Renzi e le riaperture

Il leader di Italia Viva è il primo a dirlo chiaramente che così non si può andare avanti, ma per adesso le sue parole hanno suscitato molte reazioni negative.

Se governassero i medici riapriremmo solo quando il vaccino sarà stato fatto a tutti, poi se nel frattempo il mondo così come lo conosciamo è crollato, per loro andrebbe bene lo stesso. Quello che i medici non dicono, e probabilmente neanche pensano, è che se restiamo tutti a casa, tra un mese o al massimo tra due non ci saranno i soldi per pagare il loro stipendio.

Se  governassero gli economisti lascerebbero passare il virus chiudendo meno attività possibili, adottando, forse, dipende da quanto è cinico l’economista, giusto qualche precauzione. Alle pandemie seguono sempre periodi floridi: il Rinascimento è figlio della Peste.

Se governassero i militari vedremmo azzerate, o quasi, le nostre libertà personali.

Ecco perché nelle democrazie liberali come (ancora lo è) la nostra non governano i medici, gli economisti o i militari ma governano i politici. È compito infatti della politica mediare, calibrare, considerare tutti gli aspetti e la “parte di ragione” di ognuno per poi creare soluzioni indirizzate al benessere della Nazione.

Dovrebbe funzionare così ma in questo periodo gran parte della politica, in Italia, ha abdicato al suo ruolo e ha paura di guardare in faccia la realtà. Eppure la realtà è semplice: così non possiamo andare avanti.

A dirlo ci ha provato oggi Matteo Renzi nella sua intervista all’Avvenire.

Bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi, specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione. Serve attenzione, serve gradualità, serve il rispetto della distanza. Ma bisogna riaprire.

E ancora

l’Italia non può stare ibernata per un altro mese perché così si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate. È per questo che le istituzioni devono agire senza perdere nemmeno un giorno

Nel resto dell’intervista il senatore Renzi prosegue in ragionamenti sensati parlando di piani per la riapertura, sospensione di tasse, affitti e mutui ma anche del ritorno a scuola e indica orientativamente la data del 4 maggio.

Parla di futuro insomma, perché dovrà esserci o no un futuro dopo? E questo futuro non è forse il caso di iniziare a pianificarlo?

Cos’ha detto Renzi di sbagliato? Niente, eppure è stato sommerso dalle critiche ma, fidatevi, sono critiche di chi si rifiuta di guardare in faccia la realtà delle cose.

Sono le critiche di Grasso che si  rattrista leggere che un ex Presidente del Consiglio, in un momento così difficile, pur di  stare al centro dell’attenzione faccia proposte dannose. Riducendo il discorso sensato di Renzi alla sua voglia di far parlare di se. Ma a Pietro Grasso però, e non è populismo dirlo, lo stipendio gli arriva ugualmente. Pietro Grasso, anche per suoi meriti, non sta nella condizione di dover contare i soldi per fare la spesa, ma le famiglie sì. Pietro Grasso, e lo diciamo con rispetto, da profondo conoscitore dell’argomento sa bene che gli spazi lasciati vuoti dallo Stato vengono riempiti da qualcun altro, senza specificare chi perché avete già capito; da uno come Pietro Grasso ci si aspettava un intervento più articolato e soprattutto una riflessione più attenta su quella parte del discorso in cui Renzi dice che al Sud sta avanzando l’usura. Liquidare tutto con “pur di stare al centro dell’attenzione” dimostra non solo un’imbarazzante miopia politica, ma anche un po’ di arroganza.

Sono le critiche di Fratoianni, che parla di apprendisti stregoni che creano confusione vanificando gli sforzi degli italiani…

Fratoianni è quella sinistra che vive nell’irrealtà, scollegata dal mondo reale, una sinistra fatta solo di tante e tante e tante chiacchere da salottino. Fratoianni è quella sinistra che mentre qualcuno, in questo caso Renzi, parla di sospensione di tasse, affitti, mutui, snellimento dei modi burocratici per accedere agli aiuti, cittadinanza agli immigrati che lavorano e far emergere il lavoro nero per poi sanarlo; mentre Renzi parla di questo, Fratoianni è quella sinistra che dice “io sono di sinistra, lui è di destra”

Fratoianni è una di quelle persone che a un certo punto ti fa sbottare e allora gli dici “Sai che c’è? Tienitela la tua sinistra!”

Sono soprattutto però le critiche di chi non legge, di chi si ferma solo al titolo e poi corre su Facebook a scrivere “Renzi vuole riaprire le scuole, vuole mandare a morire i nostri figli”

Signori miei, Renzi ha parlato del 4 maggio, non di lunedì prossimo, se da qui a un mese il lockdown non avrà prodotto un significativo abbassamento dei contagi tale da farci ragionare su un gradevole ritorno alla normalità, allora il problema non saranno più le scuole aperte o chiuse, fidatevi.

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