Scemi di Covid

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Come gli scemi di guerra ma senza che ci sia stata la guerra. Ecco chi sono i nuovi scemi di Coronavirus nati dalla pandemia.

“Scemo di guerra” è un’espressione usata ancora oggi, la conosciamo tutti e chissà quante volte l’abbiamo usata per descrivere un qualche amico non propriamente brillante, il Toninelli del paese, l’imbelle che si crede più furbo degli altri ma che finisce sempre per coprirsi di ridicolo e così via.

Gli scemi di guerra erano l’eredità del primo conflitto mondiale; la Grande Guerra, si trattava di uomini tornati dal fronte sotto shock, con gravi disturbi mentali. Ce n’era uno quasi in ogni famiglia.

Adesso è il tempo degli SCEMI DI COVID e possiamo solo sperare che non ne verremo invasi, anche se le premesse non lasciano presagire niente di buono.

Gli scemi di Covid si collocano agli estremi delle due scuole di pensiero predominanti: I fanatici del lockdown e i negazionisti.

Scemi di Covid lo sono stati per esempio i delatori della quarantena. Loschi individui che nascosti dietro le tapparelle, nella semi oscurità del loro salottino, hanno passato giorni e giorni a spiare vicoli, stradine, piazzette condominiali alla ricerca di un qualche vicino delinquente che stava commettendo il reato di “boccata d’aria fresca”. Nonostante non fosse scritto da nessunissima parte che non si poteva  mettere il naso fuori dal portone, i delatori della quarantena hanno fatto più segnalazioni possibili, intasato le linee del 112, richiamato sul posto innumerevoli pattuglie dei vigili urbani. Annotavano giorni e orari d’uscita dei loro vicini, grazie a degli specialissimi occhiali riuscivano a guardare dentro le buste della spesa e se i conti non tornavano, se scoprivano che in tre giorni avevi comprato più di due litri di latte, allora scattava la segnalazione per essere uscito senza averne realmente bisogno. Probabilmente sono ancora lì, con la fronte spiaccicata sul vetro a pattugliare. Qualcuno vada a liberarli.

Sempre tra “i fanatici del lockdown” possiamo considerare scemi di Covid i Contusi. Chi sono costoro? I contusi sono i novelli fan del Conte, inteso come Giuseppi, il, ahinoi, presidente del Consiglio. I contusi tempo addietro erano fieri oppositori di Salvini, adesso continuano a opporsi a Salvini ma ha hanno dimenticato che Salvini tutto quello che ha fatto quand’era al governo lo ha fatto con il bene placido di Conte. Quota 100? L’ha fatta con Conte. I migranti tenuti prigionieri sulle navi? C’era Conte. Il Viminale usato come un ufficio di propaganda? Sempre Conte, e via discorrendo. La scemenza da coronavirus si manifesta nei contusi causando azzeramenti totali della memoria a medio-breve termine. Non si ricordano di quanto successo prima, considerano solo il presente. Sono irrecuperabili, c’è qualcuno tra loro che è arrivato a sostenere che il Conte di Salvini sia in realtà un’altra persona, un altro tizio proprio, rispetto al loro Conte che è santo, immacolato, salvatore della Patria e ha gestito benissimo la pandemia. Vanno ricoverati e basta, sperando che la medicina possa aiutarli in qualche modo.

Gli ipocriti da regime: categoria di scemi di Covid prevalentemente di sinistra. Erano quelli del vietato vietare, i libertari, quelli delle coscienze collettive. Gli ipocriti da regime hanno accettato qualsiasi limitazione: hanno visto gli elicotteri rincorrere runner solitari e non hanno sollevato nessuna obiezione, hanno visto carabinieri frugare nelle buste della spesa e sono rimasti in silenzio. Se a imporre quelle limitazioni fossero stati Salvini e la Meloni possiamo dire con certezza che gli ipocriti da regime avrebbero gridato alla dittatura, al ritorno del fascismo, alla fine della democrazia. Siccome però non c’erano quei due al governo, gli ipocriti da regime hanno accettato persino un parlamento eletto messo in disparte. Due pesi e due misure. Le Sardine appartengono a questa categoria di scemi di Covid.

