Un manifesto per l’arte globale

Marshal McLuhan aveva previsto un medium capace di contenere la televisione al suo interno e come tale rendere dunque la televisione una forma d’arte.

Il  teatro è diventato il contenuto del cinema, il cinema è diventato il contenuto della televisione, e oggi internet contiene a tutti gli effetti la televisione. Ciò significa che l’utente attraverso internet potrà controllare la televisione e fare dunque di essa una forma d’arte.

Partiamo dall’idea di Arte Globale. Qualche anno fu su YouTube è stato caricato un video di un po’ meno di 4 minuti chiamato “Free Hugs” che è stato un successo mondiale e ha creato per un certo periodo, una vera emozione globale. In molte città, la gente girava con cartelli con sopra scritto abbracci gratis e dispensava abbracci in giro per la strada. Creando un’emozione globale Free Hugs Campaign ha dato vita ad una forma di arte durata per due o tre mesi. Dunque un network ovvero un insieme di reti connesse ad internet descrive la globalità e il senso di comunanza delle emozioni, da cui il termine 

Global Art. Tre sono le domande da porci 1) Cos’è? 2) Chi la fa? 3) perché ne abbiamo bisogno?

Definiamola negativamente, per quella che non è: non è space art, non è arte planetaria, non è network art semplicemente, né arte satellitare. E’ in un certo senso collegata a tutte queste forme d’arte ma la Global art è massimamente arte che riflette e promuove una sensibilità planetaria. 

Oggi tramite i media elettronici l’identità, pur essendo radicata nella locale, è in un certo senso globale. L’avere un cellulare ci rende globalizzati. 

Prendiamo ad esempio la coscienza ambientalista, nata negli anni sessanta: la paura del surriscaldamento, i cambiamenti climatici, la paura dell’innalzarsi del livello del mare. Ci sono molte paure, giustificate, che richiedono intervento e pronta risposta. Bene – ecco come  la Global Art accelera l’idea che “il mondo è uno”, e deve essere trattato come un unico ambiente.

Altro esempio: l’immaginazione continentale e l’Europa è un perfetto esempio di un’immaginazione continentale. L’unione Europea nasce dalle ceneri degli orrori della seconda guerra mondiale, in maniera lenta e graduale. Ma l’Unione Europea è stata decisa solo dal commercio, dalla politica e dall’economia. No deriva anche dal fatto che tutti quanti sono stati capaci di vedere l’unità geografica di fatto del continente. 

E’ sufficiente guardare le previsioni del tempo in televisione per avere tante immagini di quel singolo ambiente per avere la visione dell’Europa. L’immaginazione continentale, è ad un solo un passo dall’immaginazione globale, che avviene o dovrebbe avvenire una volta che riusciremo ad espandere questa coscienza attraverso l’intero pianeta.

Everyware, è il titolo di un libro, di Adam Greenfield, che descrive i sistemi sensoriali esistenti nel nel nostro ambiente e le conseguenze che hanno sulla nostra identità.

Ubiquità e simultaneità, sono condizioni transculturali. Tutto accade in una volta, allo stesso tempo in tutto il mondo e dunque qual è l’influenza della globalizzazione sull’arte? L’arte come mero sistema di distribuzione si è estesa su tutto il pianeta attraverso Internet, ma oltre questo aspetto tradizionale, l’arte è qualcosa che in realtà ha soprattutto una funzione di illuminare le persone in tutto il pianeta .

Prendiamo un esempio all’interno della cultura popolare e serviamoci del cinema. Babel è un esempio di film in cui tutto accade contemporaneamente: negli Stati Uniti, in Messico, in Giappone, in Marocco, e il destino di ogni personaggio dipende da tutti questi altri posti. 

Ogni singolo uomo è dunque parte di un ambiente molto più grande di quello che si trova immediatamente intorno al soggetto, da cui il concetto di sensibilità globale ovvero senso  di alterità  delle altre 

culture, ed è una sensibilità davvero molto potente

Come può il locale riflettere il globale? Ogni elemento si fonda in qualche dimensione locale ma il locale diventa una finestra sul mondo e la Global Art, in parte è socialmente impegnata.

Da un punto di vista politico invece, non tutta l’arte sta cercando di dire cose degne di nota. Il nuovo paradigma della Global Art è di fatto l’assoluto. Il nuovo fondamento è la Terra. la Terra viene spesso utilizzata da cui l’espressione “land art”  ovvero spettacolo globale in cui la Terra diventa un oggetto di contemplazione, almeno da quando l’Apollo atterrò sulla Luna, nel 1969, invitandoci a vedere la Terra come un oggetto di contemplazione.

YouTube invita le persone ad esprimersi sul globo, dunque YouTube come forma d’arte.

 McLuhan disse che “Il pianeta e la natura sono stati resi obsoleti da Sputnick nell’ottobre 1957”. La Terra divenne improvvisamente una forma d’arte. “lo Sputnik ha visto la nascita dell’ecologia,  e  la sostituzione  della   Natura

con l’Arte”. Il senso della frase di McLuhan è un po’ oscuro, ma potremmo interpretarla così: Sputnick ha unificato la Terra e l’obbligo di gestirla è diventato sempre più evidente. Il movimento ambientalista inizia propria negli anni  60 infatti, da cui  la prima grande marcia contro la bomba ad esempio 

Tutto ciò ha reso la Global Art sempre più rilevante.

