Olimpiadi. Il sogno di Roma 2024 rovinato dai 5 Stelle

Tokio passa il testimone a Parigi e cresce il rammarico per aver permesso ai grillini di privarci delle olimpiadi nella Capitale

Abbiamo ancora negli occhi la meraviglia delle immagini che ci arrivano da Tokio, la gioia degli atleti, gli ori azzurri incredibili e inaspettati, l’esultanza dei pochi addetti ai lavori presenti sugli spalti. I colori di tutto il mondo che si uniscono per celebrare lo sport e i suoi valori. Ma abbiamo anche ancora nitide nella mente le fotografie di una Tokio rinata, persino più moderna, efficiente e viva dopo la pandemia.

Le Olimpiadi sono un sogno, sono gioia ed entusiasmo, ma sono al contempo un’occasione reale e unica per una città, ma anche per una nazione, di crescere, costruire nuove infrastrutture, potenziare i trasporti pubblici e investire nelle periferie. Le Olimpiadi passano ma le opere rimangono, migliorano la città e di conseguenza la qualità della vita.

Piangeva davvero il cuore ieri nel vedere la bravissima sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, sventolare la bandiera olimpica nell’atto simbolico di raccogliere il testimone, gli atleti francesi sotto la Tour Eiffel che festeggiavano e quell’euforia contagiosa e positiva che si andava diffondendo per una “Ville” festante.

Piangeva il cuore perché quello poteva essere il nostro sogno ma ce lo siamo fatti rubare dal M5S e dalla sua politica pauperistica portata avanti da incompetenti rabbiosi e invidiosi. Gente che rappresenta la parte peggiore dell’Italia e che purtroppo per noi si è trovata e si trova, speriamo ancora per poco, a governare il nostro Paese, le nostre città e di conseguenza le nostre vite.

Roma sembrava veramente in vantaggio nel 2016, c’era la sensazione di trovarsi nettamente davanti a Parigi per quanto riguarda l’assegnazione. Il sogno olimpico era davvero a portata di mano. Sulla carta già comparivano le prime idee, come il nuovo villaggio Olimpico che sarebbe sorto a Tor Vergata, a ridosso del policlinico e che a manifestazione finita sarebbe diventato un luogo per accogliere le famiglie di quei bambini che a Roma vengono con la speranza di guarire dal tumore; con buona pace di chi dice che le olimpiadi sono uno spreco e che lasciano dietro di loro solo cattedrali nel deserto.

Poi però è arrivato il M5S con il suo enorme carico di mediocrità a rovinare tutto. La Raggi, che dopo aver trascorso il suo periodo da consigliera comunale a rovistare nei cestini dei bar cercando gli scontrini di Marino, si candida a sindaco di Roma e in piena campagna elettorale promette un referendum per chiedere ai romani di pronunciarsi sulla candidatura olimpica. Il Referendum non c’è mai stato.

Il no definitivo, quello che infrange tutto, arriva, rendetevi conto, da quel deficiente di Alessandro Di Battista. “Io ero estremamente contrario alle Olimpiadi, ma non ero sicuro che i romani la pensassero come me. In quei giorni mi domandavo se fare un referendum cittadino e proporlo durante le due settimane precedenti il ballottaggio non fosse una soluzione più morbida rispetto a un ‘no’ secco. Decisi di telefonare a Massimo, il mio meccanico, e gli chiesi di radunare un po’ di amici perché, gli dissi scherzando (ma neppure troppo), ‘dovevamo prendere una decisione politica’ “. Questo scrive quel mentecatto cronico in uno dei suoi tanti libri inutili.

Bisognerebbe interrogarsi a lungo su questa vicenda e su come gli italiani abbiano permesso a un gruppo di scappati di casa di gestire la cosa pubblica in questo modo improvvisato, sciatto e grottesco.

Fa rabbia, oltre che tristezza, fa rabbia perché finalmente adesso questi personaggi stanno sparendo, vomitati via da un organismo Italia che si sta disintossicando e sta guarendo. Rimane per ora il loro olezzo simile a quello che si respira in questi giorni camminando per una Roma sommersa dai rifiuti, ma è una scia che si va via via indebolendo, tra poco sparirà del tutto e quando a Parigi l’ultimo tedoforo accenderà il braciere del sacro fuoco di Olimpia, il M5S sarà solo un ricordo, ma i danni che hanno fatto, negando a Roma l’olimpiade, resteranno per sempre.

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