Il carceriere degli italiani che vuole il lockdown infinito

La campagna di vaccinazione procede, i dati dei contagi e dei decessi sono in calo ma Speranza vuole tenerci ancora chiusi in casa

Il ministrino comunista è ormai diventato l’ultimo ayatollah del coprifuoco. Mentre tutte le forze politiche che sostengono il governo prendono atto dei miglioramenti e si interrogano sulla necessità di far cessare i divieti per tornare lentamente alla normalità, lui continua a imporre la sua visione totalitaria e liberticida proseguendo su una linea che vorrebbe un lockdown praticamente perpetuo. D’altronde è stato abbastanza chiaro nel suo libro, per lui la pandemia è “un’opportunità unica per radicare una nuova idea di sinistra,una nuova possibilità per ricostruire un’egemonia culturale su basi nuove”…Parole da trattamento sanitario obbligatorio.

E così, mentre nel resto d’Europa si comincia a organizzare la stagione turistica della rinascita, gli italiani continuano a essere vittime delle angherie di un ministrello inutile, impreparato e politicamente irrilevante ai fini della tenuta del governo stesso, capace addirittura di invocare la delazione contro le feste private in casa.

La situazione epidemiologica nel Paese continua a migliorare: ieri i nuovi positivi sono stati 5.080 (dato più basso da metà ottobre), 198 decessi e un robusto calo di pazienti ricoverati in terapia intensiva. I numeri sono in costante ribasso rispetto alle scorse settimane, Il miglioramento c’è, eccome. Eppure lui, dall’alto del suo forse 2% di consenso, vorrebbe ancora restrizioni e norme che limitano la libertà personale. Per Speranza, integralista del fronte “chiusure” occorre ancora prolungare il lockdown. È stata dura convincerlo a concedere le prime riaperture dal 26 aprile, e sarà altrettanto complicato ottenere il via per togliere il coprifuoco alle 22.

Un aggiustamento dell’orario quindi potrebbe non avvenire in settimana, come si vociferava ormai da giorni. Il monitoraggio di venerdì rischia di non essere quello utile per spostare alle 23 o a mezzanotte l’orario in cui vietare gli spostamenti. Bisognerà aspettare il monitoraggio del 21 maggio. Questo perché si ritiene che sia il giusto arco temporale per valutare gli effetti delle riaperture di fine aprile. Se dovesse passare la linea rigorista, il prolungamento del coprifuoco dalle 22 a mezzanotte potrebbe entrare in vigore dal 24 maggio e non più dal 17.

La maggioranza però è unita nel chiedere un allentamento a stretto giro, anche perché i dati relativi al Coronavirus in Italia evidenziano un deciso miglioramento anche grazie al buon andamento della campagna di vaccinazione. Non a caso con le Regioni si sta iniziando a discutere della possibilità di anticipare alcune riaperture (come consentire a bar e ristoranti di servire i clienti anche al chiuso) e di fissare le date per quei settori rimasti in sospeso. Nei prossimi giorni si riunirà la cabina di regia, alla presenza del premier Mario Draghi, per discuterne. Ma bisognerà fare, come sempre, i conti con i veti e i capricci di Speranza. Arriverà il giorno che lo vedremo davanti a una commissione d’inchiesta, e sarà un bel giorno per tutti gli italiani.

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Redazione

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