Poltronificio a Cinque Stelle

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Di Maio ha sistemato quasi tutti i suoi compagni di liceo, ma non è il solo nel M5s che si preoccupa degli amici. La nuova Casta sono loro

Altro che poltrone e sofà, dove i saldi non finiscono mai. Ogni posto è buono per poggiare le terga di qualche grillino. A fare questa denuncia è stato poche settimane fa il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.  Noi come Cultura & Società non ci riconosciamo nei valori del partito di Giorgia Meloni, tuttavia, per onestà intellettuale e pur rimanendo ben lontani da quel mondo dobbiamo riconoscere che Donzelli ha fatto una denuncia circostanziata fornendo nomi e cognomi dei tanti miracolati grillini. Una lottizzazione decisamente scandalosa di cui stranamente non se ne parla abbastanza.

In pochi mesi l’imbarazzante ministro degli Esteri  ha piazzato una combriccola di 70 amici fedelissimi ovunque, dentro ministeri, banche, società partecipate ed enti pubblici. Obiettivo: rafforzare la sua personale rete di potere e riconquistare in questo modo il Movimento. Settanta nomine ad amici degli amici con stipendi, quelli sì, davvero a 5 Stelle. Una poltrona per tutti gli amici, come Francesco Floro Flores con il quale il ministro Di Maio aveva un vecchio debito di riconoscenza. O Carmine America. Sapete chi sia? Ex compagno di scuola di Di Maio è entrato, senza nessun merito, nel consiglio d’amministrazione di Leonardo. Stipendio raddoppiato, visto che già viene stipendiato dalla Farnesina (cioè da noi) come consulente dello stesso ministro.

L’elenco fornito dal deputato di Fratelli d’Italia è lungo. Una lottizzazione in piena regola. La nuova Casta è più ingorda che mai.

In poche ma semplici parole il M5S si è trasformato proprio in quella Casta contro la quale inveiva rabbiosamente. Metamorfosi sorprendente quella dei deputati grillini che all’inizio della loro avventura politica neanche entravano alla buvette di Montecitorio. «Noi il caffè ce lo andiamo a bere al bar, come cittadini normali». Però dopo qualche settimana erano già tutti lì o nei costosi ristoranti del Pantheon. Le battute fuori ai locali si sprecano “erano arrivati con il panino nello zaino ma adesso non si perdono un filetto o un risottino alla crema di scampi”

I grillini insomma si sono abituati alla bella vita e adesso nessun parlamentare vuole tornarsene alla vita di prima, fatta di redditi zero e disoccupazione. Stando a quello che fino a poco tempo fa era l’indiscutibile limite dei due mandati, a fine legislatura dovrebbero trovarsi un posto di lavoro o rivolgersi all’INPS per il reddito di cittadinanza Bonafede, Fico, la Castelli, Fraccaro, Di Stefano, Crimi, Ruocco, Toninelli, Taverna e lo stesso Di Maio, il più attivo nel cercare di abolire la regola cominciando a introdurre per i consiglieri comunali il «mandato zero».

«Giggino, scusa, ma cos’è?», chiese, ingenuo, Crimi. «Che cos’è? Semplice: il primo mandato non lo contiamo più», rispose Giggino

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Ma torniamo ad occuparci di poltrone e della cosiddetta Paranza di Giggino

Emblematico è il caso dei due fidanzati, diventato di pubblico dominio dopo l’inchiesta del Il Giornale, Salvatore Barca e Assia Montanino, neanche a dirlo compaesani del ministro degli esteri Lugi di Maio: i due, entrambi con un passato di attivisti M5S, senza nessun merito hanno trovato due ottime sistemazioni al ministero dello Sviluppo Economico.

Ad Assia Montanino il buon Di Maio ha donato la poltrona di segretario particolare al Mise, stipendio pari a 72 mila euro l’anno.

A Barca invece  Di Maio ha affidato la guida della segreteria. Stipendio di poco superiore alla sua fidanzata così che i due intascano in un anno quasi 150 mila euro.

Non ci sono però soltanto America e i due fidanzati nella lista di amici di Di Maio che hanno fatto improvvisamente carriera, trovandosi catapultati verso posizioni prestigiose. A Fincantieri ha fatto il suo ingressoPasquale De Falco, indicato dal Movimento Cinque Stelle, altra conoscenza di vecchia data del ministro degli Esteri. Il giornalista Paolo Bracalini sulle pagine de Il Giornale lo descrive come “sconosciuto commercialista ovviamente di Pomigliano d’Arco, titolare di uno studio sito a soli 800 metri dalla casa di Di Maio”. Anche lui proviene dal liceo Imbriani. C’è anche un altro De Falco, Dario, tra i ragazzi d’oro di Pomigliano volati verso incarichi di prestigio. Capo della segreteria politica di Di Maio quando quest’ultimo era vicepremier, è rimasto a Palazzo Chigi anche dopo l’avvento del governo giallorosso come consigliere del sottosegretario Riccardo Fraccaro. Nel suo curriculum, spiega il Foglio, c’è un triennio da “collaboratore presso lo studio del dottor commercialista Pasquale De Falco”, ovvero l’altro amico di Di Maio.

