Il vaccino cinese Sinovac è una brodaglia inutile

Scarsa efficacia, nettamente inferiore a quella dei suoi concorrenti. A confermarlo sono i cinesi stessi. Il caso del paradosso cileno

I vaccini prodotti in Cina hanno tassi di protezione molto più bassi rispetto agli altri vaccini. A riferirlo è stato Gao Fu, direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive, che ha appunto confessato come l’efficacia dei vaccini sviluppati dalle aziende cinesi “non è alta”. Conoscendo lo stile, chiamiamolo così, che caratterizza la comunicazione di regime, quel “non è alta” significa bassissima.

Quando una dittatura che si basa sul controllo della popolazione e sulla percezione di grandezza che gli altri paesi devono avere di lei arriva fino al punto di trovarsi costretta a confessare un mezzo flop, allora possiamo stare sicuri che il flop è totale!

In Cina, ricordiamo, fino a oggi non è stato ancora autorizzato l’uso di vaccini stranieri, sarebbe un grosso colpo alla credibilità di Pechino, però gli altri paesi hanno già acquistato da loro centinaia di milioni di dosi dei vaccini cinesi prodotti dalle aziende Sinovac Biontech, Sinopharm e CanSino.

Efficacia Sinovac

La loro efficacia va dal 50% al 79%, come affermano le stesse aziende farmaceutiche, per fare un confronto Pfizer e Moderna offrono una protezione superiore al 95%! Percentuali basse ma che comunque rientrano nello standard dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che richiede almeno un’efficacia superiore al 50% .

I vaccini prodotti da Sinovac e Sinopharm rappresentano la maggior parte dei vaccini cinesi distribuiti in diversi Paesi tra cui Messico, Turchia, Indonesia, Ungheria, Brasile, Thailandia e Cile. Tuttavia, non sono stati ancora pubblicati dati sottoposti a revisione paritaria sulla fase finale della ricerca sulla sperimentazione clinica e sono, quindi, oggetto di critiche da parte della comunità scientifica per la mancanza di trasparenza.

Il capo del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina non ha fornito dettagli sul possibile cambio di strategia per rimediare alla scarsa efficacia, ma ha invitato a “considerare i benefici che i vaccini a mRNA (i vaccini cinesi sono a vettore virale) possono portare all’umanità. “Non dobbiamo ignorarli solo perché abbiamo già diversi vaccini”, ha aggiunto. Ma era stato lo stesso Gao, meno di un anno fa, a gettare ombre sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini a mRNA, nel mese di dicembre, citato dall’agenzia Xinhua, aveva detto di non poter escludere effetti collaterali negativi di questa tipologia sperimentale di vaccini, usati sull’uomo per la prima volta.

Thailandia e Indonesia cambiano vaccino

Nelle ultime settimane in Asia sono aumentate le preoccupazioni circa la reale efficacia dei vaccini made in China, il Sinovac e il Sinopharm. Ora, come scrive la Bbc, molti Paesi del continente che avevano centrato la campagna di immunizzazione su questi farmaci hanno fatto un passo indietro e sono pronti a cambiare vaccino.

La scorsa settimana, la Thailandia ha annunciato un cambio nella sua politica vaccinale: invece di prescrivere due dosi di Sinovac, ora opta per il mix and match: la prima dose di Sinovac e la seconda di AstraZeneca.

Vale anche per gli operatori sanitari che faranno un richiamo diverso. Anche l’Indonesia aveva annunciato una mossa simile: i medici e gli infermieri dopo aver ricevuto Sinovac aspettano la dose di Moderna.

Questo perché, sempre secondo i due Paesi, nonostante centinaia di operatori fossero stati completamente vaccinati con il Sinovac, si erano comunque ammalati di Covid. E, alcuni di loro, due in Thailandia e 30 in Indonesia, erano morti. Entrambi in Paesi stanno combattendo contro l’insorgenza di nuovi focolai, con un numero record di contagi. Tanto che l’Indonesia, con 56.757 nuovi casi solo tra il 15 e il 16 luglio, è considerata il nuovo epicentro della pandemia in Asia con ospedali ancora sovraffollati e carenze di ossigeno.


