Movimento 5 stelle: la nuova eristica

L’eristica è una evoluzione della Prima Sofistica di Protagora e di Gorgia, caratterizzata da una peculiarità: non ha nessuna importanza se il discorso possa essere vero o falso, le definizioni delle parole che vengono impiegate sono lì per puro ornamento; l’unica finalità è quella di confutare il proprio avversario e di persuaderlo mediante l’arte della retorica a cambiare opinione. Qualcosa di molto simile accade anche al giorno d’oggi, fortemente potenziato dalla presenza della rete e da un uso totalmente scorretto di essa. Il Movimento 5 Stelle ne è la prova vivente.

Tuttavia mi sembra più che giusto riconoscere che il loro capo fondatore, che per motivi a noi tutti ovvi, non poteva scendere di persona in politica, ovvero Beppe Grillo, ha avuto l’intelligenza e l’intuizione di aver compreso, illo tempore, la potenza della rete e come tramite i blog, le persone avessero la possibilità di dire la propria opinione al mondo intero affidandola ad Internet, ovvero l’insieme dei computer mondiali interconnessi. Dopo l’avvento dei social, naturalmente il “passaparola” si è ulteriormente potenziato.

I 5 Stelle sono eristi. Dietro di loro c’è Grillo, uomo di intelligenza, scaltro, che qui in Italia ha capito come sfruttare le tecnologie, cosa rara, data la scarsa cultura informatica che caratterizza questo paese e che naturalmente ha giocato a suo favore. Analizziamo insieme come attraverso internet sia possibile rigirarsi frittate di continuo, e come si possa estrapolare un discorso o anche una filosofia dei media e snaturarla. Invito i lettori di Società e Cultura a visionare quanto riportato sul Blog delle Stelle in data 27 febbraio 2019 (quando invece l’evento è del 2018, gliela passiamo come svista per non essere malfidati) e scritto da un serio studioso, massmediologo, autore di libri, nonché erede spirituale di Marashal McLuhan, cioè Derrick De Kerkchove. L’articolo si chiama “Partecipazione ed educazione nel mondo digitale” di cui il link https://www.ilblogdellestelle.it/2019/02/partecipazione-ed-educazione-nel-mondo-digitale.html#comment-section

De Kerckhove non è certo un erista, anche perché è proprio grazie al suo operato che parte della complessità della filosofia dei media di McLuhan è a noi oggi più chiara, ma è evidente come, dei suoi studi, il mero prendere un pezzo qui, un pezzo là e ancora un altro pezzo da qualche altra parte, anche una persona seria come De Kerckhove possa diventare un convinto sostenitore grillino, quando non è così.

Dice il Professor De Kerckhove nell’articolo :

“Allora la problematica è proprio questa: la democrazia oggi è penetrata da un potere molto potente. Il problema è come mediare con ‘il potere elettronico’. Il futuro della democrazia, per me, è quella partecipativa. Una democrazia che fa consulto in pubblico. A Taiwan, per esempio, si è fatta una legge con l’aiuto/partecipazione delle persone. Si è creata una piattaforma per discutere su come riequilibrare il rapporto tra i tassisti e Uber. Le persone hanno partecipato secondo un modello molto specifico di discussione e di interazione, e sono arrivati a individuare le misure che si possono inserire per soddisfare da una parte i tassisti e dall’altra Uber. Questo per me è un esempio da seguire e se possiamo fare della democrazia una democrazia partecipativa con un sistema affidabile, efficace di collaborazione tra il Governo e le persone, allora ci siamo!

Riflettiamo sui termini. Lui effettivamente parla di mediare un potere elettronico per evitare che della rete si faccia un cattivo uso suscettibile di trasformare l’utenza in cittadini della peggiore specie, intento per cui la rete non è nata. Poi parla di democrazia partecipativa, riportando l’esempio di Uber a Taiwan. Ora invito voi lettori a paragonare le nobili parole del Professor De Kerckhove con quello che il movimento 5 stelle ha fatto realmente al governo con gli alleati della Lega, riferendomi in modo particolare alla totale “solidarietà” da loro accordata all’ex (ora) Ministro dell’Interno in politiche relative all’immigrazione e alla sicurezza. Mi chiedo dove, nella piattaforma Rousseau, ci sia democrazia partecipativa, se non nell’apparenza almeno. Anche un bambino della scuola elementare capirebbe che il caso riportato dal Professor De Kerckhove non c’entra nulla con la “bolla digitale” che è la comunicazione monologica ed egosintonica (perché di partecipativo c’è poco) che si attua sulla piattaforma Rousseau, che, tra l’altro, è stata multata con una sanzione di 50 mila euro, come vi riportiamo citando la pagina web dell’ANSA data 5 aprile 2019. http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/04/04/privacy-garante-sanzione-50-mila-euro-per-rousseau_edd4ef39-0c65-4309-a839-f5aefa0a1d58.html

