Aprono le Nuove Gallerie di Leonardo Da Vinci al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano

Un genio universale: pittore, scultore, architetto, ingegnere, astronomo, anatomista, fisico, naturalista, musicista e poeta.

Leonardo Da Vinci non voleva solo rappresentare il mondo, voleva capirlo usando tutti gli strumenti di indagine possibili.

È considerato, il padre delle arti ma anche della scienza, un genio assoluto, non solo per i suoi studi e le sue opere ma soprattutto perché con i suoi progetti e le sue ricerche è riuscito ad anticipare il futuro.

Claudio Giorgione, storico dell’arte e curatore delle Nuove Gallerie di Leonardo al Museo della Scienza e della Tecnologia, spiega «Molte erano delle sfide intellettuali, irrealizzabili a quel tempo. Un esempio? Alcuni telai per la seta e la lana che avrebbero rivoluzionato completamente la produzione»

Le gallerie riaprono oggi, 10 dicembre, con un nuovo allestimento degli oggetti che erano già in mostra ma anche con nuovi oggetti e strumenti provenienti dai depositi del museo.

Le Nuove Gallerie di Leonardo saranno una sorta di nuovo museo dentro il museo, una finestra sul genio di Leonardo ma anche suo tempo, il Rinascimento.

Nelle Nuove Gallerie i modelli degli studi del Da Vinci: dal volo alle macchine per il lavoro e la produzione, dalle macchine da guerra alle architetture, all’ingegneria idraulica, sono inseriti in un nuovo percorso di visita sia cronologico sia tematico: si tratta di 170 opere (70 modelli e plastici storici, 33 naturalia, 18 volumi antichi, 17 calchi, 14 affreschi e dipinti, 6 manufatti antichi, 13 facsimili storici)

Si parte dalla formazione nella bottega del Verrocchio come pittore e con suoi contatti con gli ingegneri toscani, tra cui Francesco di Giorgio Martino; segue quella dedicata al disegno, che usava sia per l’arte che per i suoi studi sul corpo umano e la natura e così via, per arrivare durante la visita a la sezione dedicata all’ingegneria militare con le diverse interpretazioni delle macchine belliche di tradizione militare medievale (L’arte della guerra); quella dedicata alle soluzioni tecniche per migliorare gli strumenti di lavoro e produzione, telai per lana e seta per esempio, prodotta nella Milano del tempo (Il teatro delle macchine e L’ingegno del fare); quella dedicata ai suoi studi sul volo a partire dall’anatomia degli uccelli (Il fantastico sogno del volo); le sue idee e progetti di architettura (Città ideali e perfetti corpi); lo studio e la ricerca di soluzioni delle vie d’acqua lombarde (Paesaggi e vie d’acqua); la sala dedicata alla pittura lombarda del Tardo Rinascimento (Boltraffio, Bernardino Luini) (Ispirati da Leonardo) e l’ultima dedicata alle riflessioni degli ultimi anni sulle leggi del cosmo.

La novità sta anche negli strumenti del racconto utilizzati in questa esposizione permanente: sono state aggiunte 39 installazioni tra multimediali e interattive, che aiutano la comprensione della vita di Leonardo e del funzionamento delle sue macchine esposte. Si va dal resoconto fatto dalla balia sull’infanzia dell’autore dell’Ultima cena, al funzionamento delle chiuse studiate da Leonardo ingegnere idraulico, dove vi sembrerà di camminare sull’acqua. Il Museo ha fatto, ancora una volta grazie a Leonardo, un deciso passo nel futuro.

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Redazione

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