Il manganello social della Bestia

Fiumi di insulti e minacce contro la ragazza che ha fatto il dito medio a Salvini. La Bestia si scatena

Quello della ragazza era un gesto di gioco, per scherzare, fatto con lo scopo di farsi un selfie simpatico da mettere su Instagram. Tutt’al più un gesto da derubricare a “maleducazione”

L’ex titolare del Viminale però invece di comportarsi come uomo delle istituzioni qual è stato e quale aspira a essere, ha dimostrato ancora una volta la sua indole aggressiva e immatura. In passato sono stati ministri dell’interno personaggi come: De Gasperi, Fanfani, Andreotti, Cossiga, Scalfaro, Napolitano, Amato e Cancellieri. Tralasciando le convinzioni politiche di ognuno, i partiti di appartenenza, la destra il centro e la sinistra, ci riesce davvero difficile immaginare qualcuno dei nomi citati sopra comportarsi come si sta comportando adesso Salvini. Erano altri tempi? Nient’affatto! Il rigore e la serietà che devono trasmettere le donne e gli uomini “di Stato” non devono scomparire nell’era dei social-network. Twitter e Facebook erano già più che funzionanti e pieni di gente ai tempi di Alfano (politicamente lontanissimo da chi scrive) e siamo convinti che lui non avrebbe mai avuto una razione così “becera” di fronte a un innocente, al massimo sgarbato, gesto di una giovanissima ragazza.

Il comportamento tenuto da Salvini è pericoloso per diversi motivi.

Il primo, il più evidente, sta nel fatto che il suo apparato di comunicazione, la cosiddetta Bestia, non esita a manganellare in modo squadrista chiunque provi a contestarlo. Il messaggio è chiaro: con il capitano non si scherza altrimenti c’è la gogna. Gli insulti e le minacce rivolti alla ragazza non si contano. Offese sessiste, offese sull’aspetto, offese sull’intelligenza. Un fiume di melma che la Bestia le ha scatenato contro. Sappiamo che molte persone diranno una frase tipo “ E allora avrebbe dovuto far finta di niente?”

La risposta è sì. È sì perché compito della politica è quello di proteggere i cittadini che vivono o che si trovano temporaneamente sul territorio, dalla signora anziana che va a ritirare la pensione fino al detenuto, la politica deve proteggere tutti, non deve organizzare pubblici linciaggi. La risposta è sì perché la politica deve occuparsi di cose serie e non deve perdere tempo dietro gli scherzi di una ragazza.

La risposta è sì perché un politico deve trasmettere rigore e competenza,  non deve lasciarsi coinvolgere da aspetti secondari e irrilevanti.

La risposta è sì per altri innumerevoli motivi ma il fatto che stiamo qui a ribadirlo significa che c’è qualcosa che non va proprio nel tessuto sociale, tra le persone, nelle scuole ma il compito della politica è risolvere queste mancanze, non quello di assecondarle.

E se questa ragazza adesso venisse aggredita anche per strada? (qualcuno direbbe che se l’è cercata)

Il secondo motivo per cui questo comportamento è pericolo abbraccia temi più ampi, più politici e sociali: Salvini sta demolendo la serietà della politica, ma questo lo sapevamo già, tuttavia non smetteremo certo di sottolinearlo. Sta riducendo tutto a “comunicazione e apparenza” svuotando di contenuti, di idee e di proposte il dibattito pubblico nel nostro Paese. Un’eccessiva semplificazione che ci sta conducendo al basarsi più sulla reazione immediata ed emotiva che sul ragionamento. Provate a farvi un giro sugli account degli altri uomini politici d’Europa e vi accorgerete che nessuno di loro ha un atteggiamento così insulso, arrogante, dozzinale e semplicistico come il suo.

Salvini è una prerogativa tutta italiana che da sola sintetizza perfettamente il periodo oscuro che il nostro Paese sta vivendo sotto l’aspetto sociale.

Una prerogativa di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

Potrebbero interessarti anche...

This website is using cookies to improve the user-friendliness. You agree by using the website further. Privacy policy