Il Professor De Kerckhove parla di discussione e interazione, termini che non appartengono all’ideologia del Movimento 5 Stelle neanche lontanamente, dal momento che il movimento è stato fondato da un uomo, dalla forte personalità, a cui tutti devono riferire anche in materia di scelte politiche. Un lampante esempio? Roma. Nella città di Roma, il sindaco della capitale non interviene in nulla, neanche quasi respira, se prima non si è consultata con il Signor Beppe Grillo, quindi, nella sostanza, i romani sono amministrati da Grillo. Dove sta la partecipazione, la discussione e l’interazione? Io vedo solo una gerarchia molto rigida e poco aperta alla minima flessibilità di un ordine prestabilito e del resto basta chiedere a chi ne è uscito dal movimento. E ancora De Kerchove parla di sistema “affidabile” e di “collaborazione” con il governo che è ben diverso da un movimento che di affidabile ancora non so cosa abbia e per giunta lontano anni luce da una collaborazione con il governo. Cioè queste persone non collaborano con il governo, queste persone governano, generando l’assurdo di una società privata che è entrata ufficialmente nelle vicende del Parlamento.

E fece tanto scalpore Silvio Berlusconi che svolgeva il ruolo di Presidente del Consiglio e contemporaneamente gestiva i suoi affari privati in Mediaset. Scusate, a questo punto mi chiedo, ma non è la stessa cosa con i 5 stelle? Scenario diverso, ma stesso meccanismo, senza tra l’altro dilungarmi nel ricordare che il capo fondatore del movimento 5 stelle, nei suoi spettacoli comici sparava a zero su tutti i politici e in modo particolare proprio su Silvio Berlusconi, chiamandolo molto affettuosamente “psiconano”.

Certo poi il fondatore suddetto ha attuato la stessa scalata al potere di Berlusconi che criticava, servendosi di altri “psiconani” da manipolare facilmente e signori miei… con quegli stipendi là! Credo che dopo il Parlamento europeo, i Parlamentari italiani siano i più pagati in Europa, pronta a smentirmi se, con dati alla mano, mi dimostrate che in altri paesi la politica ha costi così alti. Comunque anche se fosse, l’Italia è un paese con politici strapagati, che giustamente, invece di pensare a chi lavora, percependo ben altri stipendi, si preoccupano solo di conservare la poltrona.

Ritornando a De Kerckhove e concludendo perché i nostri lettori non associno il Professore ad un esponente del Movimento 5 stelle, riporterei un articolo comparso su Il Fatto Quotidiano e datato 21 Gennaio 2018 (la vera data della partecipazione del Professore al villaggio Rousseau), quindi prima della formazione del governo gialloverde e firmato Peter Gomez https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/21/m5s-il-sociologo-de-kerckhove-ospite-donore-a-pescara-democrazia-diretta-e-pericolosa-promette-legge-del-numero/4106007/

Citando l’articolo ” L’ospite d’onore del Villaggio Rousseau organizzato dal M5s a Pescara, il sociologo ed esperto di media Derrick De Kerckhove, smonta una teoria cara ai pentastellati M5S. ‘La democrazia diretta non c’è, c’è la ‘spia diretta’ che promette una cosa pericolosa: la legge del numero. Gli algoritmi non sono per niente democratici. Oggi la democrazia è gestita da un po’ di volontà umana e da una quantità di rete’, ha detto parlando in conferenza stampa, prima del suo intervento sulla cittadinanza digitale”

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro perché è evidente come testo e contesto possano essere eternamente staccati e rimontati se non c’è un controllo su ciò che si posta. Sicuramente i 5 Stelle hanno preso qualche appunto sul meccanismo di funzionamento di testo e contesto alle lezioni di Derrick De Kerckhove e hanno anche provato a metterlo in pratica. Ma chi ha letto De Kerckhove e McLuhan vedrà per certo nelle loro pratiche di collage, solo il tentativo maldestro di chi vuole deliberatamente e aggiungerei, con dolo, mistificare lo studio di persone serie, anche se per fortuna, questo modus operandi non attacca con tutti.

La nostra speranza come redazione di Cultura e Società, che crede nelle potenzialità della rete e nel concetto di intelligenza connettiva di De Kerckhove, è che venga molto presto distribuito il solo farmaco, unico e potente, capace di debellare questo tipo di distopie malate che solo in Italia si possono attualizzare, farmaco che si chiama educazione digitale.

Chiara Bellucci

Dottoranda in Scienze Umanistiche, Filosofia Teoretica, presso l'Università Guglielmo Marconi, Roma, Italia. Titolo del progetto: Cinema e Filosofia, analisi di un rapporto a partire da Gilles Deleuze

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