Intervista a Francesca Caizzi

L’autrice ci presenta il suo primo romanzo ” I legami delle tenebre”. C’è qualcosa oltre il mondo che vediamo. Le tenebre strisciano nelle esistenze degli uomini, minacciandoli senza che questi se ne accorgano.

Cara Francesca, benvenuto su Cultura & Società, ti ringraziamo per averci dato la possibilità di conoscerti, prima di iniziare l’intervista parlaci un po’ di te, raccontaci qualcosa della tua vita così da poterti presentare anche ai nostri lettori.

Ciao e grazie per questa intervista. Da dove partire? Mi chiamo Francesca e fin da bambina ho sempre inventato storie, per questo mio nonno mi definiva “la regista”. Crescendo, ho continuato a coltivare la passione per la lettura e per la scrittura, dapprima collezionando manga e i Piccoli Brividi e poi ampliando i miei gusti verso il fantasy, thriller e gialli. Adesso ho la libreria che rischia di esplodere! Sono appassionata di videogiochi e di k-drama, che seguo da molti anni, oltre a serie tv americane e anime. Mi hanno sempre dato della nerd, ma ormai questo termine ha assunto un significato positivo, non che mi sentissi offesa della cosa: effettivamente lo sono 😀

Da dieci anni mi dedico assiduamente alla scrittura, per un po’ ho anche recensito libri e graphic novel. Ho seguito corsi di storytelling e di editing; al momento lavoro come editor e insegno scrittura creativa alla scuola di fumetto inkiostro di Foggia. Posso dire che la fantasia e la scrittura ormai sono le mie compagne di vita.

Cosa ami di più del tuo lavoro?

Interfacciarmi con altri scrittori per discutere delle nostre idee, ma soprattutto parlare con i miei lettori perché spero possano appassionarsi a quello che scrivo. Insegnando mi sono resa conto che amo poter seguire i miei allievi e aiutarli a tirare fuori un’idea per poi svilupparla, ecco perché ho iniziato anche a lavorare come editor, ma più che altro preferisco affiancare gli autori nella scrittura, come un coach letterario. Amo scrivere e quello che desidero è che i miei libri possano trasportare i lettori in mondi alternativi dove riescano a non pensare ai loro problemi quotidiani, così che possano svagarsi e provare emozioni diverse.

Riesci a descrivere la creatività usando solo tre parole?

Posso dire che la mia creatività è un caos di emozioni, di solito è così che la interpreto.

Sappiamo che sei un’appassionata anche di videogiochi. Qual è il tuo preferito in assoluto?

Ah, che domanda difficile! Ho perso il conto dei videogiochi a cui ho giocato, penso siano almeno trecento, forse perfino di più! Sono molto affezionata alla saga di Kingdom Hearts perché amo il modo in cui abbiano seminato mille informazioni in tutta la storia. Ci sono altre due saghe in particolare a cui ho giocato per svariate ore: .hack e Assassin’s Creed. Posso nominare anche Final Fantasy X? I videogiochi hanno sempre fatto parte della mia vita, anche se ultimamente non ho più tempo per giocare.

In questo periodo abbiamo fatto a tutti gli autori una domanda sulla pandemia e sulla quarantena. Come hai vissuto questa storia, qual è il tuo pensiero riguardo a quello che ci è successo?

Non è stato un periodo facile per me, in particolar modo agli inizi, ma non perché mi pesasse stare chiusa in casa, anzi. Trascorro tantissimo tempo a casa, non mi è mai pesato, ma ho avuto una sorta di blocco creativo per un paio di settimane. Pur immaginando mondi fantastici, distopie e catastrofi, non avrei mai pensato che avremmo vissuto una situazione simile nella realtà. Ci ho messo un po’ a ripartire e anzi, è stata un’ottima spinta a riorganizzare tutta la mia vita: in quei mesi ho fatto tutto quello che avevo rimandato per tantissimo tempo: pulizie, ristrutturazione, cambio di prospettive. Quello che ci è successo lascerà sicuramente un’impronta in tutti quelli che lo hanno vissuto, anche se ci sono molte persone che ancora negano quanto sta succedendo. Penso che comunque prima o poi semplicemente ci abitueremo a vivere in modo diverso, ad adattarci, per non soccombere.

Secondo te ne usciremo peggiorati?

Al momento ne siamo già usciti peggiorati, c’è molta rabbia in giro, lo si nota dai commenti sui social e dalle interazioni virtuali. C’è un vasto egoismo, che è stato amplificato da questa situazione stressante, soprattutto da parte di chi non è riuscito ad adattarsi a un nuovo stile di vita e spesso si è scambiato questo egoismo per libertà. Credo che davanti a noi ci sia ancora un lungo percorso per migliorare la situazione, ma al momento in molti hanno i tappi nelle orecchie e non ascoltano quello che viene detto loro.

Cosa provi quando disegni e scrivi? Proviamo a far entrare i nostri lettori nel tuo mondo per scoprire le emozioni che vivi in quei momenti.