Altri Paesi asiatici come Filippine e Cambogia continueranno invece a utilizzare i vaccini made in China.

Il caso del paradosso cileno

Lo chiamano «il paradosso cileno». Il Paese sudamericano ha stupito il mondo per la rapidità della sua campagna di vaccinazione di massa contro il Covid-19: 4,6 milioni di persone su 18 milioni di abitanti hanno già ricevuto due dosi, 7,2 milioni almeno la prima; solamente Israele, Emirati Arabi e Seychelles hanno fatto meglio. Eppure il contagio continua a diffondersi a ritmi record, soprattutto tra i giovani, e le terapie intensive degli ospedali hanno un’occupazione media del 95%. L’ultimo «bollettino» parla di 1.076.499 casi complessivi confermati e 24.346 morti.
Così, da fine marzo, gran parte del Paese è tornata in lockdown quasi totale.

Il «paradosso» ha più di una spiegazione. La prima è che con l’allentamento delle limitazioni agli spostamenti e la riapertura di scuole e negozi la popolazione si era illusa che la pandemia fosse solo un ricordo. La seconda però è data proprio dalla scarsa efficacia del vaccino utilizzato: il Sinovac.

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Universidad de Chile sui risultati della campagna di vaccinazione ha concluso che la protezione è mediamente del 56,5% a due settimane dalla somministrazione di entrambe le dosi previste e di appena il 3% dopo la prima dose.

Tenuto conto che in Cile si utilizza principalmente il vaccino cinese Sinovac (93%) e per il restante 7 per cento Pfizer BioNTech, che in Israele ha dimostrato un’efficacia del 94%, i ricercatori concludono che l’efficacia del vaccino cinese è ferma al 54%.

Il Cile ha pagato 3,5 milioni di dollari per «ospitare» la sperimentazione clinica del vaccino cinese e ha poi ordinato 60 milioni di dosi per proteggere sua popolazione di 18 milioni di persone in tre anni.

E gli effetti collaterali del Sinovac?

Benedetta democrazia! Da noi sui vaccini leggiamo di tutto! Fanno venire il cancro, moriremo tutti, sono sieri sperimentali, servono per farci diventare ripetitori del 5G, le monete restano attaccate sul braccio dopo l’iniezione, crescono le tette, mio cugino è morto, mi zia è diventata obesa e via dicendo. Ogni giorno qualche No-vax trova un effetto mostruoso nuovo. Quando va bene leggiamo che sono inutili. Sia chiaro, ci sono stati effetti collaterali anche gravi, ma vista l’enorme quantità di vaccini somministrati, parliamo di decine di milioni di dosi sono in Italia, i numeri relativi alle reazioni avverse sono inferiori a quelli delle Aspirina o del semplice Oki.

Non abbiamo però notizie, o ne abbiamo davvero poche, riguardo a possibili effetti negativi del vaccino Sinovac. Possibile che il loro vaccino sia l’unico sicuro al mille per mille? Certo che no, diciamo quindi che, naturalmente, la censura del regime comunista sta molta attenta a non far trapelare niente al riguardo. Qualcosa, se volete approfondire l’argomento, la potete trovare qui, noi vi lasciamo la traduzione relativa alla prima parte del documento.
Vaccinatevi!

I documenti trapelati dai governi provinciali e municipali in Cina rivelano una serie di eventi avversi gravi precedentemente non segnalati relativi ai vaccini COVID-19 prodotti e somministrati in Cina. Significativamente, uno dei documenti che elencano le reazioni è arrivato con un ammonimento a non condividere quella notizia con il pubblico, secondo un rapporto di The Epoch Times.
La rivelazione è arrivata pochi giorni prima della prevista revisione del 26 aprile da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) del vaccino Sinovac COVID-19 per uso di emergenza.

Redazione

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