Rocco Schiavone. Fine terza stagione.

Ieri sera è andata in onda l’ultima puntata della terza stagione. Diamo subito la bella notizia, la quarta stagione si farà.

Quando finisce un percorso bisogna necessariamente tirare le somme, fare un bilancio, decidere cosa ha funzionato e cosa no. In Rocco Schiavone funziona tutto benissimo. Da molti è stata definita come un ibrido tra la TV americana e quella italiana, una specie di mix. Non siamo d’accordo perché significherebbe considerare questa serie un incrocio tra Il Commissario Montalbano e True Detective, tra Don Matteo e il tenente Colombo.

Rocco Schiavone non è niente di tutto questo. Certo, sono presenti delle somiglianze con alcune delle più apprezzate serie Crime americane ma sono per lo più tecniche, di fotografia e di montaggio, sceneggiatura e impianto narrativo sono invece originalissime e hanno una qualità  ben superiore alla media italiana.

Rocco Schiavone è semplicemente un prodotto riuscito bene, una novità che evolve la “serialità poliziesca” italiana portandola a un livello in cui mai era arrivata prima. Sì, abbiamo avuto dei bei telefilm, Gomorra su tutti, ma abbiamo avuto anche decenni di Cesaroni, Squadre Antimafie e Nonni Libero, immondizia se paragonati a quanto viene prodotto oltreoceano.

Con questa serie non siamo arrivati certo ai livelli della prima True Detective, probabilmente non ci arriveremo mai perché non abbiamo né i soldi per produrre una cosa del genere, né Matthew Mcconaughey e Woody Harrelson ma soprattutto non abbiamo un Nic Pizzolato a fare da show runner, però siamo andati oltre a tutte le serie poliziesche fatte fino a oggi qui da noi.

Ci sentiamo di affermarlo chiaramente: Rocco Schiavone è la migliore serie poliziesca fatta finora in Italia.

E lo è perché ogni cosa sta bene lì dov’è stata messa.

Le storie di puntata, innanzitutto. Non è un giallo e quindi a nessuno interessa scoprire chi è l’assassino, il burbero investigatore romano ci accompagna alla verità senza neanche farcene accorgere, tra un mecojoni e una passeggiata con Lupa lui risolve sempre il caso ma lo fa quasi in sordina. Il “caso” è sempre tenuto in sottofondo anche se dovrebbe essere il motore della puntata.

Aosta. Sì perché Aosta è più protagonista di Giallini, con i suoi paesaggi grigi, le sue strade eleganti, il legno nelle case, il freddo che è talmente freddo che fa venire freddo anche a noi che guardiamo, le sue montagne bianche, il suo sembrare racchiusa in una di quelle palle di vetro con la neve le fanno conquistare la scena in ogni inquadratura. Rocco Schiavone poteva funzionare solo in un ambiente così.

Giallini. Senza dubbio questo personaggio gli sta addosso in modo meraviglioso, è lui, l’ha fatto suo senza rimanerne schiavo e questo può succedere solo a un grande attore. Un altro ne sarebbe rimasto schiacciato restando “Rocco Schiavone” per tutta la sua carriera. A Giallini non succederà di certo perché ha messo il suo stile, la sua cadenza, le sue smorfie al servizio del Vicequestore, gli ha prestato il suo talento e può riprenderselo quando vuole per portarlo altrove.

Il resto del cast anche funziona alla grande, a noi piacciono tutti ma una menzione speciale la vogliamo riservare sia al giovanissimo Carlo Ponti che interpreta Gabriele e soprattutto al bravissimo Massimo Reale, il dottor Fumagalli che nel corso delle puntate è diventato un punto fermo della serie tanto che adesso immaginare un Rocco Schiavone senza di lui ci sembra impossibile. Se in Italia fossero capaci a fare serie TV starebbero già lavorando a uno spin off con lui protagonista, purtroppo non succederà.

Tornando a quanto visto ieri, ossia la puntata che chiude questa terza stagione, abbiamo deciso di non commentare nulla perché molti andranno a rivedersi la  serie su Raiplay e noi non ci sentiamo di rovinargli la visone, tuttavia siamo costretti a lasciar intuire che qualcosa di importante è successo, un avvenimento che cambia tutto e che ci porta a chiederci cosa succederà adesso.

Lo sapremo, non prestissimo ma lo sapremo perché, e qui sta la  buona notizia, Rocco Schiavone continua, Rocco Schiavone 4 si farà. Non c’è stata ancora comunicazione ufficiale della Rai e della produzione, ma l’annuncio era arrivato, in realtà, diversi mesi fa, quando in occasione del conferimento dell’onorificenza di Ami de la Vallée d’Aoste, la cittadinanza onoraria valdostana, a Marco Giallini, la produttrice creativa della fiction Maddalena Rinaldo (Cross Production) aveva svelato che il progetto avrebbe avuto seguito e che Rocco Schiavone 4 arriverà nel 2020

Non abbiamo scritto niente su Isabella Ragonese perché davvero non ne sentiamo la necessità. In ogni apparizione diventa padrona assoluta della scena, anche restando in silenzio ci descrive benissimo il suo personaggio, le basta un sorriso per perdonare, uno sguardo per condannare ma fondamentalmente lei sta lì per ricordarci la verità: Rocco Schiavone è soprattutto una grande storia d’amore.

Redazione

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