Quando scrivo mi immergo completamente nella scena che sto narrando, mi sento dentro ai personaggi, vivo con loro ogni suono, rumore, sensazione… Sono così presa che talvolta piango o rido o faccio un terribile baccano parlando da sola, e probabilmente se qualcuno mi vedesse penserebbe che io sia matta. Riverso le mie emozioni in quello che scrivo e spesso mi lambicco il cervello per trovare la parola giusta, il sinonimo più adatto in una determinata frase. Un lavoro continuo, non sono mai soddisfatta! Con le sceneggiature di fumetto mi sento un po’ più libera perché, poiché non disegno direttamente io, c’è un continuo confronto con il fumettista mentre realizza le tavole. Dover immaginare ogni scena e descriverla in un romanzo, pone la mia attenzione su ogni piccolo dettaglio, all’opposto, con i fumetti subentra l’emozione di vedere ogni scena prendere vita dalle mani di un illustratore.

Esiste un modo, un segreto, per conquistare un lettore?

Non saprei, ma se esiste spero di trovarlo! Il mio desiderio è conquistarli semplicemente con le mie storie, farli appassionare, ma soprattutto, se riuscissi a creare una community che si scambia pareri e commenti sui miei romanzi mi renderebbe molto felice. Spero che un giorno molti lettori possano leggere i miei romanzi e fumetti.

Eccoci finalmente arrivati a parlare del tuo primo romanzo: I legami delle tenebre. Prenditi tutto il tempo per presentarcelo.

Ah ecco qui, la parte più difficile!

I legami delle tenebre (in inglese Darkness Ties Saga) è, appunto, una saga urban fantasy a tinte dark in cui mescolo il sovrannaturale con delle parti investigative, ma non mancano romance e mistero.

Inganni è il primo volume della trilogia, uscito da pochissimo per Plesio Editore, ed è di fatto il mio esordio nell’editoria, anche se avevo già pubblicato un albo a fumetti: FANGO per Edizioni Inkiostro.

I legami delle tenebre ha come protagonista Max, un ex detective di Scotland Yard, che si ritrova, suo malgrado, costretto a stipulare un patto con il Diavolo. Max è un personaggio ambiguo e particolare: un antieroe.

È il cardine della storia, tutto ruota intorno a quello che ha fatto in passato e a come agisce, ma è proprio il suo modo di comportarsi che attira a primo impatto un sentimento di antipatia; scavando più a fondo emerge un uomo che porta su di sé il peso del mondo e che ha deciso di tenere a distanza i sentimenti, costretto a negare la sua umanità. È un personaggio che va compreso man mano che si avanza nella storia. Ma torniamo proprio a parlare di questa.

Dopo una serie di vicissitudini, Max crea la Squadra Omega, formata da uomini e donne addestrati a combattere i demoni che infestano Vancouver e minacciano gli esseri umani. Tra questi agenti non ci sono solo esseri umani, ma anche mezzo-demoni, ognuno con delle abilità particolari.

Una serie di sparizioni misteriose sposta le indagini della squadra verso vari indizi misteriosi, che pian piano rivelano segreti che Max cercava di tenere nascosti (e perciò eviteremo di fare spoiler). Ci sono molti personaggi, varie relazioni, diverse scene d’azione e di combattimento. Spero che sia un bel mix di ciò che di solito si dovrebbe trovare in un romanzo urban fantasy!

Qual è, secondo te, il genere di pubblico che potrebbe interessarsi di più al tuo romanzo?

Di solito si ritiene che il fantasy sia esclusivamente per ragazzi, ma ho appositamente scritto una storia che possa essere godibile anche da un pubblico adulto che saprà sicuramente cogliere le più piccole sfaccettature celate nella storia. Quindi spero che venga apprezzato sia dai giovani che dagli adulti.

Se fosse possibile fare un viaggio nel passato e incontrare la Francesca quindicenne, cosa gli diresti?

Le direi di non smettere di scrivere, di non lasciarsi convincere da tutte le persone che le hanno sempre detto che il suo è un sogno impossibile, che la scrittura non è un lavoro. Le direi anche di studiare scrittura, di non scoraggiarsi, perché dovrebbe essere felice facendo quello che le piace. Assecondare gli altri seguendo il percorso che hanno deciso per noi è qualcosa che alla fine fa soffrire, quindi le direi di tapparsi le orecchie e tenere duro per la sua strada.

C’è un autore, un fumettista o un poeta che consideri il tuo maestro?

Più che altro, c’è stato un momento in cui ho capito che avrei dovuto riprendere a scrivere leggendo un autore in particolare. Era appena uscito il primo volume di Shadowhunters di Cassandra Clare, ma in Italia non aveva ancora successo. Leggendolo, ho scoperto che c’era un elemento magico a cui anche io avevo pensato quando avevo iniziato a scrivere la mia prima storia urban fantasy (che non è I legami delle tenebre) e lì ho capito quanto mi mancasse scrivere e immaginare mondi fantastici. Da quel momento ho ripreso a lavorare sui miei progetti e non ho mai smesso di farlo. Ci sono tanti autori che ammiro e che adoro leggere, ma non c’è un autore in particolare che considero mio maestro, perché penso semplicemente che da ogni romanzo o graphic novel si possa imparare qualcosa. Per me è sufficiente leggere ed emozionarmi.

Ultima domanda prima di salutarti e ringraziarti. Ti chiediamo una cosa semplicissima, consiglia ai nostri lettori un libro che non sia il tuo, uno soltanto.

Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith. Penso che la Rowling potrebbe rendere interessante e avvincente anche un elenco telefonico.

Grazie per questa splendida intervista!

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