Gli insopportabili della quarantena

Chiusi in casa per il Coronavirus in molti stanno diventando davvero insopportabili: oggi parliamo dei delatori sui balconi.

Situazioni come la quarantena a causa del Covid19 ti mettono a nudo, rivelano quello che sei e per nasconderlo non basta una mascherina che usano gli operai dei reparti di verniciatura. Scopriamo così, di botto e in modo crudele, quanto sono davvero odiosi e insopportabili quelli che prima consideravamo amici, quelli con cui ci salutavamo al bar o quelli con cui interagivamo sui social network.

I più insopportabili di tutti, diciamolo subito, sono i delatori dai balconi. Se ne stanno tutto il santo giorno di quarantena in agguato con il telefonino in mano pronti per registrare e appena vedono passare qualcuno lo filmano per poi denunciarlo. Uno schifo assurdo che infatti abbiamo chiamato delazione (il delatore è colui che per lucro, per vendetta, per servilismo, denuncia segretamente altri a una autorità giudiziaria, militare o politica)

Il delatore è l’infame per antonomasia, la vigliaccheria personificata e il collaboratore più ignobile dei regimi totalitari. La delazione è lo strumento con cui le dittature rendono partecipi dei loro soprusi i cittadini più ignoranti, che in genere sono anche quelli più fedeli. Attraverso questa denuncia infatti lo Stato totalitario e dittatoriale divide, in un certo senso, il potere con qualcuno del gregge sottomesso. Gli concede la possibilità di effettuare una piccola vendetta privata e di sentirsi parte di quello stesso sistema che affligge anche il delatore. Questa specie di collaborazione richiesta ai cittadini andava molto di moda, neanche a dirlo, durante il ventennio fascista.

Vi erano perfino delle circolari che obbligavano determinate categorie di lavoratori, come i portinai, a rivelare alla questura episodi di dissenso politico riscontrati nel palazzo, ma la più ignobile delle collaborazioni richieste ai delatori portinai fu quella di segnalare le famiglie ebree.

Tali spioni si definivano fieri cittadini dell’Italia littoria e collaboratori esemplari delle autorità.

Durante il periodo del fascismo gli obiettivi perseguitati della delazione soprattutto furono i disfattisti, i pacifisti, gli ebrei come abbiamo detto prima e gli ascoltatori di Radio Londra.

Questo per farvi capire qual è il vero animo di chi filma dal balcone. Un animo che è stato sempre lì ma che adesso è uscito fuori.

Chiariamo un concetto: denunciare qualcuno se si ha conoscenza di un reato o di un delitto è un dovere civico, ma fare due passi in strada, alle volte dopo giorni che non si esce, non può essere considerato un reato da denunciare in nessun paese del mondo, figurarsi in una democrazia liberale come la nostra (o come lo era, aspettiamo ancora qualche giorno). Capiamo l’emergenza ma stiamo assistendo a un crollo di valori inaccettabile persino durante una pandemia. Si può denunciare un gruppo di persone rinchiuse clandestinamente in un bar -è già è duro pensare che per riunirsi in un bar bisogna farlo in modo clandestino, è difficile ma consci del momento siamo disposti ad accettarlo- ancora per poco, ma denunciare un singolo runner o un camminatore solitario dopo averlo filmato con il telefonino è una cosa che definire ignobile è poco, eppure sta succedendo.

Ieri, a Montesilvano (provincia di Chieti, Abruzzo)  un signore stava camminando in totale solitudine  sotto il suo condominio, dopo essersi accorto che il vicino delatore lo stava filmando, ha preso un piccone e gli ha distrutto la macchina. I toni dello scontro fanno capire benissimo che tra i due  c’erano vecchie ruggini e questioni irrisolte da tempo, magari sfociati in un’antipatia cronica di quelle che si instaurano tra vicini di casa. È chiaro che il delatore ha usato il momento di restrizioni per vendicarsi del vicino “adesso lo filmo e lo mando in galera” questo avrà pensato, solo che le cose non sono andate esattamente come voleva lui e il vicino filmato ha reagito “male”

Ora, non è possibile giustificare un atto violento come la demolizione di un’automobile privata, è inaccettabile, solo che riteniamo l’atto di filmare un uomo che cammina da solo per poi denunciarlo altrettanto violento. I delatori dei balconi sono feccia fascista, quando tutto sarà finito, perché finirà, bisognerà ricordarsi di isolarli e lasciarli alle loro misere vite.

Redazione

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