Renzi sui grillini: erano la novità, adesso sono il passato.

E su Di Maio aggiunge: il mondo politico è pieno di miracolati che ottengono dal leader posti e incarichi

Riportiamo i punti più importanti dell’intervista fatta dal Messaggero al leader di Italia Viva.

Di Maio lascia il ruolo di capo politico M5S: un colpo alla tenuta della maggioranza, presidente Renzi, o al contrario un assist alla coalizione?

«Non so se le dimissioni di Di Maio avranno un effetto positivo o negativo sui 5Stelle. Penso che i grillini abbiano iniziato una inesorabile discesa. Erano la novità, adesso sono il passato: del resto è facile fare il populista quando sei all’opposizione, ma se vai al governo tutto cambia. Anche l’esperienza di Virginia Raggi a Roma dimostra che i 5Stelle sanno fare opposizione ma non sanno governare. Detto questo, provo rispetto umano per Di Maio: il mondo politico è pieno di miracolati che ottengono dal leader posti e incarichi. Quando sei al top tutti ti adulano, quando perdi tutti ti massacrano. Di Maio conoscerà l’amaro sapore che ha l’ipocrisia degli ex amici: nulla di nuovo sotto il sole, è capitato anche ad altri. E ancora capiterà».

Ma come si è trovato a lavorare con M5S? Da fuori l’impressione è che le diffidenze non solo non siano scemate, ma semmai cresciute. Sbaglio?

«Non ho rapporti diretti. Ma al netto di talune relazioni personali io non ho cambiato idea sui grillini e loro non hanno cambiato idea su di me. Stiamo insieme per una ragione di emergenza, non perché ci siamo fidanzati. E sul reddito di cittadinanza o su Quota 100 o sulla gestione dei rifiuti di Roma o sul giustizialismo continuo a pensarla in modo radicalmente diverso. Ma al Paese serve un governo che stabilizzi il quadro e non esasperi le tensioni: e l’Italia vale più delle mie legittime simpatie o antipatie. La politica si fa col sentimento, non col risentimento»

Domenica si vota in Emilia: anche lei, come Delrio, pensa che ci saranno, checché ne dica Conte, ripercussioni politiche?

«Lascio a Delrio le strategie politicistiche per il dopo. Io spero che vinca Bonaccini per l’Emilia Romagna. Ma comunque vada il giorno dopo non si deve aprire la crisi di governo. Apriamo i cantieri, altro che le crisi».

Lei ama ripetere che per quanto la riguarda la legislatura deve andare avanti fino al 2023: al nostro giornale, un paio di mesi fa, ebbe a dire “non so se con Conte o no”. Oggi come la pensa?

«Io non ho cambiato idea. Spero che da lunedì Conte cambi passo. Perché serve un’Italia che torni a crescere. E che riprenda il suo ruolo in Europa e nel Mediterraneo. Il tempo dei rinvii è finito». L’intervista completa è disponibile qui

Redazione

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