Ugly Christmas Sweater, gli orribili maglioni natalizi

Quella di indossare bruttissimi maglioni a natale è una recente tradizione anglosassone che sta arrivando anche qui da noi

Avete presente quegli orrendi maglioni che si vedono in molte commedie americane? Ecco, quelli sono gli “Ugly Christmas Sweater”. Talmente orribili che il solo pensiero di indossarli potrebbe causarci un fastidioso malessere intestinale.

Qualsiasi maglione con temi natalizi può diventare un “Ugly Christmas Sweater”, l’importante è che sia brutto, di cattivo gusto, eccessivamente sgargiante, deve essere vistoso, come si dice qui da noi dev’essere un pugno in un occhio. Naturalmente la regola principale è che siano ben visibili temi natalizi: un bel faccione di Babbo Natale, renne, slitte, alberi, regali, elfi e bastoncini di zucchero; più ce ne sono più  brutto è il maglione.  Nascono come regalo di Natale fatto a maglia da un parente anziano. Durante gli anni ’90 e 2000 erano visti come regali “da presa in giro”, un qualcosa di cui  essere imbarazzati come nell’iconico film del 2001 “Il diario di Bridget Jones” dove a indossare un orribile maglione natalizio era il bravissimo e affascinante Colin Firth.

È difficile stabilire chi sia stato l’inventore del primo “Ugly Christmas Sweater”. Si può presumere che tali orribili maglioni siano stati progettati con la voglia di essere alla moda e che solo a causa dei veloci cambiamenti nelle tendenze glamour siano finiti spesso per diventare rapidamente troppo vintage e demodé fino al punto di essere considerati brutti.

Nonostante nessuno si sia dato troppo da fare nel rivendicare la paternità dell’invenzione, col passare del tempo questa stravaganza natalizia è diventata una tradizione diffusa. La città di Vancouver sostiene di essere il luogo di nascita del Ugly Christmas Sweater Party. Dopo aver ospitato il primo evento nel 2002, ogni anno, il party dei brutti maglioni natalizi  si è tenuto presso la Commodore Ballroom, dove l’unica regola da osservare è quella di indossare un maglione di natale veramente osceno.

Fedele al vero spirito natalizio, la festa è soprattutto un’occasione per raccogliere fondi a favore della Make-A-Wish Foundation of Canada: associazione no profit che si occupa dei bambini malati di tumore.

Per un periodo questa tradizione sembrava essere caduta definitivamente in disgrazia, negli ultimi anni però sta tornando alla ribalta più forte che mai. Il merito, oltre che delle commedie anglosassoni è anche delle varie franchigie sportive americane: tutte le più famose squadre statunitensi di  football, basket, hockey e baseball ogni anno mettono sul mercato i propri  Ugly Christmas Sweater, maglioni coloratissimi che oltre ai temi natalizi hanno raffigurato anche il loro logo. Da noi la prima squadra di serie A che  stando il via all’usanza è la Roma che non a caso è di proprietà americana.

Anche se ormai guardare qualcuno lavorare a maglia è un evento raro, non è certo grazie alla tradizione dei maglioni brutti di natale che nasce questa usanza. In passato quasi tutti i maglioni venivano fatti in casa grazie a questa lavorazione.

Poiché il lavoro a maglia non richiede una grande attrezzatura come un telaio, è difficile tracciare la storia esatta degli indumenti lavorati a maglia e gli storici hanno dovuto fare affidamento sui resti che sono rimasti. I primi esempi di un lavoro “a due aghi”, ossia intrecciando due fili, che conosciamo oggi sono i frammenti di interi “calzini copti” egiziani, risalenti al 1000 A.C.

È invece del 17 ° secolo la nascita del Cardigan fatto a maglia. Il cardigan prende il nome da James Thomas Brudenell, il settimo conte di Cardigan e capitano militare che guidò le sue truppe alla carica della brigata leggera nella Valle della Morte. Le truppe di Brudenell erano equipaggiate con giacche militari lavorate a maglia, che erano soprannominate appunto cardigan.

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Redazione

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