Come sarà la nuova Roma di Josè Mourinho.

Alcune ipotesi sui giocatori che arriveranno, quelli che resteranno o andranno via. Il modulo e la mentalità. Tutto sulla nuova squadra dello Specialone

No, non è un errore, abbiamo proprio scritto Specialone al posto di Special One, ci sembra più appropriato per Roma, più diretto, ma soprattutto leggermente ironico e con quella lieve nota di presa in giro tipicamente romana. Che Roma sarà quella di Josè Mourinho? Difficile a dirsi, i Friedkin sono riusciti a far passare un colpo gigantesco come l’ingaggio del portoghese sotto il naso di tutti, compresi quei giornalisti sportivi che per mestiere dovrebbero sapere le cose prima degli altri, con queste premesse anche il calciomercato diventa un puro esercizio di divinazione, tuttavia qualche nome inizia a circolare.

Come sappiamo a rappresentare Mourinho è il potentissimo procuratore Jorge Mendes, si può presumere quindi che qualche giocatore arriverà proprio dalla “GestiFute” e a tal proposito si fanno tre nomi: André Silva (centravanti dell’Eintracht Francoforte, ex Milan) Renato Sanches (centrocampista del Lilla) e José Sa (portiere dell’Olympiakos). Altre ipotesi che circolano con insistenza per il portiere sono Musso dell’Udinese, Gollini e Cragno ma c’è anche Sirigu, portiere che può garantire esperienza. In difesa e centrocampo potrebbero arrivare due ex giocatori di Mou al Tottenham: Eric Dier e Emile Hoibjerg. Nel reparto offensivo piace sempre un ex, ma dello United, Juan Mata che quest’anno ha trovato pochissimo spazio. Svanberg e Nandez piacciono molto e si potrebbe decidere di puntare su uno dei due per la mediana, a loro però il Mister vorrebbe aggiungere un giocatore esperto e non è da escludere che possa provare a convincere Cesc Fabregas. In avanti si cercherà un attaccante giovane e di prospettiva da affiancare a Dzeko,qual’ora non restasse Borja Mayoral,resta sempre in piedi la pista Belotti ma gli occhi sono puntati anche su Carlos Vinicius del Tottenham ed El Ghazi dell’Aston Villa. Per il ruolo di centravanti si segue sempre la pista Belotti.

Naturalmente tutto dipenderà dal budget che la società metterà a disposizione per il mercato e qui subentra di prepotenza il dubbio che ha assalito un po’ tutti: la Roma è diventata grande o Mourinho è diventato piccolo? Questo lo scopriremo presto, ma l’idea è quella che la Roma stia provando a diventare grande e che Mourinho prima di accordarsi abbia ricevuto sufficenti garanzie dalla proprietà, quindi c’è da aspettarsi qualche colpo sostanzioso. Non campioni dal nome roboante ma tre o quattro vie di mezzo in grado di rendere da subito la Roma competitiva per lo scudetto. Avere Mourinho senza giocatori è come avere la Ferrari con l’impianto a gas.

Molti giocatori invece finiranno sicuramente la loro esperienza alla Roma. Tutti e due i portieri, Fazio, Pastore, Juan Jesus, Santon, Peres, Diawara ma anche Smalling e Mkhitaryan con i quali Mourinho ha vinto l’Europa League ma non li considera certo suoi pupilli, anzi tutt’altro. Dzeko resterà almeno per un altro anno e avrà un ruolo di primo piano nella prossima stagione. Kumbulla come anche Borja Mayoral verranno valutati durante il ritiro. Florenzi, Under e Kluivert, rientranti dai presti potrebbero restare, specialmente l’olandese che piace, secondo alcuni, a Mourinho. Alcuni giovani interessanti come quelli visti in questo finale di stagione, Darboe e Zalewsi su tutti, potrebbero essere integrati definitivamente nella rosa. Pellegrini e Zaniolo dovrebbero essere i nomi di punta, quelli da cui ripartire. Un po’ come totti e De Rossi, ma a un livello decisamente più basso.
Mourinho ha sempre fatto della fisicità un punto fondamentale del suo gioco ecco perché c’è da aspettarsi una rosa di giocatori forti fisicamente, alti, prestanti, come la Roma di qualche anno fa, quando era la squadra più “alta” della Serie A, ma con più qualità.

Per quanto riguarda il modulo, Mourinho ne ha adottati diversi durante la sua carriera come il 4-3-1-2 visto ai tempi del Porto, il 4-3-3 utilizzato all’epoca della prima esperienza al Chelsea, o il 4-2-3-1, messo in pratica a partire dal secondo anno all’Inter e riproposto prevalentemente in tutte le esperienze successive, con il super lavoro richiesto agli esterni di difesa, ruoli fondamentali nei suoi schemi. Una squadra sicuramente “cattiva”, intensa per tutti i novanta minuti senza cali fisici e black out di concentrazione.

Una cosa è sicura, non sarà semplicemente l’allenatore, Mourinho sarà il manager che si occuperà di tutta la parte “sportiva” come ha sempre fatto e risponderà direttamente alla proprietà senza passare per dirigenti intermedi. Una bella differenza con i tempi di Pallotta in cui praticamente c’erano più dirigenti che giocatori.

VISITA IL NOSTRO CANALE

COSMIC SIN. RECENSIONE

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

Potrebbero interessarti anche...

This website is using cookies to improve the user-friendliness. You agree by using the website further. Privacy policy