Un No al giorno

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Conseguenze della riduzione dei parlamentari.

La drastica riduzione dei parlamentari, quasi un terzo del totale, produrrà effetti negativi, per adesso ancora ignorati dalla massa, che saranno decisamente  contrari a quella maggiore efficienza che dovrebbe essere il fine ultimo di ogni riforma. Produttività ed efficienza appunto, non dipendono essenzialmente dal numero dei parlamentari ma piuttosto dalla possibilità di organizzare il loro lavoro.

Qualcuno potrà ribadire che basterà organizzarsi meglio per funzionare anche a numero ridotto. Ma non sarà così.

Non basterà infatti ridurre i quorum oggi previsti per presentare un atto parlamentare, qui si parla  di modificare tutta la struttura organizzativa delle camere.

Basta pensare alle norme parlamentari sui gruppi politici che oggi prevedono per la loro nascita un determinato numero di deputati e senatori, numero che dovrà necessariamente essere ridotto. Come conseguenza avremo la riduzione di quorum già bassi, come, per esempio, quello dei tre deputati richiesti per ottenere l’autorizzazione dal Presidente della Camera a costituire una componente politica nel gruppo misto: verrà ridotto a due? Oppure basterà un solo deputato dando vita a qualcosa di impensabile come “un gruppo formato da uno solo”?

Altro effetto della sforbiciata sarà l’impatto che la riduzione avrà sulle 14 commissioni parlamentari, il vero motore dell’attività legislativa. Al Senato, potrebbero esserci commissioni composte da una dozzina di senatori, per approvare una legge basterà quindi il voto di pochissimi membri.

C’è dell’altro: la regola costituzionale per cui le commissioni devono essere “composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari” finora è stata applicata in  due modi opposti: privilegiando infatti  la regola della stretta rappresentanza proporzionale, le forze politiche di minoranze potrebbero non essere presenti in tutte le commissioni. All’opposto, se si vuole dare loro rappresentanza in tutte, designando un singolo parlamentare in più commissioni, tali forze politiche finirebbero per essere sovra-rappresentate rispetto alla loro effettiva consistenza proporzionale. Ma c’è di più. Nella seconda ipotesi, i parlamentari facenti parte di più commissioni parlamentari, nel caso non facilmente evitabile di sedute concomitanti, non avendo il dono della bilocazione, dovrebbero inevitabilmente scegliere in quale essere presenti, privando così la loro forza politica della possibilità di esercitare la fondamentale funzione legislativa, ispettiva e di controllo, specie se di opposizione.

Siamo ben consci dei rischi che si ci corrono andando contro questa follia della riduzione dei parlamentari, anni e anni di “casta” “vitalizi” e altri slogan pieni di demagogia hanno reso impossibile l’affrontare un dibattito con serenità, ma hanno reso impossibile, o quanto meno molto difficile, anche esporre, con ragionamenti validi, i motivi per cui correre dietro al populismo non è mai una cosa buona.

P.S. Se volete, potete lasciarci il vostro NO tra i commenti, lo pubblicheremo volentieri

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Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

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