Siamo ancora un Paese sessista e pieno di stereotipi sbagliati.

Sallusti difende l’articolo sessista di Libero contro la memoria di Nilde Iotti

Noi, proprio per il nome che abbiamo deciso di darci, combatteremo sempre la chiusura mentale tipica degli stereotipi, saremo sempre contro l’identificazione sommaria fatta su basi regionali, nazionali, religiose o di qualsivoglia altra natura.

Così come pochi giorni fa abbiamo trovato inaccettabile l’articolo pieno di riferimenti sessisti  di Carbone, che ha definito Nilde Iotti “Prosperosa, brava in cucina e a letto” adesso troviamo parimenti inaccettabile la difesa fatta da Sallusti che ieri sera, a “DiMartedì”, il programma televisivo di La7, ha detto, in collegamento dal suo studio «Il mondo sa che le romagnole sono esuberanti»

Per prima cosa vorremo sapere se Sallusti va in giro per il mondo a chiedere notizie riguardo l’esuberanza sessuale delle donne residenti in Romagna.

Sinceramente facciamo fatica a immaginarlo per le vie di Shinjuku, a Tokio, mentre cerca di farsi raccontare cosa ne pensa un ragazzo giapponese riguardo le abitudini sessuali di una trentenne di Forlì. Così come ci sembra improbabile che Sallusti, per confermare la sua teoria sulle romagnole, vada a intervistare i mercanti del Cairo per chiedergli la loro opinione sulle ravennati.

Nell’affermazione di Sallusti è presente la stessa quantità di verità che c’è nella frase “i neri hanno il ritmo nel sangue” nessuna.

Così come non è vero che i turchi fumano e bestemmiano in continuazione non è vero neanche che le donne romagnole sono dotate di chissà quali super-poteri tra le coperte o davanti ai fornelli.

Piccola parentesi, tempo fa un sondaggio presente su SpeedDate.it, un sito di incontri,  dava come risultato che le donne più focose d’Italia sarebbero le romane, le napoletane e le catanesi. Naturalmente non diamo nessun peso neanche a questa informazione, sia per la fonte che per il contenuto, la mettiamo per aggiungere una curiosità in più e nient’altro.

Tornando al discorso principale, se anche ci fosse del vero, qualcosa di scientificamente dimostrabile nelle affermazione di Sallusti, noi non vogliamo ugualmente sentire più frasi del genere. Identificare una donna, da qualsiasi regione essa provenga, solo per il letto o la cucina, significa relegarla e isolarla solo in quei due ambiti e  cioè esattamente lì dove la società patriarcale ha cercato di confinarla da sempre.

Significa considerare le donne solo cuoche o amanti tralasciando le esperienze, gli studi, la cultura, il lavoro, le emozioni, il coraggio, la forza d’animo e le paure, ossia tutte quegli aspetti che costituiscono la “persona”

Probabilmente potrà sembrarvi strano che dentro le parole di Sallusti o nell’articolo di Libero su Nilde Iotti ci siano nascosti tutti questi pericoli, ma purtroppo è così. I pregiudizi e gli stereotipi sono gli autobus su cui circolano razzismo, ignoranza e discriminazione. Sono le pietre con cui vengono costruiti i muri della Società Chiusa. Della nazione isolata, identitaria e autarchica.

Dell’Italia che alcuni vorrebbero, per capirci meglio e subito.

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

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