Sciacallo Zero

Anche in tempi di emergenza sanitaria nazionale Salvini si dimostra campione di sciacallaggio. La sua demagogia inutile e aggressiva però inizia a infastidire i suoi seguaci

Fino a tre giorni fa continuava a strillare chiedendo in modo perentorio di fermare gli sbarchi per arginare la diffusione del Covid-19. Per settimane ha fatto incredibili quanto improponibili acrobazie logiche e sintattiche cercando di mettere insieme in un pensiero razionale il numero dei migranti arrivati nel nostro Paese e il Coronavirus. Operazione complicata, anche per un fuoriclasse del “nonsense” come lui, visto che il virus era localizzato in Cina, non in Africa. Poi è passato ad accusare il governatore della Toscana, Rossi, di non effettuare tutti i controlli necessari per tutelare la salute dei cittadini, salvo poi scoprire però che il virus in Italia c’era già ma non era arrivato con un barcone di naufraghi e non si trovava neanche in Toscana, ma al nord, in Veneto e Lombardia.

Uno shock del genere avrebbe messo a tacere chiunque, ma non lui che incurante dei pericoli di certe giravolte è passato da “è colpa dei barconi” a “è colpa del Governo” in un attimo.

Non che da lui ci si aspettava un comportamento diverso, sia chiaro, conosciamo la sua politica fatta solo di provocazioni semplicistiche così come conosciamo la sua abilità nel cavalcare la rabbia popolare, la sua maestria nell’agitare le masse fornendo loro un prima un colpevole e poi una soluzione tanto semplice da poter entrare in uno slogan. Epidemia: problema. Chiudete le frontiere: soluzione. Ecco riassunto il Salvini pensiero, questo schema infatti lo ripropone per ogni situazione, evitando di fornire ai suoi elettori una soluzione vera, noiosa e difficile da capire come lo sono tutte le soluzioni.

In questo caso però speravamo in un maggior garbo istituzionale, neanche a noi sta simpatico Conte, ci mancherebbe, ma chiederne oggi le dimissioni, in piena emergenza, è follia, inoltre ci sembra davvero assurdo il fatto che Salvini non abbia neanche risposto alle telefonate del premier. Questo suo modo di provocare per voltarsi dall’altra parte quando si cercano soluzioni è dannoso per tutto il sistema Italia e questo stanno iniziando a capirlo anche i suoi elettori, specialmente quelli che in passato si definivano moderati, è proprio da loro che sono arrivate critiche per un atteggiamento che oltre a creare allarmismo non contribuisce in nessun modo a risolvere l’emergenza.

I tempi delle accuse al governo arriveranno, ma nei giorni caldi, nei giorni del pericolo una Nazione deve unirsi e collaborare, poi partiranno i processi pubblici, perché partiranno, statene certi, anche perché a voler essere pignoli non sono pochi gli sbagli compiuti sia da Salvini che dalle amministrazioni leghiste. Per prima cosa, sa da un lato chiede compulsivamente di rispettare le regole che vengono imposte in questi casi dall’altro lui si  riunisce con 1.500 persone nel chiuso di in un padiglione a Genova, inoltre è stato proprio il Veneto, a guida leghista e dove si è sviluppato il focolaio, ad aver smesso di fare i test sui cinesi che rientravano in Italia.

Gli sbagli che hanno portato l’Italia a diventare il terzo paese per numero di contagiati nel mondo sono stati fatti a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica. La Lega non è esente da colpe. Nessuno lo è.

Redazione

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