Un anno fa. 15 marzo 2019

Cosa succedeva esattamente un anno fa, quando ancora il Coronavirus non aveva sconvolto le nostre vite. Il 15 marzo 2019 le piazze erano piene di giovani.

Voltandosi indietro sembra già lontano, eppure  appena un anno fa la nostra vita era diversa e mai avremmo potuto immaginare quello che sarebbe successo. Non possiamo fare niente, solo ricordare, ma lo facciamo con la forza e la speranza di chi vuole tornare a vivere, come in quei giorni.

Il 15 marzo 2019 era venerdì, ma non un venerdì qualsiasi bensì il Friday For Future quando  in tutto il mondo milioni di ragazzi (un milione solo in Italia) scesero nelle piazze di ogni angolo del pianeta per difendere il proprio futuro e la loro casa: la Terra. Quel giorno di appena un anno fa le strade erano gremite, allegre vive ma soprattutto combattive, come dobbiamo esserlo noi adesso. Mentre ripensiamo a quelle folle colorate che si riversavano in strada abbiamo l’obbligo di coltivare la certezza che presto sarà di nuovo tutto come allora. Chiesero azioni concrete e reali in quella che fu la prima manifestazione globale per il clima, il ‘Global Strike for future‘. Hanno scioperato “da Washington a Mosca, da Beirut a Gerusalemme, da Shanghai a Mumbai perché i politici ci hanno abbandonato”…sapete chi fu a dire queste parole? Greta Thunberg. Sì proprio lei, adesso dopo un anno il suo volto ci è familiare ma un anno fa era appena agli inizi, era ancora soltanto la ragazzina svedese  che diede il via alla protesta.

Il 15 marzo 2019 in Italia era un giorno normale, e si correva la Tirreno-Adriatico, la corsa dei due mari che gli amanti del ciclismo conoscono bene. Nelle strade del percorso e all’arrivo i tifosi guardavano i ciclisti passare, si poteva ancora stare stretti vicini alle balaustre, respirando le prime arie di una primavera che sarebbe esplosa del tutto da lì a poco. La tappa fu vinta da Elia Viviani, davanti a Sagan e Gaviria. Erano quattro anni che un italiano non vinceva una tappa della Tirreno-Adriatico.

C’era anche il calcio, le Coppe Europee, e il 15 marzo dell’anno scorso si commentava l’uscita dei nerazzurri dall’Europa League avvenuta la sera prima, sconfitti in casa uno a zero dall’Eintracht di Francoforte. Diversi gli umori a Napoli, i partenopei infatti pur sconfitti dal Salisburgo riuscivano a passare al turno successivo. Nei bar, che erano aperti, si faceva colazione sfogliando le pagine del Corriere dello Sport e della Gazzetta e poi si lasciavano lì, in attesa di essere sfogliate da un altro, e poi un altro ancora.

Il 15 marzo 2019 è stato però anche il giorno del terrore in Nuova Zelanda, con gli Attentati di Christchurch, le due sparatorie che costarono la vita a 50 persone. Il primo attacco venne fatto contro la Moschea di Al Noor, il secondo contro il centro islamico di  Linwood.

Il 15 marzo 2019 in Italia eravamo talmente spensierati che sui giornali comparivano notizie su Di Maio e la sua nuova fidanzata, immortalati sorridenti all’uscita del Teatro Dell’Opera di Roma. Non ce ne interessava niente allora, non ce ne interessa niente adesso e non ce ne interesserà niente un domani, quando questo incubo finirà e torneremo a vivere.

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Redazione

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