La tecnologia di Sputnkick  ha circondato la Terra, ha fatto della Terra un contenuto. Questo è un modo molto visionario di vedere il ruolo dell’arte.

Yann Arthus-Bertrand ha recentemente girato un film chiamato “Home”, che esprime molto più di una coscienza ambientale, perché ha una base fortemente politica. E così il fotografo che ha iniziato a fare è una serie di fotografie che ha chiamato: “La Terra vista dall’alto”.

Il primo esempio di un pensiero veramente globale, probabilmente fu quello di Marinetti nel 1914 che utilizzò in telefono in una una performance pre-multimediale

Nel 1968 ci fu a Chicago, Museo dell’Arte contemporanea una mostra chiamata “Arte per telefono” e nel 1969 un’altra, chiamata: “Wipe Cycle”

Elvis Presley nel 1973, con “Aloha from Hawaii via  satellite”, fece il primo concerto di musica trasmessa in diretta via satellite in tutto il mondo e fu davvero un evento globale e nel 1977, “WorldPool” è stato un messaggio inviato dal telefono che fece il giro del mondo e quando tornò, era ovviamente molto diverso da quello iniziale.

Bene comunque, ci sono molte di queste cose, preferisco mostrarvi quelle di cui ho le immagini. Particolare è “La plissure du texte” di Roy Ascott, che stava mettendo insieme persone provenienti da quattro parti del mondo anticipando quello che abbiamo detto per Babel.

Altra frontier è la Space Art di cui Joe Davis, artista americano fu un grande interprete a cui ha fatto seguito un meraviglioso lavoro fatto da Jean-Marc Philippe, 1986, Message to the universe, utilizzando il Minitel, una sorta di antenato di Internet, noto sistema di comunicazione testuale che molti francesi stavano usando allora. Utilizzando il minitel ha fatto sì che la gente inviasse un messaggio di una pagina, che avrebbe memorizzato in un piccolo contenitore che sarebbe stato poi proiettato nello spazio una volta che aveva raggiunto i 10.000 messaggi. E questo piccolo satellite è stato lanciato nell’atmosfera, con tutti questi messaggi e si chiamava Message to the universe. Un pensiero bellissimo. Ha anche immaginato tutti questi satelliti che avrebbero circondato l’atmosfera per creare questa corona d’oro intorno al pianeta. Questa è la sensibilità globale.

Ancora, Fred Foret, uno dei primi artisti che ha fatto questo tipo di Global Art, ha creato molti pezzi tra cui nel 1999 il noto Le centre du monde dove ha esposto nella galleria i messaggi inviati da diverse parti del mondo. Il messaggio era “tu sei al centro del mondo” e quando siamo su Internet in effetti siamo al centro del mondo . 

E questo è un altro artista, che trovo molto interessante, Ingo Günther cherappresentò il pianeta Terra in diversi piccoli globi, ciascuno dei quali è effettivamente dipinto e disegnato con diverse informazioni statistiche: i livelli di povertà, i livelli in cui si trova  il petrolio, il tipo di popolazione, la religione. Ognuno di questi globi descrive una delle condizioni del mondo, statisticamente coerenti, su come il pianeta è ora analizzato dalle statistiche, riaffermando ogni volta questa globalità della percezione.

La Terra che Respira (The Breathing Earth) è un altro pezzo interessante simulando la respirazione della Terra. Il ‘respiro’ è venuto dall’input di messaggi da parte delle persone verso questa installazione artistica.

La Breathing Earth, veicola un concetto molto importante. il concetto giapponese di “Io”, che è voi e me. Tale è la natura di “essere umano” che rimanda ad un tipo “reticolare”.

La parola giapponese “Io” (“jibun”) implica l’esistenza del singolo solo all’interno di un contesto relazionale, da cui l’uomo che comprende la struttura olistica e relazionale dell’universo. Ci si può avvicinare a quello che sto dicendo pensando di essere al centro dell’universo, ma allo stesso tempo essere una persona globale, un cittadino globale, avendo questa relazione che si ha con la Terra nel suo complesso.

Stelarc, artista australiano, è parecchio noto perché ha creato il Ping Body (Corpo Ping). Il Ping Body è un’invenzione straordinaria, dove per poter essere in grado di comunicare l’impulso del proprio sistema nervoso su Internet, connette realmente se stesso. Connette varie parti del suo corpo con vari sensori e invia tutti questi impulsi in diversi posti, consentendo ad esempio a una ballerina, che è collegata al suo stesso modo, di compiere gli stessi gesti di danza che lui sta facendo a 2000 km di distanza, da cui il concetto di  propriocezioneovvero capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio. E’ insomma la tecnobiologia del wireless, la tecnobiologia dell’elettricità, cioè il binomio tra ambiente elettronico e il proprio corpo.

Nell’era dell’elettricità, l’umanità, come disse McLuhan la si indossa come la propria pelle.

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