Oggi il voto su Rousseau per le regionali in Umbria

Si torna a votare su Rousseau, la piattaforma di proprietà di Casaleggio, ormai la nostra democrazia passa da lì.

Gli “iscritti certificati” del M5S oggi sono chiamati al voto su Rousseau a proposito dell’alleanza, perché di questo si tratta, con il Pd in Umbria in vista delle regionali. Dalle 10 alle 19 i militanti grillini  registrati sulla piattaforma di Casaleggio da almeno sei mesi potranno votare sulla possibilità di sostenere alle Regionali un candidato presidente civico con il sostegno di “altre forze politiche” (hanno scritto proprio così, senza fare riferimento al PD)

Un candidato, scrivono sul Blog delle Stelle, “fuori dalle appartenenze politiche”.

Nel M5s sottolineano di aver “individuato due profili di alto livello che rappresentano al meglio la società civile. Sosterremo una delle due insieme a delle liste civiche anche se il Pd deciderà di non far parte del “patto civico per l’Umbria” (altra dichiarazione abbastanza inspiegabile visto che stanno chiedendo ai loro adepti di votare se allearsi o meno con il PD in Umbria)

La scelta sembra ormai ristretta alla sola sindaca di Assisi Stefania Proietti. Improbabile, appare infatti, la candidatura proposta da Luigi Di Maio di  Catia Bastioli, l’amministratore delegato di Novamont e presidente di Terna. (Quella dei sacchetti di plastica, l’amica di Renzi stando a quello che dicevano gli stessi grillini durante la folle rivoluzione dei sacchetti)

Ancora una volta dunque le trame di “El Cadrega” Franceschini, l’ineluttabile avengers della poltrona, dovranno passare al vaglio della Santa Piattaforma, colei che tutto può e tutto decide, diretta emanazione di sua maestà Re Davide.

La democrazia diretta è pur sempre una democrazia e tutte le democrazie del mondo per funzionare devono per forza di cosa subire dei percorsi di controllo continui. Per questo quando andiamo a votare presentiamo un documento al presidente di seggio che in quell’occasione diventa pubblico ufficiale: per rispettare queste regole, altrimenti potrei entrare in cabina con 10 schede e votare per me, mamma, nonna e Nando. Chi controlla Rousseau? Nessuno a parte Casaleggio. Nessuno può garantirci che quegli iscritti siano effettivamente utenti reali, nessuno può assicurarci che su 100 utenti reali non ce ne siano solo cinque falsi, il ché basterebbe a sballare tutto, nessuno può, per mano di legge, dirci con  certezza che i risultati uscenti da Rousseau siano effettivamente quelli della votazione. Insomma…niente! Dobbiamo prendere per dogmi le parole e i metodi del M5S. E perché mai dovremmo? Dove sta scritto?

Da nessuna parte.

Una politica che per esistere deve sottostare alla Santa Piattaforma non è politica: è subordinazione. Un processo democratico che dev’essere convalidato come un biglietto del treno attraverso Casaleggio non è un processo democratico.

E una democrazia del genere non è una democrazia diretta ma è una democrazia farlocca.

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

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