Salvini contro Renzi

Salvini contro Renzi. Lo scontro tra i due Matteo andato in onda ieri da Vespa ha evidenziato tutti gli attuali limiti della politica italiana.

Pochissime idee espresse nello scontro, si è trattato infatti più che altro di un combattimento tra galli ben moderato da un esperto organizzatore qual è Bruno Vespa. Chi si aspettava un duello all’ultimo sangue, una resa dei conti fatale, è rimasto deluso.

Renzi si è prodigato soprattutto in una  gigantesca operazione pubblicitaria del suo nuovo partito e ha impostato gran parte del dibattito sull’elencare i risultati del suo precedente governo, ha affondato un paio di stilettate velenose grazie alla sua prontezza di riflessi nel cogliere le occasioni per fare battute che il suo avversario gli ha fornito. Salvini dal canto suo replicava con tentativi di mostrarsi più arguto e simpatico dell’altro, in qualche occasione gli è riuscito di entrare in mezzo-tempo nella guardia di Renzi e sferrare qualche dritto ben assestato ma che non ha messo KO l’avversario. Sembrava, infatti, che ambedue cercassero la battuta più spiritosa della serata, in qualche momento ci sembrava di assistere a una sorta di “battle” tra comici in attesa dell’applausometro che avrebbe poi determinato il vincitore. Alcuni parti sono stati anche esilaranti se inquadrate sotto l’ottica dello spettacolo, deprimenti se prese come cartina da tornasole della politica italiana.

Vespa verso la fine, con il suo tipico sorriso sardonico ha fatto presente ai due contendenti che secondo lui il verso scopo di entrambi sarebbe fare la festa a Conte, a quel punto sia Renzi che Salvini, alzando le mani hanno esclamato quasi all’unisono “ma chi io?…no…no…quando mai” con la faccia innocente di chi vorrebbe discolparsi dopo essere stato trovato con la pistola fumante ancora in mano.

A un telespettatore attento comunque non sarà sfuggito l’unico dato politico emerso nella serata: su molte cose i due sono d’accordo, ecco perché hanno concentrato il loro fuoco sugli argomenti che maggiormente li dividono, come quota 100.

Ci sarebbero molte critiche da muovere a entrambi. A Salvini va rimproverato, come sempre, il suo rifugiarsi ogni volta nell’argomento migranti anche quando quest’ultimi non c’entrano niente con la domanda posta o con l’argomento specifico trattato in quel frangente. Il suo è il tentativo di portare tutto in quel terreno che è stato fertilissimo per far crescere il suo consenso.

Di Renzi invece non ci è piaciuta affatto la sua narrazione che tenta di imputare al solo Salvini gli sbagli del precedente governo. Il senatore fiorentino sa benissimo, come tutti noi, che le colpe vanno egualmente redistribuite tra la Lega e il M5S però, come tutti voi, si sente in imbarazzo nell’accusare gli attuali alleati di governo (che nel frattempo se la godono nel vedere lo spettacolo)di tutte le nefandezze compiute dal vecchio ministro dell’interno.

Stabilire un vincitore quindi, in un contesto del genere, risulta difficile anche perché prendere come parametro le reazioni sui social network è impossibile. Per i fan infatti l’uno ha “asfaltato” l’altro e viceversa. I commenti dei neutrali invece manifestavano soprattutto la volontà di vederli sparire entrambi. Non ce la sentiamo neanche noi di decretare un vincitore. Renzi ha attaccato ma Salvini è un incassatore robusto non facile da buttare giù ed è abile ad uscire dalle corde. A vincere è stato solo Vespa, con il suo 25% di share e 4 milioni di telespettatori, tantissimi visti gli orari. A perdere, considerando che Renzi e Salvini sono attualmente i due leader politici più importanti d’Italia, è stata la politica. Una politica sempre più a corto di argomenti, carente di serietà, ridotta a un reality show con in palio qualche punto di consenso in più.

Redazione

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