Spettatrici dell’odio.

Tricoteuses.
Erano le donne che durante la rivoluzione francese assistevano alle decapitazioni.
Se ne stavano sedute, di fronte alla ghigliottina, e tra un’esecuzione e l’altra sferruzzavano a maglia.
Spettatrici impassibili ma gaudenti dell’orrore.
Il termine, pur nei limiti del contesto, azzeccatissimo.
Ci sono le tricoteuses in Italia, è pieno: sono le ultrà di Salvini. Signore placide, miti, insospettabili che tra un sorriso e l’altro infilano una frase tipo “meglio farsi stuprare da un bianco che da loro” oppure “c’è mare mosso, oggi ce ne leviamo dalle palle come minimo un centinaio” oppure (con l’inverno è un classico) “ad Amatrice stanno nei container sepolti dalla neve e questi pensano a 49 vigliacchi che scappano dalla guerra”
E poi tornano in silenzio, a guardare uomini e donne, la D’Urso e tutte le altre cazzate che Berlusconi ha usato negli anni per friggergli il cervello. Eh sì perché comunque la colpa di tanta ignoranza è anche sua, di Berlusconi, adesso ha perso il controllo del mostro che ha creato ma non può farci niente (e forse neanche gli interessa più tanto)
C’erano anche prima di Salvini, sia chiaro, nella maggioranza dei casi erano per l’appunto berlusconiane, ma erano meno sfacciate: il loro razzismo, le loro paure generate dall’ignoranza e dalle insicurezze, il loro odio verso il diverso, la loro intolleranza se le tenevano dentro. Al massimo biascicavano un “torna a casa tua” verso il ragazzo degli accendini e dei fazzoletti, ma finiva lì.
Adesso no. Si sentono autorizzate dal loro capitano.
Salvini ha tirato fuori il peggio dagli italiani. È il Salvini che queste persone hanno dentro il problema da affrontare, non quel mezzorco scureggione che va in giro con le divise, quello non è niente, solo uno dei tanti politici che sparirà appena gli italiani capiranno che le cose, nel portafoglio, sono rimaste le stesse, anzi, manca pure qualche euro.

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Redazione

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