Lele Mora alla Leopolda.

Un altro esempio di come spesso le informazioni vengono distorte e usate contro gli avversari politici.

Lele Mora, discusso personaggio televisivo nonché uno dei più noti agenti di spettacolo italiani alla Leopolda di Renzi  ci è andato veramente ma da qui a farlo passare come un ospite d’onore, come una personalità chiamata a parlare dal palco (cosa che naturalmente non ha fatto) o come uno dei “padri fondatori” di Italia Viva ce ne corre. Purtroppo la sua presenza è stata da subito strumentalizzata al fine di poter denigrare l’iniziativa del nuovo partito che alla Leopolda ha avuto il suo battesimo ufficiale, il suo atto fondativo  formale. Lele Mora  è persona scomoda, sia per essere stato coinvolto in diversi procedimenti giudiziari di grande impatto mediatico e sia per la sua vicinanza a quel mondo “berlusconiano” che da sempre viene visto dalla sinistra come la causa di tutto il male del Paese.

Sicuramente la sua è una presenza che potrebbe causare qualche imbarazzo  ma è anche un uomo che adesso è libero di muoversi, di viaggiare, di andare dove vuole, anche alla Leopolda.

Ma a che titolo era lì? A Titolo personale! Ci è andato come poteva andarci chiunque.

Certo, lui ha subito cercato di attirare l’attenzione sulla sua persona dicendo “ mi ha invitato Renzi” “Sono Mussoliniano” e “Renzi è l’erede di Berlusconi” e altri frasi a effetto perché da navigato uomo dello spettacolo qual è sa benissimo quali frasi vanno usate davanti ai giornalisti: frasi che possono diventare immediatamente una citazione, un titolo, frasi a impatto insomma.

Ma nessuno degli organizzatori ufficiali  lo ha  invitato da come si può capire benissimo da una nota “Come già ribadito stamani, nessuno ha invitato l’ex agente Lele Mora alla Leopolda”

E allora perché da più parti si sta cercando di appiccicare a forza Mora addosso a Renzi? Semplice, perché l’abitudine di distorcere la realtà e di manipolare le notizie è ormai è un malcostume che si è insediato in modo talmente profondo e radicato nella narrazione politica italiana che quando viene usato lo si fa senza capirne la gravità e ignorando le conseguenze di questo continuo avvelenamento mediatico.

La semplicità e la rapidità con cui, nell’era dell’informazione, le notizie vengono veicolate anche dai social network, ci sta consegnando uno scenario in cui quello che conta è solo la capacità di creare sensazionalismo.

Conta la sintesi, la fotografia, la dichiarazione e non la notizia.

Conta fomentare la pancia della gente, suscitare stupore e generare una reazione che dev’essere anch’essa stringata, essenziale, quindi senza contenuto.

Nel “Lele Mora alla Leopolda” non c’è notizia, c’è solo gossip tossico.

C’era lui e altre migliaia di presone, mosse dalla passione, dalla curiosità, dalla voglia sana di criticare dopo aver conosciuto e approfondito.

Niente di importante, eppure basta leggere alcuni tweet e post su Facebook per rendersi conto che Lele Mora viene usato per togliere credibilità a un progetto politico.

Progetto che a chi scrive non appartiene e infatti non stiamo difendendo Renzi, per altro già criticato da noi diverse volte, stiamo solo cercando di sottolineare un brutto vizio che ormai è diventato abitudine dannosissima: distorcere la realtà.

Lo facciamo anche se  è inutile, lo facciamo perché crediamo che dovrebbero farlo tutti, in ogni occasione in cui è necessario farlo, molto spesso.

Avatar

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This website is using cookies to improve the user-friendliness. You agree by using the website further. Privacy policy