano e muoiono.

Un lago di diossido

Durante il giorno, il calore del sole riesce a dissipareil gas. Di notte però il gas, leggermente più pesante dell’aria, fuoriesce e forma un “lago” di diossido di carbonio sul pavimento della caverna.

È particolarmente mortale all’alba, quando la concentrazione di anidride carbonica a 40 centimetri sopra il pavimento è tale da essere in grado di asfissiare e uccidere animali o addirittura persone in pochi minuti.

I sacerdoti, probabilmente, compivano i loro sacrifici solo nelle ore mattutine o serali, quando la concentrazione del gas era più alta. Gli animali sacrificali non erano abbastanza alti da tenere la testa completamente lontana dal lago. Non appena iniziavano a sentirsi rintontiti, le loro teste scendevano più in basso e ciò li esponeva a concentrazioni di anidride carbonica ancora più elevate e portando alla morte per asfissia.

Redazione

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