I fanatici del lockdown in senso stretto. Sono quelli che con il lockdown si eccitavano. Quelli che volevano tutto chiuso. Per la maggior parte sono dipendenti statali o pensionati, tutta gente che durante la pandemia non ha perso un centesimo. Secondo loro bisogna, ancora adesso, chiudere qualsiasi cosa che abbia una serranda, sbarrare qualsiasi strada frequentata, normalmente, da più di tre persone al giorno. Durante la quarantena sono stati tappati in casa a inveire sui social contro chi chiedeva chiarimenti e a disprezzare chi dopo due mesi di lontananza si interrogava sul termine “congiunto”. Amano la solitudine e vorrebbero trasformare le nostre città in deserti chiusi, senza nessuno in giro. Quello che non capiscono è che senza le persone che tentato di riaprire i negozi la loro pensione o il loro stipendio statale arriverà forse per un altro mese, massimo due, poi basta. A differenza di altre categorie sconfiggerli è facile: basta minacciarli con un’ipotesi molto probabile “Se non riaprono i negozi, se non ripartono le attività, ci saranno tagli alle pensioni e agli stipendi statali!” Allora a quel punto il fanatico del Lockdown diventa immediatamente un fanatico della riapertura e inizia a correre per strada gridando “Aprite tutto! Aprite tutto! Tornate a lavorare! Lavativi! Parassiti, dovete lavorare!”

I fanatici del lockdown non sono belle persone, sono anime annerite dall’odio e in cuor loro guardano i dati sperando in un’impennata di morti e di ricoveri, così potranno dire il loro “ve l’avevo detto io che bisognava star chiusi”, per disattivarli basta minacciarli con l’ipotesi di prima, e allora dopo un attimo di riavvio cominceranno a gridare di aprire tutto. Sono pericolosi, ma in fondo divertenti.

Anche tra  i negazionisti non mancano gli scemi di Covid, anzi. A saltare subito all’occhio è la categoria dei Complottisti no-vax. Questi erano abbastanza scemi anche prima, ma il coronavirus li ha peggiorati, e molto. Sono tanti e a loro volta provenienti da diverse sottocategorie, un universo di terrapiattisti, di “combatti Big Pharma”, di “è colpa di Soros, dei Rothschild”, di “i TG non ci dicono la verità”. Un esercito di scemi di Covid che adesso si sono tutti riunificati nel negare l’esistenza della pandemia e nel rifiutare a prescindere il vaccino. Credono a tutte le Fake News possibili e immaginabili, vengono presi per il culo da anni ma loro non demordono. Precedentemente erano grillini, ma siccome i grillini per loro natura cambiano idea ogni cinquantatré secondi netti  adesso i complottisti no-vax sono perlopiù leghisti, ma solo perché il M5S è al governo; altrimenti ne avremmo letti di grillini pronti a giurare che la Pandemia sia un gigantesco complotto per farci vaccinare tutti, ah se ne avremmo letti, potete giurarci.

Tra i complottisti meritano una menzione speciale i “Virus dell’INPS”, scemi di Covid che sostengono sia stata l’INPS la vera artefice della diffusione del virus, allo scopo di far morire quanti più vecchietti possibile, smettere così di pagargli la pensione e far quadrare finalmente i bilanci evitando quella spesa inutile.

I 5G

Nuova specie nata dall’evoluzione dei terrapiattisti, i 5G sono gli scemi di Covid più scemi di tutti.  Secondo loro la diffusione del Covid-19 è legata in qualche modo alla presenza delle antenne per la nuova tecnologia internet. Naturalmente questa idea folle è stata già smentita da tutti gli scienziati. È anche difficile risalire all’origine. Probabilmente qualche ubriaco sarà uscito fuori da un bar della bassa bergamasca e dopo aver indicato un’antenna 5G ha esclamato “Quando la merda la mónta ‘n scagn o che la spössa o che la fa dagn” e da lì è nata questa cosa che il 5G è responsabile della Pandemia. Bisogna lasciarli sfogare, non possiamo fare altro a parte consigliare loro di farsi un cappello con i fogli d’alluminio. Non serve a niente, ma almeno sarà divertente vederli andare in giro conciati in quel modo.

