Intervista a Martina Pregnolato

In libreria e negli store digitali con il suo romanzo “Il Castello d’Estate”

  • Ben arrivata Martina, siamo molto contenti di averti come ospite su Cultura & Società per parlare del tuo ultimo romanzo. Ti andrebbe per rompere il ghiaccio di presentarti con poche parole ai nostri lettori?

Salve a tutti, intanto vorrei ringraziarvi per l’opportunità. Sono Martina, ho trentadue anni e sono un’infermiera. Sono sposata con Marco e abbiamo tre bambini. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura, quasi per caso. Un giorno ho iniziato a scrivere e non ho più smesso.

  • In tutte le ultime interviste abbiamo chiesto agli autori di raccontarci la loro “pandemia”. Come hai vissuto il lockdown, cosa ne pensi di quello che ci è successo e cosa ci aspetterà domani?

Il mio lockdown è stato impegnativo. Mi sono ritrovata chiusa in casa, con i miei bambini mentre mio marito ha continuato a lavorare, fortunatamente. Passavamo le giornate tra Dad, giardinaggio, arcobaleni che ci rassicuravano che sarebbe andato tutto bene e cornetti bicolore impastati a mano. All’inizio ero tranquilla, mi dicevo che sarebbe durato poco, che sarebbe passato tutto con l’arrivo dell’estate. Poi c’era tanta solidarietà, eravamo tutti sulla stessa barca, ritrovandoci chiusi in casa a cantare canzoni sui balconi o a fare la fila davanti al supermercato, sperando di trovare il lievito. Penso sia stata un’esperienza che ci ha segnato; parlo al plurale perché chi più, chi meno è rimasto colpito. Cosa ci aspetterà domani? Dal punto di vista ottimista, spero che la situazione vada migliorando così, senza dare troppo fastidio. Magari un giorno ci risveglieremo, il virus sarà un lontano ricordo e continueremo a vivere più sereni. Dal punto di vista pessimista, non parlo. Potrei essere catastrofica.

  • Cosa provi quando scrivi? Come nascono i tuoi personaggi. Vogliamo provare a coinvolgere chi ci legge nei tuoi momenti creativi, scoprire le emozioni che vivi e le tue sensazioni in quegli attimi .

Quando scrivo mi sento libera, leggera. Dar sfogo alla fantasia, alle emozioni mi aiuta. Raramente è successo che il mio stato d’animo, magari alterato o triste, incidesse sulla mia creatività.
Poi mi piace creare personaggi, definirli, dar loro una particolarità. Il più delle volte la storia parte proprio da uno o più personaggi perché sono loro che creano le situazioni, che le vivono e che emozionano. Alcuni dei miei personaggi sono ispirati a persone vere e diciamo che è un po’ la strada più semplice: immagini quella persona e le fai vivere una determinata situazione. Altri invece nascono dalla fantasia e poi per caso incontro una persona e la associo a quel personaggio.

  • C’è un ricordo del tuo percorso che ti sta più a cuore degli altri, un aneddoto o una particolare sensazione provata che ti piacerebbe condividere con noi?

Mi ricordo che una sera eravamo in auto, avevamo portato i bambini a prendere un gelato. Era estate e il libro era uscito da poco. Guardavo fuori dal finestrino e a un certo punto ho visto un uomo e ho iniziato a gridare a mio marito «Guarda, guarda! Ho trovato Rodolfo! È uguale!» Mi piace trovare i personaggi di cui parlo nella quotidianità.

  • Secondo esiste un segreto per conquistare i lettori?

Credo dipenda dal modo in cui scrivi e da quanto riesci a trasmettere scrivendo. La scrittura, come tutte le arti, deve trasmettere, deve emozionare, deve coinvolgere.

  • Finalmente siamo arrivati a parlare del tuo libro: “Il castello d’estate”. Parlacene nel modo che preferisci, abbiamo tutto il tempo.

Il Castello d’Estate è stata la mia scoperta. Non sono mai stata una persona che si dilungava a scrivere nei temi di scuola, di rado arrivavo a scrivere quattro colonne. Invece un giorno d’estate di sette anni fa ho avuto questa folgorazione, perché mi piace definirla così e ho iniziato a scrivere. La prima cosa che ho scritto è stata la parte della descrizione di questa tenuta; anzi, da qualche parte ho ancora il disegno fatto da me per cercare di riprodurre quello che immaginavo e confrontarlo con quanto scritto. Poi sono passata ai due protagonisti, Ginevra e Sami, arrivando poi ad avere il quadro completo di quello che volevo scrivere e di come volevo scriverlo. Ero un’incapace devo dirlo, non sapevo impaginare, non conoscevo le regole base, insomma a ripensarci, ero un disastro.


Così, tra correzioni, aggiunte ed eliminazioni, la storia di Ginevra e Sami era pronta. La storia di un amore un po’ travagliato: Ginevra è una ragazza che torna a casa dopo che il suo fidanzato le fa una proposta di matrimonio a Parigi, dove vivono. Si potrebbe definire pazza, ma c’è sempre una motivazione dietro alcune scelte. Torna al Castello d’Estate, la casa dove è cresciuta, dove i genitori lavorano per Amir, un magnate del petrolio. Lei era scappata da quella casa, dalla madre troppo rigida per lei che invece voleva essere libera di scoprire il mondo.
Caso vuole che al Castello d’Estate arriva anche il figlio di Amir, Sami. I due si trovano, si innamorano e trascorrono l’estate insieme. Poi settembre spegne l’idillio tra i due perché torna Pascal, il fidanzato di Ginevra, e la ragazza non sa chi scegliere. Ovviamente attorno a Ginevra e Sami si intrecciano le storie presenti e passate dei genitori e di chi si trova a condividere la vita al castello con loro.

  • Qual è, secondo te, il genere di pubblico che potrebbe appassionarsi di più al tuo romanzo?

Questa è facile, chi ama le storie d’amore, ma soprattutto le storie in generale. Perché nel libro si parla dell’amore tra i protagonisti ma prima di tutto si parla della loro storia personale, del loro vissuto e del loro carattere. Poi magari potrà piacere a chi è appassionato di gialli, chissà!

  • Chi sono, tra i grandi della letteratura mondiale presente e passata, i tuoi maestri, quelli che con le loro opere più hanno contribuito alla tua formazione, o semplicemente quelli che ammiri di più per tecnica e creatività?

Partiamo da Jane Austen, arriviamo a Rosamunde Pilcher della quale ho ammirato la minuziosità con cui descriveva i luoghi, per arrivare alle più recenti Alessia Gazzola e Felicia Kingsley. Sicuramente ci sarà stato anche qualcun altro nel percorso ma al momento ho un vuoto.

  • Ultima domanda prima di salutarti e ringraziarti. Ti chiediamo una cosa semplicissima, consiglia ai nostri lettori un libro che non sia il tuo, uno soltanto.

Ma solo uno? Ok dai, uno degli ultimi che ho letto: Circe di Madeline Miller.

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