Energia nucleare: tutti i vantaggi e gli svantaggi

Dopo le parole del ministro Cingolani si riapre il dibattito sul nucleare. Qui un approccio laico che guarda solo ai pro e ai contro

Pochi argomenti nel settore energetico vengono discussi con tanta forza come l’energia nucleare. Per alcuni, il nucleare è una fonte di energia persino sottoutilizzata.
Economico da produrre e a basse emissioni di carbonio, affermano che il nucleare dovrebbe essere una parte più ampia del mix di produzuine energetica mondiale.

Per altri, il nucleare è altrettanto dannoso se non peggiore dei combustibili fossili. Sostengono che il potenziale di una fusione nucleare come Chernobyl e Fukushima superi gli aspetti positivi dell’energia nucleare, così come i costi eccessivi e la difficoltà nello smaltimento delle scorie nucleari prodotte.

Pro – Basse emissioni di carbonio

A differenza dei combustibili fossili tradizionali come il carbone, l’energia nucleare non produce emissioni di gas serra quali metano e CO2.

Il gruppo di difesa del nucleare della World Nuclear Association ha scoperto che le emissioni medie per il nucleare sono di 29 tonnellate di CO2 per gigawattora (GWh) di energia prodotta. Molto meglio del solare (85 tonnellate per GWh) e quasi quanto l’eolico (26 tonnellate per GWh) imparagonabili le emissioni relativi ai combustibili fossili come la lignite (1.054 tonnellate per GWh) e il carbone (888 tonnellate per GWh).

Il nucleare produce all’incirca le stesse emissioni o meno delle fonti rinnovabili, quindi potrebbe essere considerato una fonte di energia rispettosa dell’ambiente.

Non intermittente

Quand’era presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pesantemente criticato l’energia eolica per la sua intermittenza, dicendo: “Quando il vento smette di soffiare, è la fine della tua elettricità”. La critica, anche se viene da Trump, è a grandi linee giusta. Le energie rinnovabili come l’eolico e il solare producono energia solo quando soffia il vento o splende il sole.

Il nucleare, a differenza, non è intermittente, poiché le centrali nucleari possono funzionare senza fermarsi per un anno e più, il che le rende una fonte di energia più affidabile.

Costi di gestione

Le centrali nucleari sono più economiche da gestire rispetto alle loro rivali a carbone o gas. È stato stimato che anche tenendo conto di costi quali la gestione del combustibile radioattivo e il suo smaltimento, il mantenimento di una centrale nucleare costerebbe tra il 33 e il 50% in meno di una centrale a carbone e dal 20 al 25% in meno di un impianto a ciclo combinato rifornito con il gas.

La quantità di energia prodotta, invece, sarebbe superiore a tutte le altre forme. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) stima che per produrre la stessa energia che produce una centrale nucleare, in un intervallo di tempo uguale per tutti, sarebbero necessarie 2 centrali a carbone e più di 3 grandi impianti alimentati da fonti rinnovabili, che occuperebbero anche molto più spazio.

Contro – Se va male…

Gli attivisti antinucleari citeranno le due catastrofi naturali per antonomasia, Chernobyl nel 1986 e Fukushima nel 2011.

Nonostante tutte le misure di sicurezza messe in atto, il tracollo di quei reattori è stato devastante per l’ambiente e per gli abitanti locali che hanno dovuto fuggire dalle aree colpite per non fare mai più ritorno.

Il vero numero delle vittime di Chernobyl non è stato mai scoperto e i danni genetici sono ancora adesso impossibili da calcolare. Al giorno d’oggi, con la globalizzazione, un evento simile potrebbe innescare una catastrofe finanziaria simile a quella causata dalla pandemia. Ricordiamoci che recentemente persino una nave bloccata nel canale di Suez ha messo in crisi i mercati. Il potenziale dell’energia nucleare vale il rischio di potenti fughe di radiazioni, evacuazioni di massa, crisi economiche globali e miliardi spesi in riparazioni?

Il fatto di non avere centrali nucleari in italia non dovrebbe farci sentire sicuri: siamo circondati da centrali nucleari. La Francia è il secondo paese al mondo per centrali attive. Tricastin, nel sud-est, regione dell’Alvernia-Rodano- Alpi, si trova solo a 180 km in linea d’aria da noi. Una distanza che in caso di incidente serio non significa niente.

Rifiuti nucleari

Un effetto collaterale dell’energia nucleare è la quantità di scorie che produce. È stato stimato che il mondo produce circa 34.000 m3 di scorie nucleari ogni anno, scorie che impiegano anni per degradarsi.

Il gruppo ambientalista antinucleare Greenpeace ha pubblicato un rapporto nel gennaio 2019 che descriveva in dettaglio quella che ha definito una “crisi” delle scorie nucleari per la quale non c’è una soluzione all’orizzonte”. Una di queste soluzioni era una “bara” di scorie nucleari in cemento sull’isola di Runit, che ha iniziato a spaccarsi. Quello delle scorie è, alla fine, il vero grande ostacolo al nucleare. E probabilmente in Italia non siamo ancora pronti a gestire uno smaltimento simile.

Costose da costruire

I costi di gestioni sono bassi, ma i costi iniziali per la costruzione di una centrale nucleare sono enormi!

Un nuovo reattore negli Stati Uniti doveva costare 3, 5 miliardi di dollari, è finito per costarne 6. Alcuni paesi non sono in grado di affrontare un costo iniziale così alto e finiscono per desistere.
Il Sudafrica, per esempio, ha annullato i piani per aggiungere 9,6 GW di energia nucleare alla sua produzione perché i reattori necessari a questo aumento sarebbero arrivati a costare 84 miliardi di dollari, quanto un recovery fund. Costi più bassi significherebbe anche risparmiare sulla sicurezza, e a quel punto allora è meglio restare senza energia.

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Redazione

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