Khasha Zwan non era un torturatore della polizia afghana

A spargere nella rete questa fake news sono stati i talebani ma a crederci sono stati i nostalgici comunisti nostrani simpatizzanti del nuovo regime di Kabul

In queste ore sta rimbalzando tra i soliti spazi social dell’estremismo rossobruno la bufala, condivisa da ignare persone e colpevoli mistificatori, secondo cui il comico ucciso dai talebani, Khasha Zwan, sarebbe stato un torturatore. E chi lo dice? I talebani.

Le persone si trovano a credere a coloro che hanno pestato e sgozzato Kasha Zwan, a coloro i quali hanno insabbiato e poi rivendicato l’omicidio di una persona che ora cercano di infangare.

Questa bufala, diffusa da fonti talebane, nasce da una notizia: Kasha Zwan era diventato un agente della polizia locale di Kandahar, una scelta che per sopravvivere hanno fatto in molti durante gli anni di guerra.

Ora, siccome la polizia di Kandahar è stata accusata di violenze e abusi nei confronti della popolazione civile, la propaganda taliban ha traslato questa accusa su Kasha.

Una fake news

Ma non è finita qui: siti complottisti hanno sostenuto questa tesi riportando come fonte il Washington Post, che però non dice affatto che Kasha era un criminale, ma che “non è chiaro il suo rapporto di poliziotto con la comunità”.

Il Washington Post cita artisti che hanno definito l’uccisione di Kasha un attacco alla libertà di espressione, e il commento di Kaweh Kerami, docente dell’Università Americana dell’Afghanistan, secondo cui quell’omicidio rappresenta una prospettiva cupa per chi esprime dissenso.

Khasha Zwan polizia afghana

Perché allora credere ai talebani? Perché qualsiasi cosa provenga da chi si definisce antiamericano – siano anche i talebani – è vista con favore. Posizione che nasce da quella logica insana delle false scelte, che obbliga a prendere posizione tra Assad e Isis, tra i Talebani e Trump. L’illusione della falsa scelta ha sempre fatto sostenere le peggiori formazioni politiche.

Nel video ormai visto da milioni di persone, Khasha Zwan diceva ai due miliziani, facendosi beffa del loro vantato coraggio: “avete i baffi sul culo”. A chi diffonde puttanate, chiamando Khasha torturatore, va ripetuta la stessa battuta, perché l’ipocrisia vi rende la faccia come il culo.

Redazione

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