Tra i fortunati del liceo Imbriani ci sono poi Valeria Ciarambino, capogruppo del M5S in Campania che ha avuto Di Maio come testimone di nozze e ha visto il marito diventare portaborse per una europarlamentare grillina, ed Enrico Esposito, che il ministro degli Esteri l’ha incrociato anche all’Università di Napoli. Oggi è il capo dell’ufficio legislativo al ministero dello Sviluppo Economico. Assia Montanino non ha frequentato il liceo Imbriani, ma le origini comuni (Pomigliano D’Arco, ovviamente) l’hanno portata al Mise, capo segreteria del ministro. Una generazione veramente in gamba, non c’è che dire. O forse, direbbe qualche maligno, parecchio fortunata.

Sembrerà strano, ma evidentemente il liceo classico Imbriani di Pomigliano d’Arco pare sfornare continuamente dei veri e propri talenti.

Anche Roberta Rei delle Iene è piombata sull’argomento: diverse persone che hanno studiato presso il liceo in questione ora svolgono ruoli istituzionali importanti. E molti, che sarebbero ex compagni del ministro degli Esteri, hanno fatto davvero grandi carriere pubbliche.

La giornalista de Le Iene ha contattato Aniello Nazaria, detto Nello: “Noi battevamo tanto sul fatto di non assumere parenti e amici, fidanzati, mariti, e invece lo abbiamo fatto anche noi e peggio pure”. L’attivista pentastellato ora è amareggiato: racconta che alle Politiche del 2018 era stato scelto per la Camera dei Deputati, ma qualcosa è andato storto: “Tutti mi hanno detto che secondo la legge e i calcoli ero stato eletto, ma loro dicono di no”. Effettivamente, come si evince dallo speciale elezioni del sito La Repubblica, l’uomo risulta eletto. È mai andato in Parlamento? La risposta è negativa, e non perché sia un assenteista. Piuttosto che applicare l’articolo 84 della legge elettorale per l’assegnazione dei seggi avanzati in altre circoscrizioni, sarebbero stati applicati altri articoli e criteri con il benestare del Movimento.

Tra i candidati che sarebbero stati favori al suo posto figurerebbe Lucia Azzolina, l’attuale ministro dell’Istruzione finito al centro dell’ennesima bufera: “Dal Movimento risposte, chiarimenti, umanità e solidarietà zero”. Nello non si abbatte e perciò ci riprova in occasione delle Europee, ricevendo 925 voti dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau e classificandosi come primo in Campania: “Mi sono preparato per le elezioni, ho fatto anche la fotografia ufficiale ma il giorno prima vengo escluso con una email, mandata dallo staff che non si sa chi sia“. Nella mail gli viene contestata una sorta di incoerenza sulla candidatura: lui chiede immediatamente spiegazioni, che però non sarebbero mai arrivate. “Nessuna risposta, sono stato fatto fuori senza nemmeno una spiegazione”, ha aggiunto.

A dare parere negativo sulla sua candidatura sarebbe stato lo stesso Di Maio. Mai una chiamata, mai un chiarimento: “Il più votato della sua regione viene escluso da lui senza alcun motivo? Questi hanno massacrato anche la democrazia diretta!”. Al suo posto, come primo dei non eletti, entra una persona ben precisa: Luigi Napolitano, un altro degli amici di studio dai tempi dell’università. “Non voglio pensare a questo ma mi chiedo perché le cose strane succedano tutte a me. Vengono assunte persone di Pomigliano in consigli di amministrazione un po’ ovunque, dappertutto”, riflette Aniello.

Meglio nascere fortunato che ricco, recita un vecchio proverbio. E la fortuna, di questi tempi, sembra essere quella di aver frequentato quel liceo Imbriani del Comune campano di Pomigliano d’Arco dove l’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio sedeva sui banchi. I compagni di scuola del leader del Movimento Cinque Stelle hanno fatto quasi tutti carriera e godono oggi di posizioni (e stipendi) più che invidiabili.

E per fortuna che loro rappresentavano il cambiamento!

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Redazione

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