I senza mascherina.

Sono quelli che non si piegano alle regole, i duri, i ribelli che fiduciosi riguardo ai loro invincibili anticorpi sfidano il Covid a viso scoperto, senza bluffare con la mascherina. Purtroppo però poi questi tizi vanno a casa, al bar, a lavoro e infettano tutti gli altri, certe volte si infettano anche loro e allora invece della mascherina devono indossare i tubi della terapia intensiva. Sono scemi di Covid estremamente pericolosi, meglio evitarli e cambiare marciapiede quando li incontriamo per strada.

Una variante dei senza mascherina sono quelli con la mascherina “a bracciale”, individui furbissimi anche loro, scemi di Covid che usano lo stratagemma di mettere la mascherina al polso pronti a spostarla sul viso se si accorgono di qualche tutore dell’ordine o se qualcuno glielo fa notare. “Scusi la metto subito” come risposta pronta nel caso gli si faccia presente che la mascherina funziona meglio se messa davanti a naso e bocca. Odiosi, a loro sono preferibili cento volte i senza mascherina puri perché almeno non  ti prendono in giro.

I negazionisti in senso stretto

Il coronavirus non esiste! Questo è il loro motto. Sono scemi di Covid all’ennesima potenza. Per loro, come direbbe Scanzi, è solo un’influenza del cazzo. Un’esagerazione della stampa complice di governi che con la scusa della pandemia vogliono instaurare una dittatura sanitaria. Le bare sui camion dell’esercito? Per loro erano vuote, una sceneggiata. Non conoscono nessuno che è stato in terapia intensiva e questo gli basta per negare che qualcuno in terapia intensiva per colpa del Covid c’è finito davvero. Nella loro famiglia nessuno è morto, quindi è tutto un inganno. Dicono che di polmonite si è sempre morti, dicono che adesso si muore solo di Coronavirus, non ci sono più infarti, tumori, incidenti. Purtroppo però infarti, tumori e incidenti continuano a succedere, anzi, la mortalità è anche aumentata perché gli ospedali sono stati intasati. I negazionisti in senso stretto sono gli scemi di Covid più insopportabili, dopo averli sentiti parlare per più di due minuti sei tentato di diventare un fanatico del lockdown perché di fronte a tanta idiozia si è tentati, è legge naturale, di abbracciare la posizione più estrema alla loro. I negazionisti in senso stretto inquinano il dibattito, impediscono ai cittadini dubbiosi di approfondire, uccidono la “via di mezzo” che è sempre la strada  migliore da seguire in casi come il Coronavirus.

Probabilmente ognuno di noi, in questo periodo, ha rischiato di diventare uno scemo di Covid. Tutti siamo stati ai margini delle categorie descritte. Per salvarci e restare lucidi dobbiamo continuare a fare gli equilibristi proprio sulla quella “via di mezzo” di cui abbiamo scritto qualche riga sopra. Ascoltare gli scienziati, senza fare il tifo per l’uno o per l’altro, leggere notizie da siti attendibili, non dal Fatto Quotidiano che in quanto organo di stampa del M5S non può che essere filogovernativo, ma neanche dobbiamo andarci a informare sui quei siti della propaganda sovranista che hanno già iniziato a diffondere Fake News riguardo al vaccino, è preferibile scegliere fonti neutre, come le agenzie di stampa. Bisogna, dunque, restare dubbiosi ma coscienti del pericolo, adottare misure di sicurezza, mantenere il distanziamento sociale ma al contempo vigilare su come il governo sta gestendo l’emergenza. Resistere è impegnativo, difficile, diventare uno scemo di Covid è molto più facile di quanto possiate immaginare.

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Redazione

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